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Respira la terra, saggio rivoluzionario di Paolo Baffari



M’ero ripromesso di andare ad una delle presentazioni del nuovo libro scritto dall’amico Paolo Baffari, architetto potentino particolarmente sensibile ai temi inerenti la partecipazione e compagno di tante battaglie ambientali essendo egli, come me, un tenace difensore della natura e dell’ambiente; spero di poter partecipare ad una delle prossime presentazioni ma nel frattempo il libro me lo sono "spolpato".

Respira la terra”, questo il titolo dell’ultima fatica letteraria di Paolo, colma tre anni di vuoto dopo il bellissimo “Storia di ordinaria città” pubblicato nel 2010 e “dedicato” alla città in cui entrambi viviamo e che tutti e due vorremmo molto diversa da come ce l’hanno “confezionata”.

E’ l’opera di un rivoluzionario e non solo per la citazione di una frase di Che Guevara riportata nella prefazione. Come afferma Paolo Cacciari nella presentazione il libro di Baffari è da considerare un manuale di educazione ambientale, quella educazione all’uso della natura che ha folgorato l’autore il quale occupa e dedica gran parte del suo tempo all’impegno civico.

E’ rivoluzionario anche il saggio di Baffari perché incita a combattere la società dei consumi e della globalizzazione, lotta culturale ma lotta dura, una contro-rivoluzione antropologica in cui l’unica speranza per il futuro dell’umanità è un reale cambiamento che solo una corretta educazione ambientale può offrire.

Una dura reprimenda contro la società dei consumi e i tag e gli “idoli” del vivere moderno.

Nella prima parte del libro trovano spazio considerazioni sulla sostenibilità e sull'economia della crescita con istruzioni per l'uso su come valorizzare adeguatamente il patrimonio umano di cultura e di relazioni e preservare il patrimonio naturale di beni comuni e servizi generati e rinnovati gratuitamente dai sistemi viventi.

Vi è l'esaltazione della partecipazione come forma di democrazia diretta che deve traguardare ad

un’educazione a una società sostenibile, la demolizione dei modelli di crescita globalizzati, si auspica un processo di decostruzione che rifugga dal culto dell’individualismo e del materialismo imperante ed in questa idea di mondo ecosostenibile un ruolo fondamentale è affidato alle reti di comunicazione che non può che essere costante ed efficace.

Interessanti le tre esperienze di educazione ambientale attuate nei centri lucani riassunte poi in preziose pubblicazioni. Non meno importante il ruolo della scuola pubblica che ha il dovere di educare le nuove generazioni alla complessità del mondo.

La seconda parte del libro è orientata alla diffusione del pensiero ecologico e cerca di inculcare tutte le possibili azioni propedeutiche al raggiungimento dell’obiettivo di formare un cittadino consapevolmente orientato all’uso del territorio considerato come bene comune, partecipazione diretta alle scelte e non più delega, queste le armi della rivoluzione culturale auspicata da Paolo Baffari.

Innumerevoli le citazioni sparse in tutta l’opera che denotano un’approfondita conoscenza della “materia” da parte dell’autore che ha “lavorato” consultando opere di personaggi autorevoli e prestigiosi e che rendono ancora più prezioso il lavoro di Paolo Baffari, in questo particolare periodo laddove la globalizzazione mostra tutte le sue crepe sarebbe bello ripartire dalle considerazioni contenute in “Respira la terra” per una inversione di tendenza e ri-costruire un mondo migliore.

Dimenticavo di dire che il libro non è stato pubblicato da alcuna casa editrice, viene diffuso richiedendo la modesta cifra di 6 euro che serve a coprire le spese di stampa e diffusione e a concedere un piccolo contributo a quelle associazioni che si stanno impegnando ad organizzare una presentazione del libro.

Pubblicato il 30/8/2013 alle 14.11 nella rubrica AMBIENTE.

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