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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


Diario


14 giugno 2013

Armiamoci e partite....

 

A proposito della manifestazione di stamattina davanti alla SiderPotenza.

C’erano più giornalisti che manifestanti. Prendo atto ancora una volta che la gente, certa gente, ama lamentarsi ma preferisce delegare ad altri il compito di estrinsecare il proprio disagio.

Io a Bucaletto ho parlato con molte persone che mi hanno raccontato dei disagi derivanti dalla presenza dei fumi e dei rumori provenienti dallo stabilimento del gruppo Pittini.

Ho ascoltato mogli e mamme disperate per i loro mariti e figli ammalati, mi hanno raccontato di tanti malati gravi, dei problemi di respirazione, mi hanno fatto vedere la polvere, ora nera ora rossa, sulle loro baracche. Ho sentito persone inveire contro il Sindaco che non fa nulla per tutelarli, li ho sentiti e visti di persona.

Stamattina a protestare c’erano pochissimi abitanti di Bucaletto.

Non c’era il Sindaco, non c’era la dirigenza della Pittini, non c’era nessun rappresentanti della Regione, non sono venuti dalla Provincia e le autorità sanitarie assenti pure loro. Qualche rappresentante di associazioni ambientaliste, il WWF rappresentato da Luigi Agresti, non ho visto nessun rappresentante di Legambiente, c’erano gli attivisti del Movimento 5 Stelle con le loro bandiere e striscioni, ma avevamo detto di non portare simboli di partito, tant’è…

C’era il Dr Vita dell’ARPAB, che in un momento di difficoltà per lui ha avuto il coraggio e la correttezza di venire a spiegare cosa sta facendo l’agenzia da lui diretta.

Avrò modo di tornare sugli aspetti “tecnici”, ma in passato ho scritto molte, per qualcuno troppe volte, della SiderPotenza e dei suoi fumi….


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permalink | inviato da astronik il 14/6/2013 alle 14:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


26 settembre 2007

Lucania NO oil

 Un'immagine dal presidio del comitato spontaneo SatriaNo

Lo sostengono in molti, da tempo. La Basilicata è terra di conquista. Sul nostro territorio si concentrano le bramosie di tanti “soggetti” che senza rispetto per gli indigeni, attentano alla natura, all’aria, all’acqua, al suolo di questa regione. Attentano anche alla salute dei lucani.

Ha cominciato lo Stato con le industrie chimiche in Valbasento e a Tito scalo. Tutti sappiamo i disastri che hanno lasciato, ancora oggi la bonifica non è stata effettuata.

La Basilicata è diventata terra di discariche di rifiuti speciali in Valbasento, di maxi inceneritori (Fenice nel melfese, Italcementi a Matera).

La Basilicata è diventata l’epicentro scelto da gruppi imprenditoriali per produrre energia, di tutti i tipi non tutta pulita. Inseguendo le ricche provvidenze statali, non certo per soddisfare le modeste esigenze energetiche dei lucani.

Sono sbarcate poi in Basilicata le trivelle, prima in maniera discreta, poi in modo invasivo.

In tutte le parti del mondo dove si estrae petrolio ciò avviene in siti poco popolati, nei deserti, al largo del mare. Da noi sono venuti a spertugiare nel cuore della Basilicata verde. La Valdagri, lembo di terra votato all’agricoltura, si è ritrovata circondata da trivelle, oleodotti, autobotti. La vita non è più la stessa. I nostri governanti hanno svenduto la vocazione agricola e turistica della Valdagri per inseguire le royalties che non hanno prodotto sviluppo ne, tantomeno, occupazione. I giovani della valle sono partiti come i loro coetanei degli altri centri della regione. Fra l’altro le royalties dovrebbero essere pagate in base alle quantità di greggio estratto ma nessuno si è premurato di inserire un contatore. Ci si fida di ciò che comunica l’ENI……..Nel contempo si sta deteriorando in maniera irreversibile l’unica risorsa veramente disponibile: l’ambiente.

Lo scempio è sotto gli occhi di tutti. Il monitoraggio previsto negli accordi con l’ENI non è stato realizzato, nessuno si è preoccupato di far rispettare gli accordi. Manca una seria mappatura ed uno screening delle principali malattie che il petrolio sicuramente causa. Si hanno notizie certe che alcune falde acquifere sono già compromesse, pare che nella diga del Pertusillo alcuni pericolosi inquinanti derivati dal petrolio sono presenti già nei primissimi anni 2000. Tutti ricordano gli incidenti avvenuti negli anni scorsi che hanno riguardato sversamenti e fuoriuscita di gas pericolosissimi.

Non contenti dei danni arrecati alla Valdagri gli amministratori regionali hanno sottoscritto un altro accordo di programma per lo sfruttamento dei giacimenti del Sauro, fra Corleto e Guardia Perticara.

Fra qualche anno anche quei territori subiranno l’aggressione selvaggia che comporta l’estrazione.

Nel frattempo i prezzi del petrolio sui mercati internazionali hanno subito aumenti spaventosi e ciò ha reso appetibile l’oro nero nascosto nelle viscere della Basilicata. Le compagnie petrolifere, quasi tutte straniere, si sono scatenate a chiedere autorizzazioni per ricercare il greggio. Il 60% del territorio lucano è interessato a questa nuova ondata di perforazioni.

Sono sorti alcuni comitati spontanei di cittadini che si oppongono a far devastare i loro paesi.

Anche le principali associazioni ambientaliste sono in fermento. Il WWF ha lanciato la campagna “Lucania NO oil” con la quale si chiede, fra l’altro, agli amministratori locali l’impegno di negare le autorizzazioni alle compagnie petrolifere.

Uno dei comitati più attivi è sorto a Satriano di Lucania, i cittadini si sono coniato lo slogan “SatriaNo” e stanno raccogliendo firme. Stessa cosa avviene nei centri del Meandro.

Oltre ai comitati spontanei si è creato un coordinamento fra associazioni e partiti che preannuncia battaglia per fermare le trivelle.

La storia del petrolio lucano

Un contributo sul Corriere della Sera

L’accordo con l’ENI

Il Sole 24 ore e i soldi del petrolio

La rassegna stampa su Lucanianet

Una voce dal web (una delle tante….)

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