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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


OLA


9 luglio 2009

Petroleum System

 

Aveva detto che tornava ed ha mantenuto la promessa. La professoressa Maria Rita D’Orsogna torna in Basilicata per metterci in guardia dai danni derivanti dalle estrazioni del petrolio.

Avevo scritto un lungo post in occasione della sua visita in Basilicata dello scorso gennaio (lo trovate qui) e sabato 11 luglio l’illustre scienziata è di nuovo in Basilicata, la ringrazio per aver raccolto l’invito dell’OLA e Comitato No Oil Lucania.

Presso la sede del Cestrim in via Cicciotti a Potenza alle ore 17.30 le prof. D’Orsogna incontra i cittadini, le Associazioni, i Comitati Locali, Gli Amministratori, la Stampa per illustrare i danni cui è sottoposto il territorio interessato dalle estrazioni di greggio

PETROLEUM SYSTEM

Ciclo del petrolio ed effetti collaterali socio-ambientali in Basilicata

Questo il tema dell’incontro.

Chi ha a cuore le sorti della nostra amata Basilicata è invitato a partecipare.

 


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16 maggio 2009

Per la Basilicata

E’ tempo per una nuova mobilitazione dei lucani. Si briga a tutti i livelli per mettercelo in quel posto. Io non ci sto e come me non ci stanno tanti cittadini, solo che occorre ri-aggregare tutte le persone, le Associazioni, i Movimenti che hanno per davvero a cuore il futuro della nostra amata terra.
Lo diciamo da tempo che la Basilicata è nel mirino di spregiudicati gruppi affaristici che con la scusa di attuare politiche ambientali ed energetiche stanno tentando di violentare il nostro territorio. Petrolio, mega-centrali altamente incompatibili con il territorio, discariche, rifiuti nucleari rappresentano la nuova frontiera dell’affarismo a spese dei lucani, sono all’opera lobbies e faccendieri di tutte le specie ed abbiamo una classe politica locale che non se definire complice o scellerata nell’avallare certe scelte o favorire insediamenti che non tengono conto della peculiarità della nostra Basilicata.
Ci si mette poi il Governo centrale che si accanisce in maniera sistematica, secondo me Berlusconi & soci non digerirono lo smacco del 2003 con la Lucania intera mobilitata nel rifiutare le scorie nucleari a Scanzano, ed ora ce la vogliono far pagare con gli interessi.
Sono anni che si opera chirurgicamente per creare le condizioni per “colonizzare” la terra di Basilicata in modo da poter permettere l’insediamento di tutte quelle attività che arrecherebbero tanti benefici a quegli imprenditori dei settori dell’energia, dello smaltimento dei rifiuti e di chi opera nel settore dei cosiddetti servizi ambientali e solo danni a noi lucani.
Ed allora si spiega perché nessuno muove un dito contro lo spopolamento della Basilicata, a nessuno frega un tubo se la quasi totalità delle giovani eccellenze lucane devono trovare lavoro fuori regione, nessuno si ribella perché la Basilicata viene tenuta nel completo isolamento e le tante infrastrutture di cui ha bisogno rimangono promesse dei vari governi che si susseguono.
Le uniche risorse che potrebbero portare ricchezza, la natura e l’ambiente stanno per essere compromesse irreparabilmente.
Tocca a noi lucani, alle persone sensibili e di buona volontà, mobilitarci per opporre una dura e fiera resistenza.
Mi rivolgo, quindi, agli amici di tante battaglie, alle Associazioni, ai Movimenti per sottoscrivere l’appello della OLA firmato già da tre Associazioni, che riporto qui in calce.
Chi vuol aderire faccia pervenire una mail a questo recapito:  adesioni@olambientalista.it

                                                                  __________

APPELLO
"NON TRASFORMATE LA BASILICATA IN COLONIA ENERGETICA E PATTUMIERA D’ITALIA"

La Ola Organizzazione Lucana Ambientalista, coordinamento apartitico di associazioni e comitati di cittadini e le associazioni firmatarie dell'appello "non trasformate la Basilicata in colonia energetica d'Italia" fa appello, ai cittadini, alla società civile lucana, alle Istituzioni e alle organizzazioni politiche e sindacali ancora sane affinché non venga portato a compimento il disegno di trasformare la Basilicata in colonia energetica e pattumiera d'Italia.
Infatti, di recente, Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo ha firmato sette decreti di pronuncia di compatibilità ambientale per opere considerate strategiche per lo sviluppo economico. I progetti riguardano cinque centrali termoelettriche tra cui le mega centrali di Salandra e Pisticci (Matera), rispettivamente delle società Basento Energia (400 MW) e della Sorgenia (800 Mw). 
Oltre alle due centrali termoelettriche in Val Basento, il ministro Prestigiacomo ha firmato il decreto VIA per il metanodotto Massafra-Biccari-Campochiaro che assieme al mega stoccaggio di gas russo dell'accordo ENIGazprom della Geogasstock, sempre in Val Basento, ed il distretto dell’Energia con le estrazioni di petrolio in Val d’Agri trasformano la Basilicata in “colonia energetica” d’Italia con le annesse servitù dei rifiuti industriali che stanno disseminando la regione di discariche chimiche di ogni genere.
Le associazioni firmatarie biasimano le dichiarazioni farneticanti degli esponenti di governo della Regione Basilicata che, in occasione dell’approvazione del nuovo Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale (PIEAR) hanno dichiarato di voler garantire "un futuro energetico compatibile e pulito per la regione senza il nucleare" smentite, proprio in questi giorni, dal presidente Carlo Bollino della società GSE (Gestore Servizi Elettrici) alla quale la Regione ha affidato la redazione del PIEAR. Il presidente della società GSE, in una dichiarazione resa alla stampa, ha infatti affermato che “con il nucleare sarà possibile alleggerire le bollette energetiche a beneficio per le famiglie con disagio sociale''.
Tali affermazioni preludono alla realizzazione del cimitero delle scorie radioattive in Basilicata che rappresenterebbe il colpo mortale per una regione già oltremodo ferita ed umiliata, così come testimonia l'approvazione al Senato del Disegno di Legge che rilancia il nucleare e stabilisce che le autorizzazioni ambientali alle compagnie petrolifere vengano rilasciate, in base al "federalismo coloniale", direttamente dal governo pro-dittatoriale in cambio del placet dei senatori lucani di entrambi gli schieramenti politici (Taddei, Digilio, Latronico, Viceconte, Bubbico, Antezza, Chiurazzi) sul "piatto di lenticchie" del governo Berlusconi rappresentato dagli sconti sulla benzina.
Le associazioni e le organizzazioni firmatarie auspicano che sia giunto il momento che i cittadini si sveglino e reagiscano contro il disegno che vuole negare il futuro alla Basilicata portato avanti da società private senza scrupoli che attraverso l'occupazione militare del territorio rischia di provocare danni alla salute e danni irreparabili all'ambiente.

Associazione “Ambiente e Legalità Onlus”
Greenpeace Italia 
Movimento NoScorie Trisaia

Accademia Kronos Basilicata
Forum Ambientalista
Centro d'Arte e Cultura Delta
WolfEmergency
Noi Cittadini Lucani
Comitato No Oil Lucania
Comunità Lucana
Radicali lucani
Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto
Accademia Kronos Nazionale
Associazione Lucana Internazionale
Comitato per la Difesa di Bosco Mangarrone
Gruppo Peacelink Basilicata
Associazione Culturale I Calanchi
Associazione Culturale Allelammie
Comitato per la Difesa dell'Appennino Lucano
Io, Isabella International Film Week
Associazione Pro Loco di Grottole
Associazione Culturale LucaniArt Onlus
Comitato Lucano per il Controllo delle Scelte Energetiche
Comitato per il No alle Antenne Selvagge nel Lagonegrese
Libero Sodalizio per il Vulture
CoSA Comitato Salute Ambiente Pollino
CARC Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo
Associazione LucanINatura A.L.I.N.
Comitato Piani dela Cardillo-Poggio Cavallo per la tutela della salute dall'inquinamento elettromagnetico
ALTURA Associazione per La Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti
Italia Nostra Crotone
Associazione politico-culturale "di Sinistra", Potenza
Sindacato IUNI Scuola
Associazione Teerum Valgemon Aesai


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14 maggio 2009

Giu le mani dalla Basilicata

Sono fermamente contrario alla produzione di energia nucleare, sono altresì contrario all’eventuale scelta della Basilicata per la costruzione di una centrale e/o di un deposito di scorie. La Basilicata paga un altissimo tributo in termini di danni ambientali per la presenza del più grande giacimento di petrolio in Europa su terra ferra ferma.
Non c’è compensazione che tenga, di ieri la notizia della “spartizione” delle royalties per le estrazioni del 2008, oltre 100 milioni di euro che non cambieranno la condizione di vita dei lucani, anzi rovineranno sensibilmente il territorio interessato dalle estrazioni.
E’ sotto gli occhi di tutti la spaventosa crisi che attanaglia la Basilicata da alcuni anni, emigrazione, spopolamento, povertà questi i frutti della scellerata politica devastatrice della nostra regione che le royalties percepite in questi anni non ha frenato.
In merito alle faccende nucleari tornate in primo piano eccovi un esaustivo comunicato stampo di OLA – Organizzazione Lucana Ambientalista

RITORNA LO SPETTRO NUCLEARE IN BASILICATA TRA AFFARI DI SOCIETA’ PRIVATE ED INCIUCI POLITICI

Con cadenza storica (1963-1978–2003) ritorna in Basilicata lo “spettro nucleare”. Questa volta però la strategia dei nuclearisti ad oltranza è mutata. Il governo deciderà l’ubicazione dei siti dopo aver elargito le royalties ai Comuni pagate dai contribuenti attraverso la bolletta della luce (componente A2). Questa volta però c’è l’aggravante che a gestire la partita nucleare saranno direttamente le società private, ovviamente finanziate dallo Stato. Infatti proprio ieri il Senato ha dato “carta bianca” al governo Berlusconi di decidere entro sei mesi i siti che dovranno ospitare le nuove centrali nucleari e quelli che saranno sede dei depositi provvisori-definitivi ove stoccare le vecchie e le nuove scorie radioattive ed il combustibile riprocessato all’estero che dovrà tornare in Italia entro il 2017.
La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini ed il movimento antinucleare No Scorie Trisaia nel giudicare gravissimo quanto accaduto ieri al Senato, denunciano come si sia ripiombati nel passato, esattamente nel 2003, allorquando a Scanzano Ionico il governo Berlusconi decise di realizzare il cimitero di scorie nucleari, in barba ad ogni forma di democrazia e sopra le teste degli ignari cittadini. 
Il Senato della Repubblica, dando delega al governo, in pratica segue la stessa metodologia dell’imposizione militare e della procedura accelerata di VIA unica, superando le competenze degli enti regionali e locali proprio mentre esponenti della maggioranza di Governo, nel proclamare metodi democratici, in realtà attuano un iter dittatoriale e militare. 
La Ola e No Scorie Trisaia non possono in proposito non evidenziare un “inciucio nucleare” tra maggioranza di governo ed opposizione: da un lato vi è stato il voto favorevole dei senatori lucani del PDL e dall’altro un comportamento ambiguo delle opposizioni che, nel mentre a parole si dichiarano contrari al nucleare, fanno votare ed approvare dal Senato due emendamenti che aumentano le royalties ai Comuni ospitanti e quelli confinanti i siti nucleari ed attribuendo i relativi oneri delle royalties direttamente alle società concessionarie degli appalti. Questa procedura evidenzia come il disegno del Governo sia quello di ritornare sui siti nucleari esistenti o nei territori delle Regioni che già li ospitano, anche contro il parere delle Regioni, in quanto equiparati ad installazioni militari oscurando l’informazione sul loro funzionamento resa pertanto inaccessibile ai cittadini.


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8 febbraio 2009

Buon compleanno OLA

Ho cominciato a frequentare gli ambientalisti lucani in occasione della rivolta di Scanzano, mi sono appassionato ed ho iniziato ad approfondire alcune tematiche, mi sono subito reso conto che c’era molta superficialità nell’informazione tradizionale e quando ho cominciato a familiarizzare con il web mi sì sono spalancate le porte della conoscenza e della comunicazione.
Ho conosciuto tante persone seriamente impegnate per difendere la natura e la salute di noi lucani, ho apprezzato l’impegno di tanti lucani che meritano stima e riconoscenza.
Per me, come per la gran parte delle persone i difensori dell’ambiente erano il WWF e Legambiente, riponevo grande fiducia in queste due organizzazioni ma, approfondendo le conoscenze sono rimasto profondamente deluso in quanto ho potuto constare che queste due associazioni col tempo si sono trasformate in vere e proprie “aziende” che per mantenere le varie strutture sul territorio sono scese a compromesso con le istituzioni accettando finanziamenti per realizzare progetti o portare avanti particolari azioni. Non discuto la valenza scientifica di WWF e Legambiente ma non approvo alcune scelte strategiche come quella di farsi sponsorizzare, da una nota compagnia telefonica per finanziare un progetto per poi non occuparsi più di elettrosmog.
In questo contesto, frequentando alcuni miei “simili” che per caso o per gioco l’8 febbraio 2006 nasceva la OLA,
Organizzazione Lucana Ambientalista, nasceva il sito web, il blog una newsletter ed arrivavano le prime adesioni.
La OLA, al contrario di quanto comunemente si pensa, non è un’associazione ambientalista, non fa tesseramento o affiliazioni nel senso tradizionale del termine, la missione dell’organizzazione è specificata nel “
manifesto” che si può consultare sul sito web, ma è fondamentale specificare che essa è una entità apolitica ed apartitica. In questi tre anni di intensa attività ci si è preoccupati di aggregare associazioni e movimenti presenti sul territorio per affrontare e tentare di risolvere le criticità ambientali che purtroppo aggrediscono la nostra amata Basilicata. A dire il vero siamo stati sollecitati anche per emergenze presenti in altre zone d’Italia. Ad oggi si contano 282 adesioni ad iniziative coordinate da OLA.
Col tempo il sito web è diventato estremamente professionale grazie all’impegno e alla professionale del nostro coordinatore, anche gli accessi sono cresciuti in maniera esponenziale.
L’attivismo di OLA è impressionante, oltre
130 comunicati stampa, gli editoriali, numerose denunce e segnalazioni alle Istituzioni; la gestione di numerose “sezioni” tematiche tutte ricche di notizie: acqua, amianto, aria, centrali, clima, elettrosmog, energia, eolico, monitoraggi, nucleare, parchi, patrimonio, petizioni, petrolio, territorio, regioni, rifiuti, video, sono un archivio prezioso frutto di immane lavoro.
Altro merito da ascrivere ad OLA è l’aver recuperato l’archivio di una grande associazione ambientalista,
SOS LUCANIA, oggi quell’inestimabile patrimonio è dentro il sito web di OLA. Un'altra grande risorsa a disposizione sul sito web di OLA è l’Osservatorio Ambientale OlaWatch, un approfondimento delle tematiche già trattate ma con un compito speciale, quello di vigilare sulle più stringenti problematiche e dinamiche ambientali lucane.
Da qualche tempo, adeguandosi alle mode e alle tendenze del web, OLA ha costituito un “gruppo” sul più frequentato socialnetwork della rete, digitando
Organizzazione Lucana Ambientalista su facebook si viene indirizzati alle pagine del nostro gruppo.
Qualcuno si chiederà chissà chi c’è dietro questo imponente lavoro, una struttura organizzata, una sede, una rete capillare di contatti…… neanche per sogno, dietro la OLA c’è l’impegno dei miei amici che sottraggono tanto tempo alle proprie famiglie, non ci sono sedi “fisiche” ognuno opera da casa propria, non ci sono finanziamenti ne pubblici ne privati, sulle tante pagine del sito web avremmo potuto ospitare qualche banner pubblicitario, non lo abbiamo fatto, non riceviamo contributi, regalie da enti pubblici, siamo completamente indipendenti e non saremo mai ricattabili.
Ciò che ci unisce è uno smisurato amore per la nostra terra e la ferrea volontà di preservare l’ambiente e la natura che il buon Dio ci ha donato.
In occasione del terzo compleanno di OLA devo pubblicamente ringraziare gli amici Antonio, Pietro ed Vito per lo straordinario impegno profuso per rendere un vero e proprio servizio di pubblica utilità alla comunità lucana e non.


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13 settembre 2008

Ambiente & informazione, in Basilicata spesso non si incontrano...

Gli amici ed i frequentatori di questo blog conoscono il mio impegno a difesa della natura e dell’ambiente, un impegno che si palesa spesso con interventi sia sul blog che con altri scritti ospitati da altri siti e da alcuni periodici lucani, il mio agire, da alcuni ritenuto troppo esagerato, addirittura intransigente, a più di qualcuno da fastidio, ogni qualvolta su questo blog scrivo di petrolio, di rifiuti, di discariche, di inquinamento dell’aria, di nucleare si intensificano le “visite” provenienti da siti istituzionali (ministeri, università, fondazioni), sono altresì onorato dalle visite provenienti dai vertici dell’arma dei Carabinieri. E’ evidente che su certi argomenti l’attenzione da parte di “qualcuno” è massima e per questo ci marcano.
Quale aderente di OLA vi sottopongo qui in calce un comunicato stampa che verrà diffuso in giornata e che si riferisce ad un importante convegno svoltosi ieri a Ferrandina (dovevo parteciparvi ma per impegni di natura sportiva ho disertato, chiedo scusa agli organizzatori a cui avevo garantito la presenza), oltre a illustrare i temi trattati nel convegno il comunicato pone l’accento su una specie di censura che alcuni organi di stampa, in modo particolare la RAI lucana, mette in atto quando si trattano certi argomenti. Più volte sui blog ci siamo accapigliati sul modo di fare informazione in Basilicata, da più parti viene detto senza mezzi termini che la stampa è spesso troppo vicina ai partiti, ai politici alle istituzioni.
Vogliamo aprire di nuovo un dibattito?

********

NO A BAVAGLIO INFORMAZIONE IN BASILICATA

Il giorno 12 settembre si è tenuto a Ferrandina un importante ed affollato convegno su "gestione dei rifiuti e reati ambientali" organizzato dall'Associazione "Ambiente e Legalità" di Ferrandina al quale hanno preso parte eminenti personalità del mondo accademico e della magistratura che hanno svolto interessanti ed illuminanti interventi circa la presenza, anche in Basilicata, di una gestione illecita dei rifiuti nell'ambito dei grandi interessi industriali e finanziari delle multinazionali che hanno scelto la regione per farne un deposito di ogni tipo e per l'installazione di impianti più pericolosi per l'ambiente e la salute dei cittadini. Il convegno di Ferrandina, non a caso, ha posto la centralità di quello che può essere definita "l'eredità lucana dei veleni" che dall'area industriale della Val Basento si estende oggi alle "valli del petrolio" sino alle mega discariche ed inceneritori esistenti e di quelli che si vorrebbe realizzare, in un momento in cui il tema dei rifiuti è diventato scottante nel sud Italia, così come dimostrano le recenti perquisizioni e le intimidazioni ai giornalisti dell'Espresso "colpevoli" di aver pubblicato un dossier sulle connivenze per la gestione dei rifiuti della Campania tra politici locali e camorra. I giornalisti dell'Espresso, ai quali la OLA esprime la propria solidarietà per non essersi allineati alla logica del "segreto di stato", hanno il merito di non essersi fatti mettere il bavaglio, continuando a scrivere ed informare sul problema del business dei rifiuti a Napoli ed in Campania - è importante sottolineare - ha appendici anche nelle regioni vicine, come in Basilicata. Anche in Basilicata abbiamo assistito in passato ad intimidazioni nei confronti dell'informazione allorquando ha toccato temi scottanti, quali le connivenze deviate tra poteri dello Stato e mondo degli affari. La OLA, Organizzazione Lucana Ambientalista evidenzia la necessità che oggi l'informazione in Basilicata, in gran parte purtroppo assente al convegno su "gestione dei rifiuti e reati ambientali"di Ferrandina, tenga alto il livello di attenzione su questi temi e non li sottovaluti sostenendo i cittadini lucani impegnati nella difficile battaglia per la difesa dell'ambiente, dei diritti civili e della propria salute, in una fase caratterizzata da scelte regionali sbagliate per quanto riguarda l'industria. La Ola in proposito sollecita la stampa ad evidenziare le macroscopiche carenze nei monitoraggi ambientali nelle città capoluogo, in Val Basento, in Val d'Agri, nell'area della costa ionica lucana e nell'area del Vulture-Melfese puntualmente e evidenziate e denunciate dai cittadini.

**********

Consiglio inoltre di visitare i seguenti blog che spesso trattano i temi oggetto del mio intervento:
Viler OLA il blog di un ambientalista serio e preparato, responsabile in Basilicata di Accademia Kronos;
Pietro Dommarco , è il portavoce di OLA, giornalista di razza;
Comitato No Oil Potenza la voce lucana che si oppone all’estrazione indiscriminata del petrolio


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