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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


BASILICATA


3 dicembre 2013

La Cina è (troppo) vicina

Marò quanta ipocrisia…. C’è voluto il dramma provocato da un incendio che ha fatto 7 morti per occuparsi di un mondo parallelo che in Italia s’è creato.

Siamo “circondati” da cinesi e da manufatti realizzati da cinesi sia in Cina che in Italia.

Provate a guardare le etichette dei prodotti esposti nei negozi, negli store di elettrodomestici, negli negozi che vendono casalinghi. Il 70% dei marchi italiani, anche famosi, riportano la scritta “made in PRC”.

Il fenomeno è legato alla globalizzazione dei mercati, forse, sottolineo forse, la gran parte dei prodotti “made in PRC” è perfettamente in regola con le norme fissate dall’UE ma non si può nascondere che esiste un diffusissimo fenomeno di taroccamento dei prodotti, una palese violazione del copyright, la falsificazione dei marchi, l’impiego di prodotti e sostanze gravemente nocivi per la salute.

Le forze dell’ordine ogni tanto effettuano dei controlli e sequestri di materiali prodotti o introdotti illegalmente in Italia.

I prodotti “made in PRC” ma anche provenienti dai paesi dell’est europeo o nel sud est asiatico fanno concorrenza a quelli ancora prodotti in Italia perché nei paesi dove vengono prodotti, oltre ad avere una tassazione più leggera, c’è un costo del lavoro molto più basso perché in molti casi c’è un grave sfruttamento della manodopera locale, anche minorile. Logico che in queste condizioni i produttori italiani  soccombono.

Come se ne esce? Non ho ricette ma ritengo che gli organismi internazionali, ONU, UE per esempio,  dettino delle norme che debbano valere in tutti i paesi e si devono moltiplicare i controlli anche per impedire tragedie come quella accaduta a Prato dove è noto a tutti che il costo orario della manodopera nelle aziende che producono manufatti, soprattutto abbigliamento, è di circa 2 euro all’ora.

E non facciamo finta di dimenticare la cinatown dentro Matera dove una folta colonia cinese lavora con la formula del subappalto nel polo del salotto…….

 

 


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2 dicembre 2013

Basilicata alluvionata

Oggi sul noto quotidiano economico Il Sole 24 ore è stata pubblicata l’ennesima classifica fra capoluoghi di provincia, stavolta sulla qualità della vita,  da cui si evince che i due capoluoghi lucani vivacchiano nella parte medio bassa della classifica (http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2013/home.shtml ), non do molto peso a queste iniziative editoriali che lasciano il tempo che trovano in quanto utilizzano parametri facilmente manipolabili o interpretabili in maniera parziale.

Come molti lucani mi accorgo che la qualità della vita nella mia città e nella regione è scadente per un sacco di motivi.

Volendo giudicare da quanto oggi pubblicano i giornali c’è da deprimersi. Le notizie sull’ennesima alluvione che interessa il metapontino e gran parte del territorio lucano ci ricordano della fragilità del nostra terra ma non sono esenti da colpe i politici che hanno trascurato di adottare i provvedimenti legislativi e gli interventi che avrebbero senz’altro attenuato i danni del maltempo.

Si parla anche di mezzi di comunicazione sui giornali, in qualche caso per i danni arrecati a strade e ponti dal maltempo, ma si parla pure del clamoroso ritardo dell’Intercity proveniente da Roma, ritardi che stanno diventando regolari, si perché in Basilicata è “normale” il ritardo, è anormale la puntualità……

Il fatto è che siamo una regione che rischia di rimanere isolata su tutti i fronti: Basentana, Raccordo Potenza – Sicignano, SS 18 a Maratea, da un momento all’altro possono collassare.

A due settimane dalle elezioni che hanno rinnovato, si fa per dire, il Consiglio regionale; il nuovo presidente della Regione Basilicata avrà un compito arduo, tentare di risollevare le sorti di una regione che sta morendo. Anche il buon Pittella sa che molte cose promesse in campagna elettorale non le potrà mantenere anche perché fino all’altro ieri è stato esponente di primo piano dell’esecutivo e dirigente di quel PD che non lo voleva candidato alla presidenza che da sempre amministrano la Basilicata.

Sarei contento che già dall’anno prossimo, leggendo le varie “classifiche” che stilano fondazioni, istituti di ricerca, giornali potessi scoprire che la Basilicata non è più la prima nella classifica della povertà, prima in classifica quanto a disoccupazione e leader indiscussa nell’emigrazione.

 


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10 novembre 2013

Ecco chi ha firmato la Carta di Potenza per la Basilicata



COMUNICATO STAMPA PER LA FIRMA DELLA CARTA DI POTENZA PER LA BASILICATA

Il 09 Novembre 2013 presso lo studio del Notaio Francesco Zotta a Potenza c’è stata la sottoscrizione con atto notarile della Carta di Potenza per la Basilicata: una iniziativa di democrazia partecipativa costituita da 16 proposte elaborate da cittadini attivi sul territorio (professori universitari, avvocati, comitati ambientalisti) su importanti temi economico-ambientali per la Basilicata, come le attività petrolifere e la gestione dei rifiuti, e sulla tutela della salute umana.

I candidati a Presidente che hanno firmato la Carta di Potenza per la Basilicata, assumendosi verso i cittadini l’impegno scritto di mantenere fede ad iniziative che riguardano la tutela della salute dei lucani e del loro territorio, con le relative clausole in caso di inadempimento, sono stati MARIA MURANTE (Basilicata 2.0) e PIERNICOLA PEDICINI (Movimento 5Stelle).

Hanno sottoscritto la Carta anche i candidati a Consigliere della coalizione Basilicata 2.0: Gino Battafarano (SEL), Terenzio Bove (SEL), Francesca Di Napoli (SEL), Rosalinda Di Pasca (SEL), Donato Pace (SEL), Paolo Pesacane (SEL), Rocco Picciano (SEL), Giannino Romaniello (SEL), Valeria Scavo (SEL), Emilia Simonetti (Basilicata 2.0).

Ha sottoscritto 5 proposte della Carta anche il candidato Consigliere Angelo Galgano (PD-coalizione la Basilicata Presente), nonostante la procedura di partecipazione da parte dei candidati alla carica di Consigliere Regionale fosse subordinata alla partecipazione del candidato Presidente della propria lista/coalizione.

I seguenti candidati hanno manifestato adesione pubblica alla Carta, ma non l’hanno sottoscritta mancando quella del candidato Presidente della loro coalizione/lista: Benedetto Tartamo (Matera si Muove), Giuseppe Del Giudice (Laboratorio Basilicata), Giovanni Barbuzzi (UDC), Lucia Pangaro (UDC), Franco Gentilesca (PD).

Si ringrazia il Notaio Francesco Zotta per la gentile disponibilità all’iniziativa.

Gli organizzatori della Carta di Potenza per la Basilicata

Prof.ssa Albina Colella (Università della Basilicata)

Nicola Falvella (Cittadino della Val d’Agri)


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31 ottobre 2013

La carta di Potenza per la Basilicata



Stamattina nel corso di una conferenza stampa è stata presentata la “Carta di Potenza per la Basilicata” nata da un’idea della geologa Prof. Albina Colella e di un cittadino della Valdagri, Nicola Falvella, che hanno raccolto una serie di proposte provenienti da semplici cittadini e da esponenti del movimentismo ambientale lucano.

E’ un esperimento di democrazia partecipata finalizzata alla proposta da far sottoscrivere ai candidati governatori ed ai candidati che partecipano alla competizione elettorale del 17 e 18 novembre prossimi.

Si tratta di 16 proposte che i candidati governatori ed i candidati consiglieri possono sottoscrivere il documento davanti ad un notaio, con la possibilità di firmare solo i punti che condividono. Starà poi al candidato spiegare ai suoi elettori e alla stampa le motivazioni della mancata firma ai punti che non condivide. Ogni punto avrà una penale da pagare in caso di mancata applicazione durante il mandato elettivo come Presidente Regionale. Questa penale, però, potrà essere soltanto volontaria e non obbligatoria.

In considerazione della documentata correlazione tra inquinamento ambientale ed insorgenza di patologie (tra cui quelle tumorali), i candidati che firmeranno accetteranno ufficialmente il nesso causale fra attività legislativa inadempiente alle promesse fatte in campagna elettorale, e l’irrimediabile ricaduta sociale, in termini di danni alla salute della comunità che li avrà eletti. Per questo motivo i candidati firmatari accetteranno come giusta e moralmente vincolante una penale volontaria corrispondente all'1% dello stipendio ricevuto durante la legislatura (da versare poco prima della sua conclusione) per ogni proposta firmata e non applicata, e come incontestabile la scelta delle associazioni (di ricerca in ambito oncologico) a cui devolvere una quota del proprio stipendio.”

Trovate le 16 proposte su questo blog: http://www.cartadipotenza.blogspot.it/

Potete scaricare il documento in PDF cliccando su questo link:

https://docs.google.com/file/d/0B2-Q3CwxP1MyTjhpU2N3Um5zbkE/edit?usp=sharing&pli=1

Qui di seguito l’elenco sintetico delle proposte.

Proposta N°1

“Applicazione delle norme vigenti per la perimetrazione e tutela delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano.”

(Proponente: Prof.ssa Albina Colella)

Proposta N°2

“Realizzazione di un Centro di Studi sulle Aree Petrolifere (CSAP) indipendente politicamente e di alto profilo tecnicoscientifico, in grado di raccogliere dati, effettuare misure e analisi, gestire i monitoraggi.”

(Proponente: Prof.ssa Albina Colella)

Proposta N°3

“Realizzazione di un monitoraggio ambientale integrato e continuo di tutte le matrici ambientali necessarie.”

(Proponente: Prof.ssa Albina Colella)

Proposta N°4

“Realizzazione del Bianco Ambientale relativo ai territori interessati da attività antropiche/industriali potenzialmente impattanti.”

(Proponente: Prof.ssa Albina Colella)

Proposta N°5

“Realizzazione di Mappe Epidemiologiche Georeferenziate per i territori interessati da attività industriali impattanti: uno strumento per le politiche ambientali.”

(Proponente: Prof.ssa Albina Colella)

Proposta N°6

“Legge Regionale che vieti nuove estrazioni petrolifere e che disponga un ferreo monitoraggio dei pozzi esistenti.”

(Proponente: Prof.ssa Maria Rita D'Orsogna)

Proposta N°7

“Ritiro dei permessi petroliferi "Monte Cavallo" e "Tardiano".”

(Proponente: Prof. Franco Ortolani)

Proposta N°8

“Chiusura immediata dei pozzi di immissione di fluidi ad alta pressione nel sottosuolo (pozzi di reiniezione).”

(Proponente: Prof. Franco Ortolani)

Proposta N°9

“Messa in sicurezza antisismica degli edifici ricadenti nell'area epicentrale del sisma del 1857.”

(Proponente: Prof. Franco Ortolani)

Proposta N°10

“Spostamento del Centro Oli di Viggiano a valle dell'invaso del Pertusillo.”

(Proponente: Prof. Franco Ortolani)

Proposta N°11

“Depurazione delle acque di scarico urbano e delle attività produttive provenienti da insediamenti ubicati a monte dell'invaso del Pertusillo, e costruzione di condotte per la derivazione delle acque depurate a valle dell'invaso.”

(Proponente: Prof. Franco Ortolani)

Proposta N°12

“Estensione della Valutazione di Impatto Sanitario e della Valutazione del Danno Sanitario ai 5 siti più inquinati della Basilicata.”

(Proponente: Dott. Giambattista Mele)

Proposta N°13

“Proposte di soluzione della questione Fenice-EDF, relative alla salvaguardia del territorio e della salute pubblica dell'area Nord della Basilicata.”

(Proponente: Comitato “Diritto alla Salute” - Lavello)

Proposta N°14

“PRINCIPIO DI PRECAUZIONE - Impegno ad applicare il principio di precauzione ad ogni attività industriale con particolare riferimento alla ricerca ed estrazione di idrocarburi in terraferma e in mare. ”

(Proponente: Avv. Giovanna Bellizzi)

Proposta N°15

“Tutela dei siti archeologici in mare dalle istanze di ricerca di idrocarburi nel Golfo di Taranto, incompatibili con il patrimonio archeologico sommerso.”

(Proponente: Avv. Giovanna Bellizzi)

Proposta N°16

“Proposta di Legge Regionale Rifiuti Zero: per una Basilicata sostenibile.”

(Proponente: Comitato Promotore Nazionale «Legge Rifiuti Zero»


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30 ottobre 2013

La nave sta per affondare

 

Non c’era di certo bisogno del rapporto SVIMEZ 2013 per capire quanto fosse critica la situazione in Basilicata. Tanto per capire chi è che diffonde questi dati bisogna specificare che lo SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) è un ente privato senza fini di lucro istituito il 2 dicembre del 1946 che come obbiettivo si pone lo studio dell’economia del Mezzogiorno. Fra le varie attività di questa Associazione c’è la redazione di un rapporto annuale sullo stato di salute del mezzogiorno d’Italia, i rapporti degli ultimi anni sono stati dei bollettini di guerra, quello del 2013 è ancora più drammatico. La fotografia fatta dallo SVIMEZ mette in evidenza in maniera tragica la distanza siderale del Sud dar resto d’Italia. Mi sono preso la briga di sintetizzare in una tabella alcuni parametri pubblicati nel Rapporto 2013.
Prima di commentare i dati è bene riavvolgere il nastro e specificare che la crisi che investe gran parte del pianeta è il frutto amaro dell’albero della globalizzazione. Ci sono fenomeni non più controllabili che sono esplosi dopo la caduta del muro di Berlino i cosiddetti paesi dell’est hanno sconvolto l’economia mondiale, la Russia ha sposato il capitalismo e forte delle ingenti risorse energetiche comincia distribuire ai propri abitanti un benessere diffuso, la Cina, formalmente ancora un paese a regime comunista, sta crescendo, economicamente, in maniera turbolenta e le loro esportazioni stanno mettendo in ginocchio le economie dei paesi occidentali per i prezzi molto concorrenziali. Altre nazioni che fino a qualche tempo fa puzzavano la fame stanno avendo una tumultuosa crescita.

L’Italia da una decina d’anni sta subendo gli effetti più nefasti della globalizzazione, un paese che non ha saputo rinnovarsi e che non ha mai sfornato riforme è stato soffocato dalla burocrazia, dalla corruzione e da una tassazione insopportabile per le imprese (oltre che per i cittadini) che hanno cominciato a delocalizzare le loro produzioni. Si è sfaldato il sistema produttivo del nord est, hanno chiuso moltissime fabbriche del ricco e produttivo nord.

Ma i danni più rilevanti li ha subiti il Mezzogiorno d’Italia, cessati i finanziamenti a pioggia l’economia delle regioni del Sud Italia è andata a rotoli.

La Basilicata non poteva fare eccezione anche perché l’isolamento fisico della nostra regione è aumentato in quanto le poche infrastrutture di cui è dotata hanno cominciato a sentire il peso degli anni e senza infrastrutture che accorcino le distanze verso i grandi mercati non si va da nessuna parte.

La lettura dei dati pubblicati da SVIMEZ, confrontandoli con quelli delle altre regioni meridionali, sono da allarme rosso, ma lo erano già da almeno quattro - cinque anni, la tendenza era già ben chiara nei rapporti SVIMEZ dai primi anni del nuovo secolo. Oggi i dati si consolidano e peggiorano sempre di più.

Tutti gli indici considerati da SVIMEZ ci vedono ai primi posti negativi della graduatoria e ci disegnano una prospettiva in tempi medio brevi tragica.

Un PIL da paesi del terzo mondo, un tasso di emigrazione in continuo aumento, natalità giù in picchiata, mortalità elevata con conseguente crescita dell’età media, reddito delle famiglie bassissimo. Con questi numeri la nostra regione non ha un futuro.

Ho voluto inserire nella tabella i dati relativi allo sviluppo delle risorse energetiche alternative, anche questi dati ci danno una lettura inquietante per quanto riguarda un problema che è importante ma che ci dice che c’è una vergognosa speculazione a danno del Mezzogiorno, non è possibile che il vento soffi solo a sud di Roma ma è evidente che le lobbies dell’eolico sono venute nel meridione a fare gli affari, anche in combutta con la malavita. Anche questo fenomeno è un sintomo del degrado della politica in Italia che consente questi scempi.

Il periodo del declino socio economico della Basilicata è però coinciso con quello in cui la nostra regione ha beneficiato, al contrario delle altre regioni del SUD, di consistenti finanziamenti europei e di non trascurabili entrate rivenienti dalle royalties petrolifere, non è quindi giustificabile il disastro socio-economico in Basilicata dove la classifica dello SVIMEZ doveva essere rovesciata! Più risorse, rispetto alle altre regioni, dovevano portare più benessere per i lucani. Così non è stato per cui le responsabilità vanno individuate fra coloro che hanno detenuto le leve del comando.

Il rapporto SVIMEZ 2013 arriva alla vigilia delle elezioni che rinnoveranno il Consiglio Regionale della Basilicata, la parola “cambiamento” sembra essere il tag più utilizzato, ma sarà veramente così? Quali cifre leggeremo nel rapporto SVIMEZ 2014?.


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