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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


Diario


19 dicembre 2013

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16 novembre 2013

Liste d'attesa nelle strutture sanitarie


Li liste di attesa presso le strutture sanitarie sono state il fiore all’occhiello della “buona sanità”, laddove queste non esistono o sono riferite a periodi fisiologici di attesa il cittadino può ritenersi fortunato, in molte realtà, soprattutto al SUD, invece si convive con lunghi tempi di attesa per usufruire di alcuni tipi di prestazioni sanitarie, in molti casi le lungaggini inducono il cittadino a rivolgersi alla sanità privata o a percorrere le strade della migrazione sanitaria.

Qualche giorno fa l’Assessore regionale Martorano tracciando il bilancio della Sanità lucana al termine del suo mandato assessorile ha informato che la Regione Basilicata ha provveduto a risanare i conti attraverso una riduzione dei costi e la riorganizzazione dei presidi territoriali, ottenendo, nel contempo, un miglioramento delle prestazioni offerte. Ha fatto ammenda per i sacrifici imposti agli utenti lucani ma il risultato ottenuto è di quelli che fanno ricevere i complimenti da parte del Ministro della Salute Lorenzin in visita in Basilicata nei giorni scorsi. Martorano ha fornito altresì i numeri relativi al miglioramento dei tempi di attesa per le prestazioni erogate dalle strutture sanitarie regionali, effettivamente alcune prestazioni si riescono ad avere in tempi più brevi rispetto al passato ma ci sono ancora picchi di attesa scandalosamente lunghi.

A conferma dei buoni risultati contabili dell’Azienda Ospedaliera San Carlo è arrivato l’Oscar del bilancio della pubblica amministrazione conferito dalla Ferpi, la Federazione relazioni pubbliche Italiana che ha inorgoglito i vertici dell’Azienda sanitaria.

La segnalazione di un cittadino di Potenza che ha subito un delicato intervento al cuore  il quale  si lamenta perché una prenotazione presso l’ospedale S. Carlo di una visita cardiologica e di un elettrocardiogramma viene fissata per il mese di gennaio 2015, un anno e due mesi di attesa quindi,  ci induce a fare una indagine circa i tempi di attesa presso le strutture sanitarie di Potenza, oltre all’Azienda Ospedaliera S. Carlo è l’ASP, attraverso i suoi ambulatori, a garantire la copertura sanitaria alla città capoluogo di regione e del suo comprensorio.

Abbiamo apprezzato la trasparenza dell’ASP che sul proprio sito internet tiene aggiornata la situazione delle attese per tutte le prestazioni, abbiamo altresì potuto constare che in tempo reale ci è stata data risposta alla nostra richiesta di informazioni.

Prendiamo in considerazione lesole prestazioni sanitarie erogate dal Poliambulatorio Madre Teresa di Calcutta di via del Gallitello. Sono 204 le prestazioni che i cittadini hanno a disposizione, ben 60 però sono usufruibili nell’anno nuovo, di cui 19 a gennaio, 10 a febbraio e 11 a marzo; diluite negli altri mesi il resto delle altre prestazioni, il record di attesa spetta al reparto ENDOCRONOLOGIA –DIABETOLOGIA con 721 giorni, bisogna invece attendere novembre 2014 per un controllo a “Cardiologia1”, per un ecocuore e per un controllo in diabetologia  il primo posto libero è a settembre 2014. Il record di attesa però spetta ai controlli nel reparto Endocrinologia – Dietologia per cui bisogna aspettare ottobre 2015. In pratica circa il 30% delle richieste di prestazioni sanitarie vengono soddisfatte con almeno due mesi di attesa.

Passando ad esaminale le liste di attesa dell’Azienda Ospedaliera San Carlo emerge innanzitutto il numero di prestazioni erogabili: ben 437 di cui oltre la metà fruibili in una settimana ma con tantissime prestazioni ottenibili in tempi non umani. Decisamente troppi i 592 giorni per un controllo in Endocrinologia o i 516 per il controllo in Reumatologia. Nella classifica delle attese ci sono tre prestazioni che si ottengono fra i 420 e 439 giorni, tre prestazioni fra i 307 e i 390 giorni.Seguono tutte le altre con tempi sicuramente non compatibili con le patologie dei pazienti.

Che dire, i tempi di attesa sono diminuiti, in molti casi significativamente, ma la situazione resta molto critica, alcune vitali prestazioni richiedono tempi ancora scandalosamente lunghi che inducono i malati a rivolgersi a strutture private, in molti casi fuori regione, la tragedia è che non tutti hanno la disponibilità economica di potersi permettere trasferte o prestazioni presso strutture private, ed ecco che la salute diventa di classe, i meno abbienti o si accontentano di aspettare circa due anni per un controllo o si devono affidare alla benevolenza divina che li preservi nel lungo periodo di attesa.

Prendiamo atto che la Sanità lucana ha risanato i conti, ha fatto marcia indietro sui tiket, ma occorre un ulteriore deciso sforzo per ridurre a tempi fisiologici le attese per una prestazione,soprattutto chi soffre di patologie gravi deve essere tutelato, non si possono fare ragionamenti ragionieristici o accampare scuse riferiti al bilancio, la Regione Basilicata deve finanziare in maniera più massiccia il settore sanitario, meno soldi per gli enti che producono debiti e più risorse alle strutture sanitarie.

Per dovere di cronaca segnaliamo che il cittadino che si è rivolto a Controsenso per segnalare i tempi lunghi per ottenere la visita cardiologica e un elettrocardiogramma è stato costretto a prenotare la prestazione presso un ambulatorio privato, visita effettuata immediatamente, basa pagare. E per tutti quelli che non se lo possono permettere? 

Articolo pubblicato su Controsenso del 15 novembre 2013




permalink | inviato da astronik il 16/11/2013 alle 15:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


11 agosto 2013

Vino divino

 

Non sono un amante dei vini, non ho alcuna cognizione sull’enologia, solo un paio di volte ho partecipato alla vendemmia ma sono convinto che i vini lucani e l’aglianico in particolare sono fra i migliori, le varie rassegne a livello nazionale hanno spesso premiato i “nostri” vini, sapevo che l’azienda che raccoglie i maggiori consensi è la Cantine del Notaio di Rionero in Vulture ma mai avrei immaginato che la famiglia Giuratrabocchetti avesse creato un qualcosa di così straordinariamente efficiente per produrre eccellenti vini che onorano le tavole dei ristoranti più prestigiosi e sono apprezzati in ogni angolo del mondo, non è un caso se la vetrina dei premi è piena di riconoscimenti!

Procediamo con ordine.

L’occasione di visitare il luogo in cui si producono i vini delle Cantine del Notaio me l’ha messa su un piatto d’argento quell’autentico istrione del giornalismo lucano che è Angelomauro Calza, creatore del TiGiuro, una sorta di TG fra il serio e il satirico che tanto successo sta avendo su Facebbok, con lui mi diverto a collaborare e in qualità di “redattore” del TiGiuro ho accompagnato il “direttore” per uno speciale in occasione della tappa rionerese di Cinemadivino, la rassegna dei migliori film della stagione da vedere in scenari e location particolari degustando vini di assoluto pregio.

Quindi in “missione” per il TiGiuro ho avuto l’onore di conoscere di persona il dr. Gerardo Giuratrabocchetti, patron delle Cantine del Notaio, persona squisita ed innamorato del suo”lavoro”, autentica autorità di fama internazionale nel campo dell’enologia.

La vista guidata nella cantina dove si producono vini che onorano la tradizione enologica lucana per me è stata una scoperta di un mondo, quello della produzione di vino, che nell’immaginario collettivo non ha quella scientificità che ho avuto modo di apprendere grazie all’istruttivo percorso guidato e alle spiegazioni del dr Giuratrabocchetti che ha illustrato al folto gruppo di intervenuti alla manifestazione tutto il processo che porta le uve dei vigneti del Vulture a diventare il pregiato vino apprezzato in tutto il mondo. Mai avrei immaginato che le più moderne tecnologie e l’informatica potevano essere utilizzate per produrre vino.

Ben vengano iniziative come Cinemadivino che contribuiscono ad abbinare la passione per il cinema al far conoscere i prodotti tipici lucani ed, in questo caso, far apprezzare in maniera consapevole un vino che forse è più conosciuto fuori dai confini regionali.


7 luglio 2013

Il cinema con gli occhi di Walter De Stradis



La Basilicata è terra di cinema, intesa non solo come “sfondo” o “location per girare tantissimi film ma è anche terra dove il cinema è occasione di cultura.

Da poco la Regione Basilicata ha istituito la Lucania Film Commission, ma esistono sul tutto il territorio regionale fermenti cinematografici di un certo rilievo. APisticci è sorto il Lucania Film Festival, seguitissima la rassegna di Cinemadare, il piccolo paese di Bella è diventato importante con il Bella Film Festival, nel capoluogo da qualche tempo l’associazione 0971 organizza Altro Cinema Possibile, Maratea vivacizza le vacanze con la tre giorni del Maratea Film Festival, non mancano altre belle rassegne che promuovono i giovani filmaker….. esiste un patrimonio inestimabile di pellicole creato da Gaetano Martino ad Oppido Lucano, a Rionero in Vulture il critico cinematografico Armando Lostaglio anima il Cineclub Vittorio de Sica…..niente male per la minuscola comunità lucana.

In questo aulico panorama si inserisce la meritoria iniziativa dell’editore Arduino Sacco che ha creato una collana dedicata al cinema intitolata “Ritratti di cinema”, un modo molto piacevole di ricordare le pellicole più belle attraverso una simpatica novità in quanto i libri di questa collana saranno divisi in due parti, nella prima si troveranno tutte le notizie relative al film oggetto della trattazione e nella seconda l’autore si cimenta con un racconto inedito ispirato al film, un’autentica genialità.

Inaugura la collana “Ritratti di cinema” l’eclettico Walter De Stradis, giornalista professionista e direttore del più diffuso settimanale free press lucano,Controsenso, oltre che scrittore e vignettista che negli ultimi tre anni ha pubblicato ben 5 libri sempre con Arduino Sacco Editore.

Walter ha scelto il film di fantascienza del regista John Carpenter “1997: Fuga da New York” uscito nel 1981 ed interpretato, fra gli altri, da Lee Van Cliff, che per una volta ha abbandonato il set dei mitici film western ma dove la figura del protagonista è interpretata da un superbo Kurt Russell.

Rimanendo fedele all’impostazione della collana Walter De Stradis nella prima parte del libro porta il lettore per mano all’interno del film illustrandone la trama, spiegando la sceneggiatura, facendo conoscere dettagliatamente Jena Plissken, il protagonista del film. Molto simpatico il raffronto fra i registi americani Carpenter eSpielberg e i protagonisti Indiana Jones e Jena Plissken. Non manca una dettagliata rassegna di tutti i personaggi del film, un giro dietro le quinte e una dotta dissertazione sulla colonna sonora. Una “recensione”, quella di Walter De Stradis, molto dettagliata, ricca di citazioni e riferimenti che denotano una profondissima cultura cinematografica che partendo dalla biografia del regista John Carpenter introduce il lettore all’interno del film stesso. La lettura è piacevole e scorrevole ed appassiona anche il lettore meno addentrato nelle vicende del cinema.

La seconda parte del libro è dedicata al racconto inedito di Walter De Stradis, ovviamente il racconto deve essere ispirato al film magistralmente vivisezionato nelle pagine precedenti e “Fuga da Scab”, questo il titolo scelto, richiama lo stile e la trama del film di Carpenter. Ambientato in America, in un estemporaneo carcere senza carcerieri di sole quattro celle per criminali incalliti, dove il protagonista “Tesla”si ritrova a barattare la libertà in uno scenario politico che ricorda avvenimenti realmente accaduti oltre oceano. Trenta pagine che si leggono tutto di un fiato dove l’autore fa accavallare avvenimenti che denotano una scatenata fantasia che incuriosisce ed appassiona il lettore.

Davvero un bel mix, anatomia del film e trasposizione nel breve racconto del pathos cinematografico. Agli amanti del cinema il volumetto di Walter De Stradis piacerà sicuramente.


22 maggio 2013

Al peggio non c'è mai fine

Magari in molti chiariranno laloro posizione, magari si accerterà che in qualche caso ci sono stati errori daparte di qualche collaboratore nel rendicontare le spese, qualcuno, forse, neuscirà completamente riabilitato, ma nella vicenda giudiziaria etichettata come“rimborsopoli” che si occupa dellarendicontazione delle spese fatte dai consiglieri regionali lucani, sarebbestato giusto che chi è ufficialmente indagato (http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/basilicata/2013/05/21/Rimborsi-chiuse-indagini-42-indagati_8743743.html)

avesse rassegnato le dimissioni,così come accade nelle vere democrazie. In Basilicata invece nella primariunione del Consiglio Regionale dopo l’esplosione dello scandalo, come nullefosse, condannati e indagati hanno ottenuto incarichi nel Consiglio.

Come dicono tutti in questi casibisogna essere garantisti ad oltranza, bisogna attendere l’ultimo grado digiudizio e vale per tutti la presunzione di innocenza, ma bene avrebbero fattoi consiglieri coinvolti nella vicenda a dimettersi, anche perché senzaincarichi nell’Istituzione  hanno lapossibilità di difendersi meglio.

Certo continuare a parlare di vicendecome questa è deprimente, nel pieno di una devastante crisi che staletteralmente devastando la vita di tanti lucani, è una vergogna.

Ma la vera tragedia è che èiniziata una campagna elettorale che, come nulla fosse successo, sta pensandoai nuovi assetti con gli stessi partiti e gli stessi personaggi, mi riferiscoalla totalità dei partiti, che hanno portato la Basilicata nel baratro.

Chi salverà la Basilicata che comeentità politico-istituzionale potrebbe scomparire se il progetto di costruiremacroregioni si realizzera?


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permalink | inviato da astronik il 22/5/2013 alle 5:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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