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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


LA CITTA' DI POTENZA


9 ottobre 2013

Muoversi oggi a Potenza



In questi giorni il dibattito sul trasporto pubblico a Potenza è di grande attualità, il Comune annuncia che dopo il periodo di sperimentazione dei nuovi percorsi, durato nove mesi, il tempo di gestazione di un bimbo, si provvede ad apportare le modifiche per venire incontro alle segnalazione dei cittadini. Vedremo.

Uno degli obiettivi del Comune all’interno della mobilità cittadina è quello di far abituare i potentini ad utilizzare tutte le opzioni che il trasporto pubblico offre, oltre al servizio urbano sugli autobus gestito da Cotrab c’è il servizio metropolitano delle FAL e ci sono 4 tratte di scale mobili. Teoricamente non dovremmo poterci lamentare. Ma solo teoricamente.

Tralascio di trattare le problematiche relative al trasporto su gomma perché l’ho trattato con l’articolo su Controsenso del 21 settembre (http://www.controsensobasilicata.it/giornali/21sett.pdf) ed ho pure approfondito il discorso sulla metropolitana delle FAL su Controsenso del 28 settembre (http://www.controsensobasilicata.it/giornali/unico28%20sett.pdf), qui voglio aprire il dibattito sulle modalità con cui si dovrebbe utilizzare l’integrazione fra tutti e tre i servizi di mobilità che abbiamo a disposizione a Potenza.

Per spostarsi all’interno della città viene raccomandato di usare il trasporto su gomma abbinato a scale mobili e metropolitana, in molti casi la cosa può essere agevole, in molti altri ci sono problemi soprattutto quando gli utenti sono gli anziani e coloro che hanno difficoltà a muoversi per handicap fisici, i nostri concittadini più sfortunati che sono costretti a vivere su una carrozzina a Potenza non hanno possibilità di utilizzare i mezzi pubblici.

Io utilizzo intensamente i collegamenti meccanizzati per muovermi in città oggi ho trovato una “falla” infrastrutturale. Mi spiego meglio.

Sbarcato dalla scala mobile in via Armellini proveniente dal Centro Storico dovevo raggiungere la fermata delle FAL di Rione Mancusi, distante circa 100 metri dall’ingresso della scala mobile.

Da via Armellini bisogna imboccare una scalinata che lambisce il fabbricato ex Concessionaria Fiat, gradinata sgarupatissima con gradini in cemento che si immerge in una fittissima vegetazione, piena di rifiuti e circondata da una discarica a cielo aperto, finita la prima rampa ce n’è una seconda nelle medesime condizioni poi c’è uno stretto viottolo sconnesso che arriva fino al marciapiede della fermata della metropolitana. Sono 100 metri dove è facile cadere e che è sconsigliatissimo percorre quando piove e quando è bagnato.

Stiamo parlando di una zona centralissima di Potenza e non è possibile tenere aperta questa scala e questo viottolo, o si provvede a metterlo in sicurezza o lo si chiude, fra l’altro al calar delle tenebre, non essendoci pubblica illuminazione, si possono fare brutti incontri.


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5 luglio 2013

La povertà dilagante e l'argine della Caritas di Verderuolo



Dal settimanale freepress Controsenso del 6 luglio 2013

Proseguiamo il giro in città fra le associazioni di volontariato che si impegnano per lenire i bisogni di un esercito di indigenti che vivono in mezzo a noi senza che ce accorgiamo.

Questa settimana siamo stati nel popoloso rione Risorgimento, più noto come rione Verderuolo, quella che prima era periferia di Potenza è oggi la zona residenziale forse più a misura d’uomo in una città dove spesso i rioni sono semplici dormitori, sono circa 10.000 gli abitanti del quartiere, considerando anche Parco Aurora e il CEP che fanno capo ad un’unica parrocchia.

Tutta la vita sociale orbita attorno all’attivissima chiesa di San Giovanni Bosco dove i salesiani hanno costituito una comunità parrocchiale molto attiva.

Della famiglia dei salesiani sono i volontari della Caritas con annesso Centro di Ascolto intitolato a Madre Teresa di Calcutta. Ne abbiamo parlato con la d.ssa Rocchina Santoro che coordina le attività dei volontari del Centro la quale ci informa che sono molteplici le finalità del Centro di Ascolto che rimane a disposizione dei bisognosi due giorni alla settimana grazie alla presenza dei volontari che si alternano: un segno concreto dell'animazione e della testimonianza della Caritas, la risposta della comunità parrocchiale alla povertà; uno strumento di aiuto per diffondere una cultura di solidarietà; un punto di riferimento per le persone in difficoltà; un'antenna sociale per il territorio.

Anche se il rione è popolato per la gran parte da famiglie del ceto medio non mancano nel quartiere Risorgimento situazioni di grave difficoltà, sono circa un centinaio le famiglie che ricevono assistenza continuata prevalentemente attraverso la distribuzione di generi alimentari di prima necessità. Fra l’altro la Caritas ha attivato una sorta di “grande magazzino” dove i commercianti, soprattutto di abbigliamento, conferiscono capi nuovi invenduti o di fine serie. Anche supermercati e negozi di alimentari danno una mano concreta conferendo generi di prima necessità prossimi alla scadenza. Due volte l’anno, a Natale e Pasqua, i volontari organizzano raccolte straordinarie di generi alimentari.

Con l’acuirsi della crisi negli ultimi tempi è aumentato a dismisura la richiesta di pagamenti di bollette e di affitti a cui si fa fronte grazie agli aiuti dell’intera comunità parrocchiale molto generosa perché ben consapevole della crisi che stiamo attraversando.

Qual è il prototipo degli indigenti che si rivolge alla Caritas parrocchiale di San Giovanni Bosco? Soprattutto anziani che vivono con la pensione minima e famiglie che non dispongono di un reddito stabile, non mancano extracomunitari, con figli minori, privi di lavoro.

Ma la platea dei bisognosi è molto vasta, in molti casi la condizione di povertà si consuma fra le mura domestiche, sono soprattutto i “nuovi poveri”, i figli della recessione, persone “normali” fino a pochi anni fa che sono stati travolti dalla perdita del lavoro, le vittime dell’usura, i sovraindebitati che spesso reagiscono alla nuova condizione rifugiandosi nella depressione, i malati, gli anziani soli.

Secondo la responsabile della Caritas parrocchiale di San Giovanni Bosco questo tipo di situazioni stanno crescendo in maniera esponenziale ed incontrollata, i disagi dipendono non solo dalla scarsità di reddito, ma anche dalla carente rete di aiuto e sostegno delle relazioni sociali e familiari oltre che dallo scarso interesse e dalla mancanza di investimenti che il nostro Comune e la nostra Regione dimostrano non avere nell’affrontare il disagio e l’emergenza crescente.

Per venire incontro a queste persone la Conferenza Episcopale Italiana ha stipulato un accordo con l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) per la concessione di un prestito, il cosiddetto “Prestito della Speranza”, per il quale è la Caritas a farsi garante in caso di difficoltà economiche, tale prestito è utile alle tante famiglie che non possono accedere al normale credito presso istituti di credito perché, pur in presenza di un reddito, risultano super indebitate.

Fra le cause della nuova povertà un posto di primo piano è occupato dal gioco d’azzardo, fenomeno in crescita spaventosa anche a Potenza e che induce tante persone a tentare la fortuna per cercare di raddrizzare una situazione finanziaria traballante, ma chi cade in questa trappola contribuisce a peggiorare ancor di più la propria condizione economica.


22 giugno 2013

Potenza, la città della povertà sommersa

 

Con il crescere del disagio sociale, in spaventoso aumento, le Associazioni impegnate nel dare sostegno alle famiglie in difficoltà potenziano la rete delle strutture, lunedì scorso a Bucaletto è sorto il Centro di Orientamento, Accompagnamento e Aiuto alla Famiglia, gestito in “rete da Caritas, ACLI, il Servizio Sociale del Comune, l’associazione CODICI e l’ A.R.C.A.T., una importante struttura a servizio del quartiere, il centro, che ha come slogan “Ricomincio da tre,” è intitolato ad un volontario scomparso di recente. Cerimonia di inaugurazione con la presenza dei responsabili delle varie associazioni, il Sindaco, dell’Arcivescovo Superbo e i tanti volontari della Caritas, non poteva mancare Don Peppino Nolè, storica colonna del volontariato della Caritas potentina, parroco della Chiesa di San Giuseppe.

E proprio nella parrocchia di Don Peppino siamo stati martedì a “visitare” la sede parrocchiale della Caritas nel popolare Rione Lucania. Il martedì è giorno di apertura sia per ricevere viveri, generi di conforto ed indumenti ma è anche il giorno i cui molti indigenti vengono a ritirare viveri ed indumenti. I tre operatori della Caritas di Rione Lucania ci fanno visitare i locali, sugli scaffali c’è poca merce, pacchi di pasta, riso; in alcuni cartoni lenzuola, coperte, vestitini per bambini, sulle grucce ordinatamente disposti vestiti semi nuovi.

Ci spiegano che mensilmente vengono assistite una cinquantina di persone, rispetto al passato nella sede Caritas di Rione Lucania c’è minor disponibilità e poco assortimento di generi alimentari, il formaggio, per esempio, molto richiesto, non si trova sempre. I prodotti sugli scaffali hanno tutti il marchio dell’Unione Europea in quanto la quasi totalità dei prodotti arriva proprio dall’UE.

Raggiungiamo don Peppino negli uffici parrocchiali, ci accoglie allargando le braccia, come dire, “più di quello che facciamo non possiamo fare”. Per anni nei locali della Caritas di Rione Lucania sono transitati gli indigenti della città, oggi la situazione s’è fatta molto critica. Sono aumentate le persone precipitate nell’inferno della povertà ma sono diminuite, riferisce con amarezza don Peppino, di circa il 70 %, le risorse a disposizione. Commercianti e famiglie che generosamente mettevano a disposizione quanto nelle loro possibilità oggi devono fare anche loro i conti con la recessione. Se non fosse per le rimesse dell’economato diocesano che distribuisce i proventi dell’ 8 per mille, la situazione sarebbe catastrofica.

Con aria sconsolata, fumando nervosamente una sigaretta, don Peppino ci parla dei tanti casi pietosi a cui si cerca di dare un minimo di sostegno, non ci vuole indicare casi particolari ma mentre parliamo arriva una telefonata, si tratta di uno dei casi di cui stavamo parlando, un bambino che ha bisogno di cure per una grave malattia e la famiglia non ha risorse per affrontare le spese sanitarie. In questi casi ed in tanti casi simili, giocoforza, don Peppino non lo dice esplicitamente, ma mette mano alla sua pensione, sull’argomento è normale che l’anziano prete non vuol parlare.

Fra l’altro, sono i volontari della Caritas della Parrocchia di San Giuseppe a riferirlo, fra i tanti casi davvero pietosi si deve far i conti con squallidi personaggi che si travestono da poveri per arraffare quel che possono, ci raccontano di persone che vanno ad approvvigionarsi, pur in assenza di reale bisogno, presso tutte le sedi Caritas della città, qualcuno proviene anche da fuori regione, da Sala Consilina per esempio, per far incetta di prodotti alimentari. Per non disperdere le poche risorse a disposizione, per assistere i veri bisognosi, gli operatori della Caritas di Rione Lucania propongono un censimento delle famiglie abbisognevoli di un aiuto e solo a loro dedicare le attenzioni.

Attenzioni che merita A.L un uomo di 45 anni, diplomato che da un paio di anni lavora saltuariamente nel settore immobiliare guadagna poco e non riesce a pagare nemmeno l’affitto di una camera , nei mesi scorsi si è rivolto al Comune che gli ha dato un piccolo aiuto, adesso non ha nessuno a cui rivolgersi, il proprietario della camera ovviamente, sebbene disponibile, deve essere pagato. A.L. si è rivolto anche alla Caritas da cui ha avuto degli alimenti ,è stato aiutato da un amico, ma tutto questo non basta e sebbene affronti con dignità questa situazione si sente disperato. Naturalmente si è rivolto a tante persone e istituzioni con scarsi risultati, non riesce a trovare un altro lavoro, è questo il classico caso in cui si diventa poveri solo perché si perde il lavoro.


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25 maggio 2013

Le iniziative di "Io Potentino"

 

L’associazione Io potentino nasce nel 2010 come naturale evoluzione dell’Associazione San Gerardo la Porta che operava nella parrocchia della Cattedrale, sono circa 25 i soci tesserati ed ha un direttivo di 5 componenti, il presidente è Francesco Romagnano, collante dell’associazione l’amore per la propria città e l’attenzione per i più deboli.

In questi tre anni di vita “Io potentino” è stata molto attiva ed ha messo in campo molte iniziative, in particolare ha riscosso molto successo “12 Mesi di Potenza”, trattasi dell’idea di indire un concorso fotografico, giunto alla seconda edizione, avente per tema la città di Potenza, tra le foto votate tramite internet vengono scelte 12 immagini, una per mese, che fanno parte di un calendario posto in vendita ed i cui ricavi vengono utilizzati per pagare la banda musicale che segue la processione durante la festività di San Gerardo.

Fulcro delle iniziative è la festività di San Gerardo ed in questo periodo che si concentrano le proposte dell’Associazione, ed infatti proprio nell’approssimarsi della festività in onore del santo Patrono la città si risveglia dal torpore invernale, fioriscono tanti progetti e manifestazioni che culminano nella storica parata dei turchi.

Sono ben quattro le attività che Io potentino ha messo in piedi quest’anno per i festeggiamenti di San Gerardo.

Si rinnova l’iniziativa introdotta lo scorso anno riservata ai tanti ambulanti, per lo più extracomunitari, che nei due giorni di festa invadono letteralmente le strade di Potenza, la città non è attrezzata per ospitare decorosamente la carovana multietnica ma per lo meno l’Associazione Io potentino provvede a offrire loro dei prodotti alimentari. Si chiama “Benvenuto mi frà il progetto d’accoglienza ed è realizzato in collaborazione della compagnia teatrale Scacciapensieri che il 19 maggio mette in scena al Teatro Stabile la commedia “’ Porc’ nun fa vecchio ma u vecchio fa porc’ ” .il cui incasso servirà all’acquisto dei prodotti alimentari quale segno tangibile di solidarietà nei confronti degli ambulanti extracomunitari, la erogazione dei prodotti alimentari avverrà il giorno 30 maggio e i volontari dell’Associazione invitano i potentini a dare una mano.

Alla seconda edizione anche l’iniziativa che rispolvera un’antica tradizione legata alla devozione popolare che si estrinseca nella costruzione di 2 cinti, manufatti addobbati da fiori e candele, che verranno costruiti in un laboratorio a cielo aperto messo in piedi in Piazza Matteotti e che la sera della parata dei turchi farà parte del corteo. Quest’anno l’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Associazione di volontariato Amici dell’Hospice che opera all’interno dell’Ospedale S. Carlo, proprio i volontari dell’Hospice il giorno 26 maggio allestiranno un terzo cinto che verrà realizzato in allegria, fra musica popolare e sketch, nelle stanze dell’Ospedale S. Carlo con l’aiuto dei malati e dei loro famigliari. Sempre in collaborazione con gli Amici dell’Hospice è stata realizzata una “maglietta solidale”, una t-shirt da esibire durante la parata e non solo, acquistabile a 10.00 euro ed il ricavo sarà versato all’Associazione Amici dell’Hospice, lo slogan impresso quest’anno sulla t-shirt è “I LOVE PZ”.

Due sono le novità in assoluto per la festività del 2013: un contest fotografico e la Giornata del baratto.

Il contest fotografico dal titolo “Appress a la prucessiona”, organizzato in collaborazione con l’Associazione Imago Lucus, è un concorso fotografico, avente per tema la storica parata e la festività di San Gerardo, gestito interamente su facebbok, termine ultimo per inviare le foto il 9 giugno.

La Giornata del baratto invece si svolgerà in piazza Prefettura sabato 25 maggio, dalle 15.00 alle 21.00, ed intende ripristinare, almeno per un giorno, l’antico metodo dello scambio di merci in sostituzione del denaro, per partecipare bisogna semplicemente iscriversi all’Associazione e registrarsi on line sul sito web dell’Associazione (http://www.iopotentino.it/), che per l’occasione fungerà da banca virtuale e garante per gli scambi.






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20 novembre 2012

Io Potentino: un calendario utilizzato per denunciare



Anche quest’anno l’Associazione Io potentino (http://www.iopotentino.it/) che da qualche anno, meritevolmente, opera in città con l’intento di valorizzare il senso dell’appartenenza alla città rispolverando tradizioni, usi e costumi che il tempo ha affievolito, ha indetto un simpatico concorso.

Fra le varie iniziative l’Associazione ripropone la realizzazione di un calendario che viene creato attraverso un concorso fotografico (http://www.iopotentino.it/12mesidipotenza2013/comunicato_12.pdf ) attraverso il quale i cittadini propongono, a tema libero, immagini riferite alla città di Potenza.

La simpatica iniziativa è giunta alla seconda edizione ed è promossa attraverso il social network facebook http://www.facebook.com/media/set/?set=a.483502238349312.115309.174252212607651&type=1

Anche quest’anno ho aderito con piacere all’iniziativa presentando una foto che di artistico non ha assolutamente nulla

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=483505121682357&set=a.483502238349312.115309.174252212607651&type=3&theater

ma ho voluto approfittare dell’occasione offerta dal concorso per sottolineare l’emergenza elettrosmog che viviamo nella città di Potenza:

http://www.kizoa.it/slideshow/d3568484k8397943o1/elettrosmog-a-potenza (una selva di ripetitori telefonici troppo vicini a luoghi abitati, tanti ripetitori radio-televisivi alcuni dei quali con valori fuori norma, stazioni radio base delle forze dell’ordine, la presenza della sottostazione ENEL a Gallitello con tantissimi fabbricati fatti costruire sotto i tralicci dell’altissima tensione, tantissime case ubicate vicinissime a linee di alta tensione) e che da anni tento, con scarsi risultati, di porre al centro dell’attenzione della politica e delle Istituzioni (http://astronik.ilcannocchiale.it/2009/07/06/potenza_elettromagnetica.html).

La foto da me candidata comparirà nel calendario 2013 in quanto diversi amici hanno raccolto la mia “provocazione” per cui mi corre l’obbligo di ringraziare chi ha votato la foto e, contemporaneamente, chiedere scusa agli altri partecipanti al concorso in quanto, sicuramente, ho sottratto visibilità a foto artisticamente molto più meritevoli.

Il concorso prosegue per assegnare il premio alla foto che sarà ritenuta più bella, non mi permetto di chiedere di votare ancora la mia foto in quanto l’obiettivo di arrivare fra le prime 12 è stato raggiunto, quindi gli appassionati di fotografia votino le altre 11 foto che, insieme alla mia, faranno compagnia ai potentini che acquisteranno il calendario per contribuire a finanziare le iniziative dell’Associazione.


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