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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


AMBIENTE


25 settembre 2013

Il grande bluff del petrolio in Basilicata


Le aspettative dei sottoscrittori dell’accordo che va sotto il nome di “memorandum” sono state clamorosamente smentite dai fatti e per fatti si intende il decreto del 23 settembre 2013 che rende esecutivo l’altrettanto famigerato art. 16 del DL 1/2012, con la firma di Zanonato, Ministro dello Sviluppo Economico e Saccomanni per il Ministero dell’Economia una grande beffa viene perpetrata nei riguardi dei lucani. Si spera che i parlamentari lucani del PDL che per mesi hanno fatto intendere che sulla Basilicata erano in arrivo vagonate di euro che dovevano servire a realizzare le infrastrutture che sarebbero state utili a favorire investimenti nella nostra regione si vergognino.

Andiamo a leggere le parti più significativo del DL appena varato.

L’articolo 1 spiega che una quota dell'imposta sul reddito delle società (IRES) versata dai soggetti di nuova costituzione che hanno sede legale nelle regioni a statuto ordinario costituirà un fondo per sviluppare investimenti infrastrutturali e occupazionali nei territori interessati da attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi.

L’ultimo articolo, il 4, ci informa che la quota di cui al comma 1 e' riferita all'imposta sul reddito delle società relativa ai nuovi progetti di sviluppo.

In poche righe il Governo ce lo mette a quel posto, altro che moratoria adottata dalla Regione poi dichiarata incostituzionale!!!!!

Mi chiedo ma i nostri prodi parlamentari del PDL che kazzo di accordo hanno sottoscritto?

In pratica ENI e Total che hanno le autorizzazioni per estrarre petrolio e gas non verseranno un euro sia perché non hanno la sede legale in Basilicata sia perché il decreto legge si riferisce a nuovi progetti, che loro chiamano di sviluppo!!!!!!

Questa è una truffa bella e buona. Sti sciagurati promettono di mollare qualcosa, ancora non quantificabile, ma a condizioni capestro, in pratica se non si autorizzano nuove perforazioni non ci tocca un bel niente.

Il petrolio è stata la rovina della Basilicata, ha prodotto devastazioni ambientali i cui danni saranno lasciati in eredità ai lucani che ancora abiteranno la loro terra fra una cinquantina d’anni senza determinare un miglioramento della vita dei lucani se è vero, come è vero, che abbiamo i poco invidiabili record di disoccupazione, spopolamento, povertà.

La campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale è iniziata da tempo, i 4 candidati delle primarie del centrosinistra avevano tutti un capitolo riservato al petrolio, tutti, chi più chi meno, puntavano allo stop a nuove trivellazioni e ad un sensibile aumento delle royalties, alla luce di questo DL, che in pratica è un ricatto, come si orienteranno i partiti ed i candidati presidente?

Rimango fermamente convinto che bisogna dire basta ad altre perforazioni, non se ne parla proprio, sono consapevole che è impossibile fermare chi ha già avuto le autorizzazioni, ma una volta per tutte si verifichi senza trucchi se le lavorazioni riferite all’estrazione dell’oro nero danneggiano la salute, se si accertano presenza in atmosfera, al suolo e nelle acque di falda di sostanze pericolose in quantità fuori legge bisogna immediatamente sospendere le trivellazioni. Ovviamente non si può accettare di essere risarciti con le modalità in uso oggi, si utilizzino diversamente oggi i fondi che sono stati utilizzati per la cervellotica e fallimentare “card carburanti”, si pretenda un “risarcimento” in linea con quanto avviene in altri paesi e si utilizzino quei soldi in maniera seria.

Purtroppo non c’è da stare tranquilli se a metterci le mani saranno i “nostri” politici.


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30 agosto 2013

Respira la terra, saggio rivoluzionario di Paolo Baffari



M’ero ripromesso di andare ad una delle presentazioni del nuovo libro scritto dall’amico Paolo Baffari, architetto potentino particolarmente sensibile ai temi inerenti la partecipazione e compagno di tante battaglie ambientali essendo egli, come me, un tenace difensore della natura e dell’ambiente; spero di poter partecipare ad una delle prossime presentazioni ma nel frattempo il libro me lo sono "spolpato".

Respira la terra”, questo il titolo dell’ultima fatica letteraria di Paolo, colma tre anni di vuoto dopo il bellissimo “Storia di ordinaria città” pubblicato nel 2010 e “dedicato” alla città in cui entrambi viviamo e che tutti e due vorremmo molto diversa da come ce l’hanno “confezionata”.

E’ l’opera di un rivoluzionario e non solo per la citazione di una frase di Che Guevara riportata nella prefazione. Come afferma Paolo Cacciari nella presentazione il libro di Baffari è da considerare un manuale di educazione ambientale, quella educazione all’uso della natura che ha folgorato l’autore il quale occupa e dedica gran parte del suo tempo all’impegno civico.

E’ rivoluzionario anche il saggio di Baffari perché incita a combattere la società dei consumi e della globalizzazione, lotta culturale ma lotta dura, una contro-rivoluzione antropologica in cui l’unica speranza per il futuro dell’umanità è un reale cambiamento che solo una corretta educazione ambientale può offrire.

Una dura reprimenda contro la società dei consumi e i tag e gli “idoli” del vivere moderno.

Nella prima parte del libro trovano spazio considerazioni sulla sostenibilità e sull'economia della crescita con istruzioni per l'uso su come valorizzare adeguatamente il patrimonio umano di cultura e di relazioni e preservare il patrimonio naturale di beni comuni e servizi generati e rinnovati gratuitamente dai sistemi viventi.

Vi è l'esaltazione della partecipazione come forma di democrazia diretta che deve traguardare ad

un’educazione a una società sostenibile, la demolizione dei modelli di crescita globalizzati, si auspica un processo di decostruzione che rifugga dal culto dell’individualismo e del materialismo imperante ed in questa idea di mondo ecosostenibile un ruolo fondamentale è affidato alle reti di comunicazione che non può che essere costante ed efficace.

Interessanti le tre esperienze di educazione ambientale attuate nei centri lucani riassunte poi in preziose pubblicazioni. Non meno importante il ruolo della scuola pubblica che ha il dovere di educare le nuove generazioni alla complessità del mondo.

La seconda parte del libro è orientata alla diffusione del pensiero ecologico e cerca di inculcare tutte le possibili azioni propedeutiche al raggiungimento dell’obiettivo di formare un cittadino consapevolmente orientato all’uso del territorio considerato come bene comune, partecipazione diretta alle scelte e non più delega, queste le armi della rivoluzione culturale auspicata da Paolo Baffari.

Innumerevoli le citazioni sparse in tutta l’opera che denotano un’approfondita conoscenza della “materia” da parte dell’autore che ha “lavorato” consultando opere di personaggi autorevoli e prestigiosi e che rendono ancora più prezioso il lavoro di Paolo Baffari, in questo particolare periodo laddove la globalizzazione mostra tutte le sue crepe sarebbe bello ripartire dalle considerazioni contenute in “Respira la terra” per una inversione di tendenza e ri-costruire un mondo migliore.

Dimenticavo di dire che il libro non è stato pubblicato da alcuna casa editrice, viene diffuso richiedendo la modesta cifra di 6 euro che serve a coprire le spese di stampa e diffusione e a concedere un piccolo contributo a quelle associazioni che si stanno impegnando ad organizzare una presentazione del libro.


28 luglio 2013

Siderpotenza: la Magistratura finalmente s'è mossa



Tanto tuonò che piovve, dopo tante invocazioni la Magistratura potentina ha affidato al PM Sergio Marotta il compito di verificare se la Siderpotenza, la fonderia del Gruppo Pittini ubicata fra rione Betlemme e Bucaletto, è in regola con tutte le leggi ambientali.

I carabinieri del NOE incaricati delle verifiche si avvalgono della collaborazione di 3 tecnici esperti in materia che hanno già collaborato con la Procura di Taranto nel verificare l’inquinamento prodotto dall’ILVA, quindi persone di provata esperienza e competenti di prim’ordine.

Non è nemmeno il caso di paragonare la Siderpotenza all’ILVA per quanto riguarda le dimensioni degli stabilimenti, sicuramente il tipo e le quantità di inquinanti prodotti dalla fonderia potentina non possono essere comparati a quelli dell’ILVA ma mentre a Taranto, grazie all’inchiesta della coraggiosa PM Todisco i tarantini sanno finalmente che l’aria che respirano è inquinata e volendo possono prendere le precauzioni del caso, noi qui, a Potenza, da anni chiediamo un serio monitoraggio di aria, suolo ed acqua nelle aree circostanti lo stabilimento del Gruppo Pittini ma non siamo, fino ad oggi, riusciti a conoscere la composizione dei fumi che emettono le ciminiere ne tantomeno si sa se al suolo si sono depositate sostanze pericolose.

Finalmente con l’intervento della Magistratura a breve dovremmo conoscere lo stato dell’arte.

E’ opportuno fare un flash back relativo agli ultimi accadimenti che hanno riguardato le vicende del probabile inquinamento causato dalla Siderpotenza.

A smuovere le acque potrebbe essere stata la manifestazione organizzata dal Comitato Aria Pulita che a giugno, davanti ai cancelli dello stabilimento, ha attirato l’attenzione dei media nazionali, potrebbe essere stata la richiesta del WWF di Basilicata che ha sollecitato un monitoraggio approfondito e le sempre crescenti proteste degli abitanti di Bucaletto.

Sta di fatto che con la concessione dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) da parte della Regione Basilicata a febbraio 2012 sono stati formalmente fissati i paletti entro cui la Siderpotenza deve operare per cui i controlli dovrebbero essere più puntuali e stringenti, circostanza che invece non è avvenuta. Lo ha ammesso lo stesso direttore dell’ARPAB, ente indicato nell’AIA quale soggetto deputato al monitoraggio, che però promette l’intensificazione dei controlli, ammettendo, implicitamente che fino ad oggi il monitoraggio è stato carente e non rispondente alle prescrizioni contenute nell’AIA.

Uno degli sporadici controlli effettuato da ARPAB ha rilevato che il monossido di carbonio fuoriesce in quantità superiori al minimo stabilito dalle normative e per aggirare tale criticità la società Ferriere Nord si premura di richiedere nuova AIA – VIA che consenta la modifica dei limiti di emissione del monossido di carbonio (CO), come dire, non riusciamo a stare nei limiti quindi meglio abbassare i limiti.

La campagna di monitoraggio con centraline mobili effettuata per pochi mesi alla fine del 2012 ha altresì appurato che alcuni metalli pesanti nelle aree circostanti le ciminiere della Siderpotenza. sono presenti in atmosfera in concentrazione elevatissima, per quanto concerne lo zinco, ad esempio, si parla di valori 300 volte superiori a quelli rilevati nel centro della città.

Ma oltre a produrre tondini per l’edilizia la Siderpotenza diversifica la produzione riuscendo a produrre dagli scarti delle lavorazioni la granella utile alla produzione di conglomerati bituminosi, tale attività non è prevista nell’autorizzazione AIA concessa nel 2012 e ci sono forti dubbi che le montagne di granella accumulate nei piazzali della Siderpotenza possano disperdere polveri pericolose non essendovi alcuna protezione.

Aspettando i risultati dell’ispezione commissionata dalla Magistratura potentina c’è da rilevare che le Istituzioni continuano clamorosamente a latitare, l’Azienda Sanitaria del Potentino non ha mai varato uno programma per effettuare uno screening sanitario sulle persone che abitano nei paraggi della ferriera, ci riferiamo agli abitanti di Bucaletto e Rione Betlemme, il Comune di Potenza non si cura minimamente di tutelare la salute dei propri concittadini, è rimasta una vaga promessa quella dell’Assessore all’Ambiente Lovallo che aveva garantito di indire una Conferenza di servizi che avrebbe riunito attorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati, altre iniziative a tutela della salute pubblica da parte della civica amministrazione non se ne conoscono, anzi il Comune rilascia permessi di costruire a meno di cento metri in linea d’aria dalle ciminiere, oltre alle due torri ubicate all’ingresso di Bucaletto l’ATER sta per ultimare un centinaio di abitazioni che a breve saranno consegnate, sarebbe stato opportuno realizzare a distanza di sicurezza un così elevato numero di abitazioni così facendo, non appena le nuove case saranno abitate si aprirà un nuovo fronte di protesta perché rumori ed odori provenienti dalla fonderia complicheranno la vita a molte centinaia di persone.

Nel frattempo il Gruppo Pittini ingrandisce lo stabilimento con l’acquisizione dei fabbricati e dei suoli acquistati da due aziende adiacenti, la Mahle e la Liquigas, per cui la tanto auspicata delocalizzazione è ben lungi dal venire e siamo in presenza dell’assurdo con lo stabilimento che si amplia, e la città che continua ad espandersi attorno alle ciminiere della ferriera.

Non ci resta che aspettare le risultanze dei rilievi disposti dalla Magistratura, speriamo che non emergano situazioni che possano determinare misure eclatanti quale la chiusura dello stabilimento, sarebbe una tragedia per le centinaia di famiglie che campano con il lavoro presso la ferriera.

Sarà finalmente fatta luce sul tipo e la quantità di sostanze pericolose disperse dargli impianti gestiti dalle Ferriere Nord, verificare se le misure adottate per trattenere i veleni rivenienti dalla fusione dei metalli sono sufficienti a garantire la salute pubblica e stabilire se lo stabilimento è compatibile con la vivibilità di un pezzo di città abitato da migliaia di persone.


14 giugno 2013

Armiamoci e partite....

 

A proposito della manifestazione di stamattina davanti alla SiderPotenza.

C’erano più giornalisti che manifestanti. Prendo atto ancora una volta che la gente, certa gente, ama lamentarsi ma preferisce delegare ad altri il compito di estrinsecare il proprio disagio.

Io a Bucaletto ho parlato con molte persone che mi hanno raccontato dei disagi derivanti dalla presenza dei fumi e dei rumori provenienti dallo stabilimento del gruppo Pittini.

Ho ascoltato mogli e mamme disperate per i loro mariti e figli ammalati, mi hanno raccontato di tanti malati gravi, dei problemi di respirazione, mi hanno fatto vedere la polvere, ora nera ora rossa, sulle loro baracche. Ho sentito persone inveire contro il Sindaco che non fa nulla per tutelarli, li ho sentiti e visti di persona.

Stamattina a protestare c’erano pochissimi abitanti di Bucaletto.

Non c’era il Sindaco, non c’era la dirigenza della Pittini, non c’era nessun rappresentanti della Regione, non sono venuti dalla Provincia e le autorità sanitarie assenti pure loro. Qualche rappresentante di associazioni ambientaliste, il WWF rappresentato da Luigi Agresti, non ho visto nessun rappresentante di Legambiente, c’erano gli attivisti del Movimento 5 Stelle con le loro bandiere e striscioni, ma avevamo detto di non portare simboli di partito, tant’è…

C’era il Dr Vita dell’ARPAB, che in un momento di difficoltà per lui ha avuto il coraggio e la correttezza di venire a spiegare cosa sta facendo l’agenzia da lui diretta.

Avrò modo di tornare sugli aspetti “tecnici”, ma in passato ho scritto molte, per qualcuno troppe volte, della SiderPotenza e dei suoi fumi….


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4 giugno 2013

Il sindaco Santarsiero consegna le chiavi della città e si ritira in campagna di Pio Abiusi

 

Un mio post di qualche giorno fa sulla Siderpotenza ha indotto Pio Abiusi dell’Associazione ambiente e Legalità di Matera (sic!) ad intervenire sulla questione. Riporto qui in calce l’articolo di Pio.

Il sindaco Santarsiero consegna le chiavi della città e si ritira in campagna

Ovviamente, per il buon ritiro sceglie l'area Nord, quella più distante da Bucaletto. Certo il nostro si è incartato nel Nodo Complesso che è divenuto sempre più complicato e non può farsi carico di quello che i cittadini gli chiedono: capire ciò che accade dalle parti di Sidepotenza. I molti appelli per convocare una pubblica conferenza e portare a conoscenza dei cittadini interessati quale sia lo stato dell'arte circa i lavori di adeguamento all'Autorizzazione Integrata Ambientale concessa, di monitoraggio delle emissioni in atmosfera, di caratterizzazione del suolo -per quanto è possibile - e del sottosuolo, del monitoraggio delle acque di falda e di superficie, delle emissioni sonore sono andati dispersi nel vuoto. Sono cose che spettano al Primo Cittadino, sia per tutelare la salute dei suoi concittadini sia per rassicurarli, egli dovrebbe attivarsi in maniera “solerte” mobilitando le specifiche professionalità ed gli enti preposti alla tutela ambientale. Sollecitavamo la Regione, già da tempo, a rivisitare l'A.I.A, per quel che riguarda le BAT- le migliori tecnologie disponibili- che sono conformate alle linee guida italiane sulle migliori tecniche disponibili per lo specifico settore e che risalgono al D.M. del 31 gennaio 2005 e non già alla decisione di esecuzione della commissione europea del 28 febbraio 2012 e che stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per la produzione di ferro e acciaio ai sensi della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali. Il Ministero per l'Ambiente è andato a riscrivere, anche velocemente, la nuova a AIA per l'ILVA adeguandola alle suddette linee europee previste ed ha richiesto che i parchi minerari fossero dotati di copertura. Nel caso di Siderpotenza questo ultimo aspetto non è stato neppure contemplato eppure l'attento Antonio Nicastro ha rilevato la presenza di un parco minerario composto da materiale ferroso, riteniamo, e le foto sono un segno tangibile della novità sulla quale occorre intervenire rapidamente.

x associazione ambiente e legalità

Pio Abiusi

Matera,4 giugno 2013


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