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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


POLITICA


10 novembre 2013

La settimana di passione


Ultima settimana di questa strana campagna elettorale. Strana assai. Troppi i candidati e pochi i posti a disposizione in Consiglio Regionale, mi sarei aspettato molto più “trambusto”, sulle strade, negli spazi elettorali gli attacchini girano forsennatamente per coprire con il manifesto del loro candidato, quello di amici ed avversari, ci sono immagini che resistono solo pochi minuti, ma è sempre stato così. Di “santini” ne circolano pochi. Il comizio, quello nelle piazze, non si usa più, chi si azzarda a salire sul palco corre il rischio di parlare alla piazza vuota. Si fanno riunioni nelle sale al chiuso, al ristorante, in pizzeria, al bar, hanno inventato gli incontri con il caffè, la birra, l’aperitivo, ma con scarsissima partecipazione. Qualche adunata nei teatri con chiamata a raccolta delle truppe cammellate. Si tende ad affittare sale con pochi posti in modo che le riprese televisive o le foto non riportino clamorosi vuoti. La gente comune lucana è scettica e delusa, ad agitarsi sono solo i famigliari dei candidati, ma non tutti, e gli apparati di partito, ma ormai i lucani sono vaccinati, gli slogan, pure i più creativi, non incantano più nessuno.

Non c’è, fatte le debite eccezioni, partecipazione di giovani a questa campagna elettorale, gli studenti fuori sede rimarranno per la maggior parte a studiare nelle città sede della università scelta per proseguire gli studi, non verranno a votare tutti quelli che stanno lavorando fuori regione.

Solo sui social network c’è tanta animazione, sulle bacheche di facebook circolano manifesti e proclami, qualcuno si azzuffa, molto frequentato un gruppo creato per ironizzare sul modo di fare campagna elettorale. Su twitter è una sequela di cinguettii ma che non appassiona la grande platea, se la cantano e la se la suonano fra di loro.

Personalmente ho chiesto ad amici e conoscenti di non utilizzare la mia pagina su facebook per fare propaganda e devo dire che la stragrande maggioranza dei conoscenti ha rispettato il mio desiderio, partecipo al cazzeggio e allo sfottò elettorale ma in maniera del tutto scanzonato.

Aspettiamo che passi questa settimana di passione, sono sicuro che ci sarà un nuovo calo di votanti e mi sbilancio nell’affermare, senza paura di essere smentito, che il maggior partito lucano sarà quello degli astensionisti.

Spero che la gente sappia individuare negli oltre 200 contendenti persone serie ed affidabili, che di sicuro non mancano, e non affidino il loro voto a persone spregiudicate, professionisti della politica a tutti costi che non si fanno scrupolo di passare allegramente da una coalizione all’altra, da un partito a quello che hanno combattuto fino a ieri, fuori i voltagabbana dal Consiglio Regionale!

Lucani informatevi bene su chi vi chiede il voto, non premiate i mediocri, quelli che vogliono essere eletti a tutti costi perché hanno solo sete di potere.


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27 settembre 2013

Senza più speranza?!

In Italia stiamo combinati male, malissimo, in Basilicata peggio.
La crisi devastante che sta sfregiando la vita a milioni di italiani è ben lungi dall’essere debellata, un governo formato da partiti nemici, un mafioso, Silvio, che ha un concetto privato della democrazia dove le regole devono adattarsi alle sue particolari esigenze, un parlamento ingessato che non produce leggi utili ai cittadini, una tassazione stratosferica sia per le imprese e, soprattutto, per i cittadini, un cortocircuito che affossa le speranze di rinascita. Il tempo passa e il classico cerino si consuma passando di mano in mano, e prima o poi qualcuno si scotterà e quel qualcuno siamo noi, la gente comune.
L’incertezza ci logora e contribuisce ad aumentare la sfiducia dei “mercati” nei confronti dell’Italia e qualcuno dice che i terribili sacrifici che ci hanno imposto negli ultimi due anni possono rivelarsi inutili.
Nel frattempo le caste continuano a sguazzare nei privilegi, pensioni e buonuscite d’oro anche per chi ha portato allo sfascio aziende che erano l’orgoglio dell’Italia, ogni riferimento ad Alitalia, Telecom, Ferrovie dello Stato è fortemente voluto. Sempre più italiani puzzano la fame mentre tanti altri continuano ad arricchirsi, la forbice fra questi estremi s’allarga ogni giorno di più. Arriverà un momento in cui la convivenza democratica non si potrà più mantenere e non resterà che la rivoluzione, quella vera con tanto sangue che scorrerà……
In Basilicata la crisi la viviamo con ancor più patimento grazie all’incapacità dell’intera nostra classe politica che ha pensato solo a se stessa mantenendo in vita un sistema familistico clientelare avallato dai lucani per troppo tempo e che ha minato alla base le fondamenta dell’economia basata per lo più sull’assistenzialismo. Si sono  buttati letteralmente al vento un mare di soldi pubblici in iniziative fallimentari che non hanno creato occupazione ma che hanno foraggiato amici, parenti e compari, la formazione professionale ha sprecato ingentissime risorse per “formare” disoccupati o emigranti. Le risorse straordinarie rivenienti dalle estrazioni petrolifere servono a tappare falle di bilancio e non sono state utilizzate per creare quelle infrastrutture che avrebbero consentito alla Lucania di uscire dall’isolamento ed attrarre investitori nelle desertiche aree industriali.
Si tengono in piedi da anni Enti inutili o utili a creare buchi di bilancio che vengono puntualmente ripianati in modo che possono continuare a fare altri danni.
La vicenda legata all’utilizzo allegro dei soldi da parte dei Consiglieri Regionale degli stessi Gruppi Consiliari ha fatto scoppiare uno scandalo che ha indotto il governatore a dimettersi e mandare i lucani alle urne.
In questi giorni tiene banco la vicenda delle primarie del centrosinistra e delle lotte intestine all’interno del partito più rappresentato e che governa la regione da un ventennio; assistiamo alle vicende fantozziane delle altre coalizioni che non trovano la quadra delle alleanze, un insulso balletto di personaggi che passano da un partito da una coalizione all’altro a seconda del tornaconto personale, il tutto mentre si aggravano giorno per giorno le condizioni di vita di molti lucani.
Aumentano i poveri, aumentano i disoccupati, aumenta l’emigrazione, peggiora la qualità della vita per la perdita di vitali servizi, s’accresce l’isolamento della regione sempre più lontana dal resto d’Italia e cresce l’isolamento dei paesi dell’interno per il deterioramento delle strade.
In queste condizioni sia l’Italia che la Basilicata difficilmente potranno risollevarsi, soprattutto se una parte di cittadini elettori continua ad avallare comportamenti criminali come quelli messi in atto dai seguaci di Berlusconi e se i lucani non sentiranno l’esigenza di ribellarsi a chi ha tenuto le leve del comando fino ad oggi.

 


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3 settembre 2013

Disperatamente cercasi salvatore della patria

 

Credevo che con la fine delle vacanze il tormentone sulla scelta di chi candidare a Governatore della Basilicata si sarebbe esaurito. Chiusi ombrelloni, con ancora il sapore in bocca delle prelibatezze lucane assaggiate nelle tante sagre, ci ritroviamo ancora a non conoscere il volto del novello salvatore della patria…… che tristezza…..

Nel mentre ci si accapiglia, si discute, si tratta, si ricatta, ci si propone, la nostra povera Basilicata sprofonda sempre più nel baratro. In questi giorni la truppa degli emigranti si ingrossa per la partenza dei neodiplomati che nella stragrande maggioranza dei casi snobba l’Università lucana e preferisce andare a formarsi nelle più prestigiose Università italiane, altri probabili emigranti sono quelli delle maestranze delle aziende che chiudono i battenti o i negozianti dei piccoli esercizi commerciali che chiudono, statistica alla mano, al ritmo di 7- 8 al giorno.

Ebbene in questo scenario devastante le pagine dei giornali, i TG ed i siti web di informazione di che cosa parlano? Del candidato del PD che non si riesce a tirar fuori, dei problemi del centrodestra che non riesce a fare una coalizione, dei centristi che un giorno sterzano a destra e il giorno dopo virano a sinistra, la querelle di M5S che non si capisce come sceglierà i candidati e se devono allearsi con i “movimenti”……non passa giorno che non scende in campo un nuovo soggetto politico con l’immancabile condottiero, leggo stamattina dell’entrata in pista del sindaco di Craco…

In questo scenario politico desolante il povero elettore si perde. In molti intervengono nel dibattito politico, ma in molti casi si contribuisce a generare confusione fra gli elettori…..

Si continua a girare intorno alla questione morale e sull’opportunità di ricandidare gli indagati di “scontrino poli” e si sono creati due schieramenti contrapposti fra puristi e garantisti, non è svanita la polemica nei confronti di Folino che vuole, o forse voleva, tener fuori gli indagati, la parola rinnovamento ha uno strano significato per i nostri politici se è vero, come è vero, che sono scesi in campo vecchie conoscenze del panorama politico……

E’ la guerra interna al PD che fa consumare fiumi di inchiostro, continui colpi di scena con candidati bruciati, accordi e ricatti che si fanno e sfanno…..

A latere del dibattito politico le questioni ambientali, si parla dei tanti disastri consenti da quella classe politica che ci ha governato svendendo territori e salute dei lucani senza pretendere nulla come contropartita…….


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17 agosto 2013

La politica d'agosto

In genere nel mese di agosto le polemiche si placano perché sia i protagonisti che la gente comune si deve disintossicare, ed invece questa estate 2013 si caratterizza per un una intensa attività politica sia a livello nazionale che a livello locale.

La sentenza definitiva che conferma i 4 ani di carcere a Berlusconi ha scatenato i suoi fidi scudieri che, con una sfrontatezza senza limiti, vorrebbero che in questa sgangherata nazione la legge sia disegnata a pennello per il loro padrone, nel senso che si dovrebbe mettere sotto i piedi la Costituzione e riabilitare quel delinquente in un modo o nell’altro solo perché si chiama Berlusconi ed è il leader di un partito. All’estero sono inebetiti della surreale situazione italiana.

Ed intorno a questa faccenda si giocano i destini del Governo e degli italiani. Allucinante.

Invece di metter mano ad una nuova legge elettorale si fa finta di prendere provvedimenti per uscire dalla recessione…….

In Basilicata per la prima volta da quando sono state istituite le Regioni si va a votare prima della scadenza naturale della consiliatura a causa delle vicende giudiziarie che riguarda la maggior parte dei consiglieri rimasti impigliati nelle maglie della Giustizia a seguito delle indagini sui rimborsi.

Si vota a metà novembre ma già da tempo sono in atto manovre, soprattutto sotterranee, per formare le coalizioni e le liste dei partiti. Stavolta si dovranno scannare perché il numero di consiglieri si riduce di un terzo. La situazione è caotica, ho contato una trentina di soggetti politici che potrebbero scendere in campo. Ancora non c’è un quadro chiaro sulle alleanze a destra a sinistra ed al centro, in molti devono decidere dove buttarsi, l’opportunismo abita anche qui da noi.

A leggere le cronache politiche in questi giorni c’è da rimanere sconcertati e comprendo coloro che non vogliono più sentir parlare di politica, sono coloro che alimentano il partito degli astensionisti che s’attesterà ben oltre il 30%! Nel PD c’è appesa la questione congresso e hanno da gestire i renziani che scalpitano a piè sospinto, i presunti alleati, SEL, PSI, Verdi (esistono ancora i Verdi?) hanno dichiarato che la futura alleanza deve fare a meno degli indagati ma forse poi s’accorderanno lo stesso. Il Centrodestra è tutt’altro che unito, quelli del PDL torneranno al passato e diventeranno Forza Italia, cambiamento di facciata perché a comandare saranno sempre i soliti, dovranno fare i conti con i Fratelli d’Italia, la faccia presentabile dei moderati capitanati da un tenacissimo Gianni Rosa, gli altri partitini di destra finiranno per allearsi con PDL/FI ed anche stavolta non vinceranno. Il cosiddetto “centro” è un porto di mare, non si capisce quali sono i partiti che vi aderiranno e se avranno un candidato presidente. Al centro c’è un litigioso UDC con nessuno sul ponte di comando, i Popolari Uniti (ma manco tanto), il Centro Democratico il cui leader è diventato un giovanotto di nome Angelo Sanza, si quello che quarant’anni fa era il leader della “sinistra di base” della DC, poi passato a Forza Italia, poi all’UDC ed ora torna di nuovo nel centrosinistra con il CD, un ritorno al futuro si potrebbe dire…… Ogni giorno c’è qualcuno che annuncia la discesa in campo, fra cui l’attuale presidente dell’ATP, l’ex presidente di Confindustria e un imprenditore che ha la ricetta giusta, dice lui. Un autentico guazzabuglio. I cosiddetti “movimenti” hanno costituito un contenitore denominato PrimaVera Lucana, si spera che aderiscano tutte le realtà sparse sul territorio, in primis le sigle ambientaliste e si auspica che non prevalgano i personalismi che in passato hanno fatto fallire progetti simili. Poi c’è l’incognita M5S che alle ultime politiche ha spopolato. Difficilmente i seguaci di Beppe Grillo potranno bissare il successo di febbraio ma non è detto, di sicuro non prenderanno la maggioranza assoluta e quindi bisognerà valutare se avranno voglia di stringere patti con qualcun altro. Una situazione di estrema incertezza dove ogni giorno si sente la voce del taumaturgo di turno, quello che ha la ricetta giusta per salvare la Basilicata…. In molti casi il medico che si propone è uno di quelli che ha avuto la mani in pasta per troppo tempo per cui è uno di quelli che ha contribuito a determinare le condizioni che assegnano alla Basilicata la maglia nera in una Italia in crisi profonda.

Come farà il povero lucano ad orientarsi in questo deprimente scenario politico?


27 giugno 2013

La scomparsa di Colombo e l'ingratitudine dei potentini



Avevo deciso di non commentare la scomparsa del Senatore a vita Emilio Colombo ma avendo costatato la gelida accoglienza ricevuta da morto nella sua città mi spinge a incrementare la folta schiera di ben più prestigiosi opinionisti dell’evento.

A considerare il bene che Emilio Colombo ha fatto a tantissimi potentini mi aspettavo una folla oceanica ad omaggiare la sua salma nel municipio di piazza Sedile ed a partecipare al funerale in Cattedrale, così non è stato.

Sulla stampa e sul web c’è stato, come è giusto in queste circostanze, una moltitudine di commenti, la ricostruzione della lunga vita politica di Emilio Colombo, il ricordo di tante figure istituzionali e qualche sconveniente commento di chi ha avversato l’azione politica di Colombo. Più di qualcuno ha volgarmente esagerato nei commenti, qualcun altro ha addirittura esultato, non sono mancate delle vere e proprie oscenità, nemmeno davanti alla morte ed alla pietà umana per una persona che lascia questo mondo i soliti imbecilli hanno voluto mostrare la cattiveria umana.

Non sono la persona più adatta per fare delle valutazioni sulla lunga azione politica di Colombo ma i riconoscimenti a livello internazionale e la stima unanime che di lui hanno avuto i potenti della terra ci dicono che il nostro conterraneo ha lasciato il segno nella storia dell’Italia.

In tanti hanno ricordato che grazie a lui la Basilicata si ritrova importanti infrastrutture, la Basentana ed il raccordo Potenza – Sicignano per esempio. Fu lui a caldeggiare la industrializzazione in Valbesnto e in altre parti della Basilicata. Negli anni ‘60 e ‘70 si fermò il flusso migratorio e tante famiglie conobbero il benessere, poi sappiamo com’è andata a finire ma ciò non sminuisce l’opera del politico lucano a favore della sua terra.

Ma non tutti si sono soffermati a ricordare ciò che di buono ha fatto Colombo per l’Italia e la Basilicata, la critica ad un “sistema” è venuta fuori, qualcuno l’ha fatto in modo garbato altri non si sono mantenuti ed hanno criticato quegli anni con parole davvero fuori luogo. Si è tornati a parlare di Leonardo sacco e delle sue pesantissime critiche all’operato di Colombo scritte nel libro “Il cemento del potere - Storia di Emilio Colombo e della sua città” edito nei primi anni ’80.

Non sono mancati neppure i riferimenti alla vicenda della cocaina.

In genere si dice ai “ai posteri l’ardua sentenza” ma in questo caso la storia è già oggi, Colombo ha calcato la scena politica per 60 anni, ha contribuito a scrivere la nostra Costituzione e questo basta ed avanza per un posto di primo piano.

Qualche riflessione aggiuntiva a margine me la consento e ritornando ai tempi d’oro della Democrazia Cristiana non posso fare a meno di constatare che la “democrazia” a quei tempi aveva uno strano significato se è vero, come è vero, che tolleravano tante porcate e si chiudevano gli occhi su tante illegalità. In Italia ed in Basilicata s’era instaurato un modo di fare politica basato sullo sfrenato clientelismo con solidissime basi di corruzione. Credo che nessuno mi potrà smentire se dico che in Basilicata gli appalti pubblici per anni era “cosa loro” fra politici e alcuni noti imprenditori, il mercato del lavoro era gestito in maniera esclusivo dalla Democrazia Cristiana, banche, ospedali, Istituzioni, sistema sanitario non conoscevano la parola “concorso”. Chi non era nelle grazie di questo o quel personaggio politico non lavorava. Per questi motivi in Basilicata non c’è stato mai alcuna alternanza alla guida della Regione, s’è radicato un collaudato sistema di relazioni corte che consente alla stessa forza politica di governare da quando è stato istituito l’ente Regione. Quando la DC è caduta sotto i colpi di tangentopoli i democristiani si sono dispersi nei mille rivoli dei partiti che ne hanno perpetuato l’agire politico fino alla “fusione”di una parte della ex DC con quei comunisti acerrimi nemici di una volta.

I miei ricordi personali di Emilio Colombo si riferiscono alla sua carica di presidente onorario della mitica Libertas Invicta ed in particolare alla tradizionale “cerimonia” degli auguri natalizi che il “presidentissimo” usava fare a tutti i tesserati della polisportiva potentina. Per decenni la Libertas Invicta è stata fucina di sportivi in più discipline ed una sorta di ufficio di collocamento per gli atleti più capaci che avevano garantito il posto in banca o in uno degli uffici delle Istituzioni regionali.

Siccome sono in tanti i potentini che devono essere grati ad Emilio Colombo credevo che a rendere l’ultimo omaggio allo statista potentino avrei trovato una folla oceanica ed invece il “presidente” ha ricevuto l’ultimo saluto da una folla di uomini politici e da pochissimi suoi concittadini.

La gratitudine da queste parti è un vocabolo fuori moda.


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