
La misura è stracolma, non è più tollerabile l’atteggiamento di Poste Italiane nei confronti dell’utenza lucana. L’ex mono polista del servizio postale fa il bello e il cattivo tempo tenendo in piedi una organizzazione che fa acqua da tutte le parti e che areca disagi e soprattutto danni alle popolazioni lucane.
Si stava meglio quando si stava peggio. Fare oggi un qualsiasi operazione agli sportelli di POSTE ITALIANE è diventato un vero tormento che può portare,nella migliore delle ipotesi ad un attacco di bile.
Se fino a qualche tempo fa ci si recava alle poste per prendere la pensione, fare un pacco o una raccomandata, pagare una bolletta o spedire un vaglia, custodire i risparmi con il classico libretto o con i buoni fruttiferi, oggi lo sportello postale è un misto fra un supermercato (ci vendono di tutto dai libri ai biscotti), una banca, un’agenzia di assicurazioni, una compagnia telefonica ed in qualche agenzia si sono spinti a vendere i “gratta e vinci”. In pratica le Poste hanno allargato smisuratamente il campo d’azione utilizzando meno personale di qualche anno fa quando il l’offerta si limitava alle sole opzioni proprie delle poste.
La protervia della dirigenza di Poste Italiane rasenta la sfrontatezza in quanto ignora il coro di proteste sia degli utenti che delle Istituzioni. Sindaci, sindacati, associazioni di consumatori fanno un pressing sulle Poste per indurle ad adeguare l’organizzazione alla mole di lavoro che i poveri impiegati sono costretti a subire. In soldoni si devono aprire nuove sedi e potenziare quegli uffici che sono in perenne affanno. Fra l’altro l’estemporanea organizzazione di Poste Italiane utilizza supporti informatici assolutamente inadatti, tutti ricorderanno i tanti giorni di black out del giugno scorso, oggi a quella criticità se ne somma un’altra: i programmi informatici di Poste Italiane da qualche giorno impediscono l’interfacciamento con le banche che offrono la possibilità di pagare i bollettini postali comodamente on line.
Quello che sta accadendo in questi giorni agli sportelli delle Poste in Basilicata è vergognoso, si arrivati a fare file anche di 7 ore anche perché a peggiorare le cose è stato l’afflusso di circa 300.000 persone per attivare la card carburanti distribuita ai patentati lucani quale risarcimento del danno per le estrazioni petrolifere. E’ stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, il colpo di grazia ad una organizzazione già traballante. In pratica Poste Italiane, a fronte di un guadagno di oltre 5 milioni di euro con la sciagurata operazione Card Carburanti, ha risposto con una decina di assunzioni a tempo. Credo sia il caso che il Governo richiami alle proprie responsabilità Poste Italiane obbligandole ad adeguare in maniera significativa il proprio organico.
Da qualche tempo la protesta monta in maniera più incisiva e può prendere strade incontrollate per via della enorme esasperazione degli utenti i quali stanno subendo danni incalcolabili per la ritardata consegna della corrispondenza il che vuol dire, nella migliore delle ipotesi, pagare interessi di mora per ritardati pagamenti delle utenze ma ci sono situazioni al limite del paradosso che vanno assolutamente eliminate.
Le vittime principali sono gli anziani a cui viene riservato un trattamento umiliante, riscuotere la pensione o pagare una bolletta vuol dire trascorrere l’intera mattinata in coda spesso in locali non adatti a contenere tante persone per cui in alcuni casi si è costretti a fare la coda all’aperto e, nella stragrande maggioranza dei casi, i locali sono privi di un bagno.
Molti sindaci fanno sentire la loro voce a sostegno delle istanze dei propri amministrati anche attraverso l’ANCI , i Sindacati, con in testa quelli dei pensionati, già da tempo puntano il dito contro la dirigenza delle Poste ora è stato coniato uno slogan “Mettiamo a Posto le Poste” ed hanno perfino manifestato presso la sede regionale di Poste Italiane.
Nel capoluogo di regione il numero di sportelli è assolutamente insufficiente e tutti uffici postali sono presi d’assalto, fra l’altro solo alcuni di essi sono aperti mattino e pomeriggio (via Grippo, via Pretoria e via Messina) ma sono sempre super affollati. Ci sono i nuovi quartieri che reclamano uno sportello delle Poste, a Macchia Romana, dove vivono oltre 7.000 persone, la Zona G dovrebbero essere dotate al più presto di questo importante presidiò. Meglio non parlare del servizio reso nelle periferie.
| inviato da
astronik il 25/2/2012 alle 17:4 | |