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Liste d'attesa nelle strutture sanitarie


Li liste di attesa presso le strutture sanitarie sono state il fiore all’occhiello della “buona sanità”, laddove queste non esistono o sono riferite a periodi fisiologici di attesa il cittadino può ritenersi fortunato, in molte realtà, soprattutto al SUD, invece si convive con lunghi tempi di attesa per usufruire di alcuni tipi di prestazioni sanitarie, in molti casi le lungaggini inducono il cittadino a rivolgersi alla sanità privata o a percorrere le strade della migrazione sanitaria.

Qualche giorno fa l’Assessore regionale Martorano tracciando il bilancio della Sanità lucana al termine del suo mandato assessorile ha informato che la Regione Basilicata ha provveduto a risanare i conti attraverso una riduzione dei costi e la riorganizzazione dei presidi territoriali, ottenendo, nel contempo, un miglioramento delle prestazioni offerte. Ha fatto ammenda per i sacrifici imposti agli utenti lucani ma il risultato ottenuto è di quelli che fanno ricevere i complimenti da parte del Ministro della Salute Lorenzin in visita in Basilicata nei giorni scorsi. Martorano ha fornito altresì i numeri relativi al miglioramento dei tempi di attesa per le prestazioni erogate dalle strutture sanitarie regionali, effettivamente alcune prestazioni si riescono ad avere in tempi più brevi rispetto al passato ma ci sono ancora picchi di attesa scandalosamente lunghi.

A conferma dei buoni risultati contabili dell’Azienda Ospedaliera San Carlo è arrivato l’Oscar del bilancio della pubblica amministrazione conferito dalla Ferpi, la Federazione relazioni pubbliche Italiana che ha inorgoglito i vertici dell’Azienda sanitaria.

La segnalazione di un cittadino di Potenza che ha subito un delicato intervento al cuore  il quale  si lamenta perché una prenotazione presso l’ospedale S. Carlo di una visita cardiologica e di un elettrocardiogramma viene fissata per il mese di gennaio 2015, un anno e due mesi di attesa quindi,  ci induce a fare una indagine circa i tempi di attesa presso le strutture sanitarie di Potenza, oltre all’Azienda Ospedaliera S. Carlo è l’ASP, attraverso i suoi ambulatori, a garantire la copertura sanitaria alla città capoluogo di regione e del suo comprensorio.

Abbiamo apprezzato la trasparenza dell’ASP che sul proprio sito internet tiene aggiornata la situazione delle attese per tutte le prestazioni, abbiamo altresì potuto constare che in tempo reale ci è stata data risposta alla nostra richiesta di informazioni.

Prendiamo in considerazione lesole prestazioni sanitarie erogate dal Poliambulatorio Madre Teresa di Calcutta di via del Gallitello. Sono 204 le prestazioni che i cittadini hanno a disposizione, ben 60 però sono usufruibili nell’anno nuovo, di cui 19 a gennaio, 10 a febbraio e 11 a marzo; diluite negli altri mesi il resto delle altre prestazioni, il record di attesa spetta al reparto ENDOCRONOLOGIA –DIABETOLOGIA con 721 giorni, bisogna invece attendere novembre 2014 per un controllo a “Cardiologia1”, per un ecocuore e per un controllo in diabetologia  il primo posto libero è a settembre 2014. Il record di attesa però spetta ai controlli nel reparto Endocrinologia – Dietologia per cui bisogna aspettare ottobre 2015. In pratica circa il 30% delle richieste di prestazioni sanitarie vengono soddisfatte con almeno due mesi di attesa.

Passando ad esaminale le liste di attesa dell’Azienda Ospedaliera San Carlo emerge innanzitutto il numero di prestazioni erogabili: ben 437 di cui oltre la metà fruibili in una settimana ma con tantissime prestazioni ottenibili in tempi non umani. Decisamente troppi i 592 giorni per un controllo in Endocrinologia o i 516 per il controllo in Reumatologia. Nella classifica delle attese ci sono tre prestazioni che si ottengono fra i 420 e 439 giorni, tre prestazioni fra i 307 e i 390 giorni.Seguono tutte le altre con tempi sicuramente non compatibili con le patologie dei pazienti.

Che dire, i tempi di attesa sono diminuiti, in molti casi significativamente, ma la situazione resta molto critica, alcune vitali prestazioni richiedono tempi ancora scandalosamente lunghi che inducono i malati a rivolgersi a strutture private, in molti casi fuori regione, la tragedia è che non tutti hanno la disponibilità economica di potersi permettere trasferte o prestazioni presso strutture private, ed ecco che la salute diventa di classe, i meno abbienti o si accontentano di aspettare circa due anni per un controllo o si devono affidare alla benevolenza divina che li preservi nel lungo periodo di attesa.

Prendiamo atto che la Sanità lucana ha risanato i conti, ha fatto marcia indietro sui tiket, ma occorre un ulteriore deciso sforzo per ridurre a tempi fisiologici le attese per una prestazione,soprattutto chi soffre di patologie gravi deve essere tutelato, non si possono fare ragionamenti ragionieristici o accampare scuse riferiti al bilancio, la Regione Basilicata deve finanziare in maniera più massiccia il settore sanitario, meno soldi per gli enti che producono debiti e più risorse alle strutture sanitarie.

Per dovere di cronaca segnaliamo che il cittadino che si è rivolto a Controsenso per segnalare i tempi lunghi per ottenere la visita cardiologica e un elettrocardiogramma è stato costretto a prenotare la prestazione presso un ambulatorio privato, visita effettuata immediatamente, basa pagare. E per tutti quelli che non se lo possono permettere? 

Articolo pubblicato su Controsenso del 15 novembre 2013

Pubblicato il 16/11/2013 alle 15.41 nella rubrica Diario.

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