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Giu le mani dalla Basilicata

Sono fermamente contrario alla produzione di energia nucleare, sono altresì contrario all’eventuale scelta della Basilicata per la costruzione di una centrale e/o di un deposito di scorie. La Basilicata paga un altissimo tributo in termini di danni ambientali per la presenza del più grande giacimento di petrolio in Europa su terra ferra ferma.
Non c’è compensazione che tenga, di ieri la notizia della “spartizione” delle royalties per le estrazioni del 2008, oltre 100 milioni di euro che non cambieranno la condizione di vita dei lucani, anzi rovineranno sensibilmente il territorio interessato dalle estrazioni.
E’ sotto gli occhi di tutti la spaventosa crisi che attanaglia la Basilicata da alcuni anni, emigrazione, spopolamento, povertà questi i frutti della scellerata politica devastatrice della nostra regione che le royalties percepite in questi anni non ha frenato.
In merito alle faccende nucleari tornate in primo piano eccovi un esaustivo comunicato stampo di OLA – Organizzazione Lucana Ambientalista

RITORNA LO SPETTRO NUCLEARE IN BASILICATA TRA AFFARI DI SOCIETA’ PRIVATE ED INCIUCI POLITICI

Con cadenza storica (1963-1978–2003) ritorna in Basilicata lo “spettro nucleare”. Questa volta però la strategia dei nuclearisti ad oltranza è mutata. Il governo deciderà l’ubicazione dei siti dopo aver elargito le royalties ai Comuni pagate dai contribuenti attraverso la bolletta della luce (componente A2). Questa volta però c’è l’aggravante che a gestire la partita nucleare saranno direttamente le società private, ovviamente finanziate dallo Stato. Infatti proprio ieri il Senato ha dato “carta bianca” al governo Berlusconi di decidere entro sei mesi i siti che dovranno ospitare le nuove centrali nucleari e quelli che saranno sede dei depositi provvisori-definitivi ove stoccare le vecchie e le nuove scorie radioattive ed il combustibile riprocessato all’estero che dovrà tornare in Italia entro il 2017.
La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini ed il movimento antinucleare No Scorie Trisaia nel giudicare gravissimo quanto accaduto ieri al Senato, denunciano come si sia ripiombati nel passato, esattamente nel 2003, allorquando a Scanzano Ionico il governo Berlusconi decise di realizzare il cimitero di scorie nucleari, in barba ad ogni forma di democrazia e sopra le teste degli ignari cittadini. 
Il Senato della Repubblica, dando delega al governo, in pratica segue la stessa metodologia dell’imposizione militare e della procedura accelerata di VIA unica, superando le competenze degli enti regionali e locali proprio mentre esponenti della maggioranza di Governo, nel proclamare metodi democratici, in realtà attuano un iter dittatoriale e militare. 
La Ola e No Scorie Trisaia non possono in proposito non evidenziare un “inciucio nucleare” tra maggioranza di governo ed opposizione: da un lato vi è stato il voto favorevole dei senatori lucani del PDL e dall’altro un comportamento ambiguo delle opposizioni che, nel mentre a parole si dichiarano contrari al nucleare, fanno votare ed approvare dal Senato due emendamenti che aumentano le royalties ai Comuni ospitanti e quelli confinanti i siti nucleari ed attribuendo i relativi oneri delle royalties direttamente alle società concessionarie degli appalti. Questa procedura evidenzia come il disegno del Governo sia quello di ritornare sui siti nucleari esistenti o nei territori delle Regioni che già li ospitano, anche contro il parere delle Regioni, in quanto equiparati ad installazioni militari oscurando l’informazione sul loro funzionamento resa pertanto inaccessibile ai cittadini.

Pubblicato il 14/5/2009 alle 0.2 nella rubrica OLA.

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