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La povertà dilagante e l'argine della Caritas di Verderuolo



Dal settimanale freepress Controsenso del 6 luglio 2013

Proseguiamo il giro in città fra le associazioni di volontariato che si impegnano per lenire i bisogni di un esercito di indigenti che vivono in mezzo a noi senza che ce accorgiamo.

Questa settimana siamo stati nel popoloso rione Risorgimento, più noto come rione Verderuolo, quella che prima era periferia di Potenza è oggi la zona residenziale forse più a misura d’uomo in una città dove spesso i rioni sono semplici dormitori, sono circa 10.000 gli abitanti del quartiere, considerando anche Parco Aurora e il CEP che fanno capo ad un’unica parrocchia.

Tutta la vita sociale orbita attorno all’attivissima chiesa di San Giovanni Bosco dove i salesiani hanno costituito una comunità parrocchiale molto attiva.

Della famiglia dei salesiani sono i volontari della Caritas con annesso Centro di Ascolto intitolato a Madre Teresa di Calcutta. Ne abbiamo parlato con la d.ssa Rocchina Santoro che coordina le attività dei volontari del Centro la quale ci informa che sono molteplici le finalità del Centro di Ascolto che rimane a disposizione dei bisognosi due giorni alla settimana grazie alla presenza dei volontari che si alternano: un segno concreto dell'animazione e della testimonianza della Caritas, la risposta della comunità parrocchiale alla povertà; uno strumento di aiuto per diffondere una cultura di solidarietà; un punto di riferimento per le persone in difficoltà; un'antenna sociale per il territorio.

Anche se il rione è popolato per la gran parte da famiglie del ceto medio non mancano nel quartiere Risorgimento situazioni di grave difficoltà, sono circa un centinaio le famiglie che ricevono assistenza continuata prevalentemente attraverso la distribuzione di generi alimentari di prima necessità. Fra l’altro la Caritas ha attivato una sorta di “grande magazzino” dove i commercianti, soprattutto di abbigliamento, conferiscono capi nuovi invenduti o di fine serie. Anche supermercati e negozi di alimentari danno una mano concreta conferendo generi di prima necessità prossimi alla scadenza. Due volte l’anno, a Natale e Pasqua, i volontari organizzano raccolte straordinarie di generi alimentari.

Con l’acuirsi della crisi negli ultimi tempi è aumentato a dismisura la richiesta di pagamenti di bollette e di affitti a cui si fa fronte grazie agli aiuti dell’intera comunità parrocchiale molto generosa perché ben consapevole della crisi che stiamo attraversando.

Qual è il prototipo degli indigenti che si rivolge alla Caritas parrocchiale di San Giovanni Bosco? Soprattutto anziani che vivono con la pensione minima e famiglie che non dispongono di un reddito stabile, non mancano extracomunitari, con figli minori, privi di lavoro.

Ma la platea dei bisognosi è molto vasta, in molti casi la condizione di povertà si consuma fra le mura domestiche, sono soprattutto i “nuovi poveri”, i figli della recessione, persone “normali” fino a pochi anni fa che sono stati travolti dalla perdita del lavoro, le vittime dell’usura, i sovraindebitati che spesso reagiscono alla nuova condizione rifugiandosi nella depressione, i malati, gli anziani soli.

Secondo la responsabile della Caritas parrocchiale di San Giovanni Bosco questo tipo di situazioni stanno crescendo in maniera esponenziale ed incontrollata, i disagi dipendono non solo dalla scarsità di reddito, ma anche dalla carente rete di aiuto e sostegno delle relazioni sociali e familiari oltre che dallo scarso interesse e dalla mancanza di investimenti che il nostro Comune e la nostra Regione dimostrano non avere nell’affrontare il disagio e l’emergenza crescente.

Per venire incontro a queste persone la Conferenza Episcopale Italiana ha stipulato un accordo con l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) per la concessione di un prestito, il cosiddetto “Prestito della Speranza”, per il quale è la Caritas a farsi garante in caso di difficoltà economiche, tale prestito è utile alle tante famiglie che non possono accedere al normale credito presso istituti di credito perché, pur in presenza di un reddito, risultano super indebitate.

Fra le cause della nuova povertà un posto di primo piano è occupato dal gioco d’azzardo, fenomeno in crescita spaventosa anche a Potenza e che induce tante persone a tentare la fortuna per cercare di raddrizzare una situazione finanziaria traballante, ma chi cade in questa trappola contribuisce a peggiorare ancor di più la propria condizione economica.

Pubblicato il 5/7/2013 alle 20.46 nella rubrica LA CITTA' DI POTENZA.

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