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Io sto con Stefano

 

Ma che cavolo succede in quella scuola? Sono giorni che sulla stampa locale, su alcuni blog e su facebook leggo della vicende di un giovane studente legate al suo look. Confesso che all’inizio ho dato poco importanza alla querelle, ho pensato che i genitori del ragazzo stessero esagerando nel chiedere “giustizia” ma oggi ho cambiato opinione avendo approfondito la lettura sia sui quotidiani che in rete.

Poi, sulle colonne de Il Quotidiano, leggo addirittura che “Il Sindaco scende in campo” e allora vuol dire che sotto c’è qualcosa che non quadra.

In pratica c’è una contrapposizione netta fra il preside, o dirigente scolastico che dir si voglia e la famiglia del ragazzo.

A ben pensarci non è la prima volta che sento lamentele nei confronti del Liceo Scientifico Pasolini, ricordo in particolare tutto quello scompiglio suscitato tre anni fa, se non ricordo male, a seguito dei sorteggi per determinare l’iscrizione al secondo liceo scientifico di Potenza.

Tornando alla storia di Stefano Lorusso non posso fare a meno di fare alcune opportune riflessioni. Tanto per cominciare un ragazzo, ma qualsiasi altra persona, non va giudicato per il suo look, per come veste, se ha i capelli lunghi se porta gli orecchini, da che mondo è mondo non è l’abito che fa il monaco. Da quanto leggo pare che Stefano sia un tipo tranquillo ed educato e anche il profitto scolastico è buono, non comprendo quindi l’astio palesato dal preside nei confronti del ragazzo e della sua famiglia.

Raccogliendo quindi l’invito dei compagni di Stefano a prendere posizione e pur non essendo ne un poeta o uno scrittore, posso serenamente dichiarare che io sto con Stefano, la sua famiglia e con tutti coloro che dalla scuola si aspettano semplicemente di ricevere una formazione adeguata per affrontare il sempre più difficile mondo del lavoro.

Certo al Liceo Scientifico Pasolini di Potenza non spira aria molto salubre se anche i docenti hanno ritenuto inopportuno intervenire, ho come l’impressione che non vogliano contraddire il preside. E’ invece molto strano il silenzio dell’Ufficio Scolastico che dovrebbe “intromettersi” se non altro per accertare l’esatto svolgimento dei fatti. Questo lavarsi le mani o mettere la testa sotto la sabbia non fa onore alla massima Istituzione scolastica lucana.

Di sicuro molti studenti del Pasolini non sono contenti della loro scuola in quanto vi si trovano iscritti non per libera scelta ma per via di un sorteggio, mi pare ovvio che la serenità in queste condizioni in quella scuola è una chimera.

Pubblicato il 29/12/2011 alle 12.9 nella rubrica Diario.

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