Blog: http://astronik.ilcannocchiale.it

La scomparsa di Colombo e l'ingratitudine dei potentini



Avevo deciso di non commentare la scomparsa del Senatore a vita Emilio Colombo ma avendo costatato la gelida accoglienza ricevuta da morto nella sua città mi spinge a incrementare la folta schiera di ben più prestigiosi opinionisti dell’evento.

A considerare il bene che Emilio Colombo ha fatto a tantissimi potentini mi aspettavo una folla oceanica ad omaggiare la sua salma nel municipio di piazza Sedile ed a partecipare al funerale in Cattedrale, così non è stato.

Sulla stampa e sul web c’è stato, come è giusto in queste circostanze, una moltitudine di commenti, la ricostruzione della lunga vita politica di Emilio Colombo, il ricordo di tante figure istituzionali e qualche sconveniente commento di chi ha avversato l’azione politica di Colombo. Più di qualcuno ha volgarmente esagerato nei commenti, qualcun altro ha addirittura esultato, non sono mancate delle vere e proprie oscenità, nemmeno davanti alla morte ed alla pietà umana per una persona che lascia questo mondo i soliti imbecilli hanno voluto mostrare la cattiveria umana.

Non sono la persona più adatta per fare delle valutazioni sulla lunga azione politica di Colombo ma i riconoscimenti a livello internazionale e la stima unanime che di lui hanno avuto i potenti della terra ci dicono che il nostro conterraneo ha lasciato il segno nella storia dell’Italia.

In tanti hanno ricordato che grazie a lui la Basilicata si ritrova importanti infrastrutture, la Basentana ed il raccordo Potenza – Sicignano per esempio. Fu lui a caldeggiare la industrializzazione in Valbesnto e in altre parti della Basilicata. Negli anni ‘60 e ‘70 si fermò il flusso migratorio e tante famiglie conobbero il benessere, poi sappiamo com’è andata a finire ma ciò non sminuisce l’opera del politico lucano a favore della sua terra.

Ma non tutti si sono soffermati a ricordare ciò che di buono ha fatto Colombo per l’Italia e la Basilicata, la critica ad un “sistema” è venuta fuori, qualcuno l’ha fatto in modo garbato altri non si sono mantenuti ed hanno criticato quegli anni con parole davvero fuori luogo. Si è tornati a parlare di Leonardo sacco e delle sue pesantissime critiche all’operato di Colombo scritte nel libro “Il cemento del potere - Storia di Emilio Colombo e della sua città” edito nei primi anni ’80.

Non sono mancati neppure i riferimenti alla vicenda della cocaina.

In genere si dice ai “ai posteri l’ardua sentenza” ma in questo caso la storia è già oggi, Colombo ha calcato la scena politica per 60 anni, ha contribuito a scrivere la nostra Costituzione e questo basta ed avanza per un posto di primo piano.

Qualche riflessione aggiuntiva a margine me la consento e ritornando ai tempi d’oro della Democrazia Cristiana non posso fare a meno di constatare che la “democrazia” a quei tempi aveva uno strano significato se è vero, come è vero, che tolleravano tante porcate e si chiudevano gli occhi su tante illegalità. In Italia ed in Basilicata s’era instaurato un modo di fare politica basato sullo sfrenato clientelismo con solidissime basi di corruzione. Credo che nessuno mi potrà smentire se dico che in Basilicata gli appalti pubblici per anni era “cosa loro” fra politici e alcuni noti imprenditori, il mercato del lavoro era gestito in maniera esclusivo dalla Democrazia Cristiana, banche, ospedali, Istituzioni, sistema sanitario non conoscevano la parola “concorso”. Chi non era nelle grazie di questo o quel personaggio politico non lavorava. Per questi motivi in Basilicata non c’è stato mai alcuna alternanza alla guida della Regione, s’è radicato un collaudato sistema di relazioni corte che consente alla stessa forza politica di governare da quando è stato istituito l’ente Regione. Quando la DC è caduta sotto i colpi di tangentopoli i democristiani si sono dispersi nei mille rivoli dei partiti che ne hanno perpetuato l’agire politico fino alla “fusione”di una parte della ex DC con quei comunisti acerrimi nemici di una volta.

I miei ricordi personali di Emilio Colombo si riferiscono alla sua carica di presidente onorario della mitica Libertas Invicta ed in particolare alla tradizionale “cerimonia” degli auguri natalizi che il “presidentissimo” usava fare a tutti i tesserati della polisportiva potentina. Per decenni la Libertas Invicta è stata fucina di sportivi in più discipline ed una sorta di ufficio di collocamento per gli atleti più capaci che avevano garantito il posto in banca o in uno degli uffici delle Istituzioni regionali.

Siccome sono in tanti i potentini che devono essere grati ad Emilio Colombo credevo che a rendere l’ultimo omaggio allo statista potentino avrei trovato una folla oceanica ed invece il “presidente” ha ricevuto l’ultimo saluto da una folla di uomini politici e da pochissimi suoi concittadini.

La gratitudine da queste parti è un vocabolo fuori moda.

Pubblicato il 27/6/2013 alle 14.52 nella rubrica POLITICA.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web