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Malinconico declino dello sport potentino



Era parecchio tempo che non partecipavo ad un dibattito pubblico sullo sport potentino, ho accettato di buon grado l’invito rivoltomi dal mio amico Alessandro Singetta, consigliere regionale e promotore del Movimento Democratico.

In una gelida ma affollata sala a Rione Lucania si è discusso di sport ed impianti sportivi, molti relatori hanno fatto la fotografia alla situazione in cui versa lo sport nel capoluogo di regione.

È emerso un quadro non esaltante sia per quanto concerne l’impiantistica sportiva che per difficoltà, soprattutto economiche, che rendono la vita difficile alle Società sportive.

Pur se con un certo distacco e, dopo circa quarant’anni, senza alcun ruolo nel mondo del basket lucano, seguo sempre con attenzione le vicende dello sport cittadino, non sono intervenuto al dibattito ma in questa nota cerco di alimentare il dibattito.

Prima di iniziare la disamina delle varie problematiche che affliggono lo sport potentino io porrei l’accento sul declino, sociale ed economico, della nostra città. Ne ha fatto cenno Piero Basile, fresco presidente del Potenza Calcio, nel suo intervento, ed in effetti non si può fare a meno di constatare che mai nella sua storia moderna la città di Potenza si ara arrivati a livelli così bassi di vivibilità, la crisi economica che s’è fatta più cruda negli ultimi due anni non è la causa principale in quanto già da una decina d’anni Potenza aveva cominciato a spegnersi, la mancanza di prospettive di lavoro spinge un esercito di giovani dai vent’anni in su a trasferirsi altrove, per motivi di studio e poi per trovarsi un lavoro. C’è un clima di mestizia che immalinconisce e lo sport è lo specchio di questa crisi.

Partendo dall’impiantistica sportiva non si può certo dire che stiamo messi bene, non abbiamo un Palasport degno di questo nome, il Palazzetto di Lavangone che pare stia essere inaugurato, dopo quasi vent’anni necessari per ultimarlo sarà la classica cattedrale nel deserto, e non mi riferisco all’ubicazione, si prevedono costi di gestione proibitivi non sopportabili dalle Società sportive. Non abbiamo una impianto natatorio omologato per le gare di livello nazionale e a pagarne le conseguenze è la Basilicata Nuoto, approdata quest’anno in serie A2, che da un decennio gioca a Napoli le gare casalinghe, un’assurdità. Non abbiamo uno stadio moderno, il vecchio Campo Sportivo Viviani ha fatto il suo tempo e, fra l’altro, uno stadio non può stare nel bel mezzo di una città, si parla da anni di mandare in pensione l’impianto di Viale Marconi ma di atti concreti per costruire il nuovo stadio non se ne sono visti.

Da qualche anno l’impianto al coperto più amato dagli amanti degli sport di palestra, il Palazzetto CONI, non è più nella disponibilità del Comune in quanto il CONI, proprietario dell’immobile, lo ha messo in vendita e con i tempi di crisi il Comune non riesce a recuperare i 500.000 euro necessari per riscattarlo, nel frattempo il Palazzetto sta marcendo.

Quasi un anno fa sul blog Vivi Potenza mi sono occupato dell’impiantistica sportiva cittadina

(http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2011/10/08/focus_sulle_strutture_sportive.html) ad un anno di distanza è cambiato poco o nulla.

E’ invece peggiorato lo scenario per quanto concerne l’attività agonistica. Il calcio, sempre seguito con passione e con un tifo organizzato da grande città, sta languendo, dopo la scomparsa della Società che era approdata al calcio professionistico, una nuova società era riuscita ad approdare alla serie D ma oggi vive una profonda una crisi societaria e di risultati e ha pochissimi spettatori. Ancor più tragica la situazione sotto i canestri, dopo tempo immemorabile Potenza non è più presente nei campionati nazionali in quanto la Potenza 84, diretta emanazione della Libertas Invicta, non si è iscritta al campionato di serie B soprafatta dall’indebitamento, anche l’attività regionale senior è in grave sofferenza, da due anni non i riesce a mettere in piedi il campionato di serie D.

Riesce a mascherare la crisi il mondo del volley con la Polizia Municipale che veleggia al primo posto nel campionato di serie B e le altre formazioni cittadine che onorano i campionati nazionali.

L’atletica leggera non ha rinverdito i fasti del mitico Club Atletico che portò Donato Sabia alla ribalta mondiale. Il tennis non esprime le eccellenze di un tempo.

Si invocano interventi da parte delle Istituzioni, il Comune, con le difficoltà ed i debiti accumulati può fare ben poco, la Regione potrebbe fare molto di più destinando i fondi necessari a sostenere lo sport lucano e potentino in virtù del riconosciuto ruolo sociale dal mondo dell’associazionismo sportivo.

Pubblicato il 30/11/2012 alle 23.50 nella rubrica SPORT LUCANO.

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