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Al peggio non c'è mai fine

Magari in molti chiariranno laloro posizione, magari si accerterà che in qualche caso ci sono stati errori daparte di qualche collaboratore nel rendicontare le spese, qualcuno, forse, neuscirà completamente riabilitato, ma nella vicenda giudiziaria etichettata come“rimborsopoli” che si occupa dellarendicontazione delle spese fatte dai consiglieri regionali lucani, sarebbestato giusto che chi è ufficialmente indagato (http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/basilicata/2013/05/21/Rimborsi-chiuse-indagini-42-indagati_8743743.html)

avesse rassegnato le dimissioni,così come accade nelle vere democrazie. In Basilicata invece nella primariunione del Consiglio Regionale dopo l’esplosione dello scandalo, come nullefosse, condannati e indagati hanno ottenuto incarichi nel Consiglio.

Come dicono tutti in questi casibisogna essere garantisti ad oltranza, bisogna attendere l’ultimo grado digiudizio e vale per tutti la presunzione di innocenza, ma bene avrebbero fattoi consiglieri coinvolti nella vicenda a dimettersi, anche perché senzaincarichi nell’Istituzione  hanno lapossibilità di difendersi meglio.

Certo continuare a parlare di vicendecome questa è deprimente, nel pieno di una devastante crisi che staletteralmente devastando la vita di tanti lucani, è una vergogna.

Ma la vera tragedia è che èiniziata una campagna elettorale che, come nulla fosse successo, sta pensandoai nuovi assetti con gli stessi partiti e gli stessi personaggi, mi riferiscoalla totalità dei partiti, che hanno portato la Basilicata nel baratro.

Chi salverà la Basilicata che comeentità politico-istituzionale potrebbe scomparire se il progetto di costruiremacroregioni si realizzera?

Pubblicato il 22/5/2013 alle 5.8 nella rubrica Diario.

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