.
Annunci online

astronik
UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


Diario


19 settembre 2013

LA TRAGICA SITUAZIONE DELLE STRADE LUCANE: PARLIAMONE



La tragica situazione delle infrastrutture lucane è oggetto di un dibattito continuo sulla stampa lucana, le grandi direttrici viarie presentano gravi problemi strutturali e ce ne accorgiamo quando per un motivo o per un altro vengono chiuse ed attivati percorsi alternativi.

Tutti i viadotti della Sicignano – Potenza andrebbero rifatti o manutenzionati, bisogna invocare l’intervento divino affinchè reggano in attesa che l’ANAS effettui gli interventi già programmati, stessa situazione presentano numerosi viadotti e le gallerie sulla Basentana, non meno gravi la condizioni dei ponti sulle strade secondarie, un esempio è di viva attualità in quel di Craco dove la caduta di un ponte ha isolato il paese. La natura geologica del territorio di Basilicata è notoriamente fragile, frane, smottamenti, terremoti sono frequenti, ci sarebbe bisogno di interventi di messa in sicurezza di gran parte delle infrastrutture di comunicazione ma in tempi di vacche magre sarà difficile che vengano dirottate verso una regione dai piccoli numeri risorse utili a garantire i collegamenti, quei pochi soldi che vengono stanziati è bene che non vengano utilizzati male.

Da anni Nicola Bonelli si affanna a denunciare situazioni di pericolo e inefficienze da parte di chi è deputato a vigilare, programmare, spendere risorse. Non sempre viene ascoltato.

Recepisco il suo ultimo appello del 2 agosto scorso e propongo alle associazioni ambientaliste, a coloro che si sentono cittadini attivi, agli addetti ai lavori, ai politici, al mondo dell’informazione e a lucani di buona volontà in genere di attivare un momento di discussione per trovare una soluzione che possa garantire ai cittadini di Basilicata di usufruire di collegamenti viari sicuri ed efficienti. Mi astengo da giudizi tecnici o nel proporre soluzioni per questa o quella criticità, non ho alcuna competenza specifica in materia, ma qualcuna delle cose che dice Bonelli va attentamente valutata e merita la massima attenzione da parte di tutti.

Qui di seguito, con il solito copia & incolla riporto l’appello di Bonelli del 2 agosto 2013.

***************************

SOS Basilicata!!!... Urge un dibattito politico e culturale:

per superare la logica dell’emergenza…

per resuscitare la cultura della prevenzione…

per progettare un futuro migliore per la nostra regione.

Lettera aperta ai Signori: - Sen. Filippo BUBBICO - On. Cosimo LATRONICO

- Dr Luca BRAIA, Ass. Reg. Infrastrutture - Dr Luigi PIZZI, Prefetto di Matera

- Ing. Gavino CORATZA, Diret. Gen. ANAS - Agli Organi d’informazione

Ringrazio i due Parlamentari lucani cui è rivolta la presente, per le loro recenti Iniziative riguardanti la s.s. 407 Basentana. Faccio un resoconto di ciò che n’è seguito.

In data 26 luglio u.s. il Prefetto di Matera dr Luigi PIZZI tiene un incontro in Prefettura con i rappresentanti dell’ANAS e dei vari Enti regionali “competenti”. Vi partecipo anch’io, perché invitato. L’argomento trattato è il viadotto “Calciano 2” della S,S, 407 Basentana. Riferisco con la presente una sintesi dell’incontro.

Il Dr Luigi Pizzi introduce i lavori dicendo: “E’ notorio che a partire dal crollo del marzo 2011, ci siamo interessati del problema. Abbiamo svolto verifiche e sopralluoghi; seguito l’evolvere degli interventi e garantito la transitabilità della strada in sicurezza. Ciò nonostante, continuano a pervenire appelli allarmanti, da parte di Nicola Bonelli, che diffondono dubbi sulla validità del nostro operato. Tanto che lo stesso Vice Ministro Sen. Filippo Bubbico mi ha espresso, per telefono, preoccupazione. Vorrei pertanto sapere cosa ne pensate sia della situazione, sia di ciò che va dicendo il Bonelli…”

Credo che il Prefetto volesse chiedere: “ma i lavori che si stanno facendo sono di consolidamento come dite voi, o di sabotaggio come sostiene il Bonelli?”. Conclude dicendo: “Non sono un tecnico, ma vorrei capire…”

Per inciso vorrei suggerire – a chi voglia conoscere la mia opinione – di scorrere l’appello del 18.02.2013 (Allegato uno); tra cui la descrizione che faccio della manomissione strutturale; e di osservare le relative foto (Allegato due).

Inizia il dibattito. E si consuma lo scaricabarile in diretta. Degli Enti regionali nessuno che voglia entrare nel merito. Tengono a precisare che non hanno competenza di controllo sull’operato dell’ANAS. Qualcuno si esibisce in dissertazioni geologiche campate in aria. E quasi tutti, da veri Struzzocrati, fanno capire che: - non sanno; - non sono tenuti a sapere; - non ne vogliono sapere. Del senso civico non c’è traccia. Traspare la pigrizia mentale. Domina Il menefreghismo.

Da parte di quelli dell’ANAS assistiamo invece a delle acrobazie ingegneristiche da circo equestre. Alla domanda del prefetto: ma è vero che avete perforato i pali di fondazione con micropali, indebolendoli come sostiene Bonelli?

Gli ingegneri dell’ANAS dichiarano subito che non sono loro ad aver progettato quell’intervento. Hanno però massima fiducia in chi l’ha consigliato, perché l’Azienda impegna nei propri interventi solo “tecnici molto esperti.”

Il Prefetto insiste: “Ma allora siamo tranquilli sul piano della sicurezza?”

La risposta: “Ma certo. Anche perché stiamo per avviare un altro intervento che prevede altri pali intorno a quegli stessi plinti, i cui pali sono stati perforati”. (???)

A questo punto prego il Dr Pizzi di disporre per un sopralluogo congiunto, al fine di acquisire la reale situazione. Ma la risposta è negativa (vorrebbe capire ma si rifiuta di vedere). A Lui basta sapere che la strada è transitabile in sicurezza. Così come gli hanno appena assicurato Per il resto di non ha potere di controllo sull’operato dell’ANAS. (???) Passa quindi la palla al vicino di sedia dicendo. “Al sopralluogo potrebbe pensarci l’Assessore regionale alle infrastrutture”.

Interviene l’Assessore Luca BRAIA, che alla mia insistenza per il sopralluogo mi assicura che “forse… chi sa… poi si vedrà”. Ci tiene invece ad annunciare che arrivano i soldi: “Ci sono già 46 milioni di euro, e ne arriveranno altri 40 milioni”. In disparte poi mi dice che ci sono altri 23 milioni di cui dispone il Commissario straordinario.

Sono cose già viste, ed avvengono nella solita sequenza: - si impedisce per anni la manutenzione preventiva; - scatta l’emergenza; - arrivano i soldi in abbondanza; - parte la gestione commissariale; - si appaltano (in fretta e senza controlli) i lavori di somma urgenza. E’ la consueta ed allegra gestione del denaro pubblico.

Fra poco si saprà di una nuova Ordinanza. Il Commissario già ce l’abbiamo: si chiama Francesco Saverio ACITO: corteggiato da Prefetti, Presidenti e Sindaci. riconosciuto taumaturgo della somma urgenza.

Però non tutti sanno (o non ricordano) che questo signore è stato un accanito oppositore della prevenzione. Da Dirigente regionale ha creato le condizioni per provocare emergenze. Sulle quali vi ritorna ora con interventi fasulli e spreconi. Grazie a questo sistema e per colpa (soprattutto) di ACITO, la zona “Giardini” di Grassano (mille ettari di ottima agricoltura) è destinata alla totale distruzione.

L’altra cosa che non tutti sanno (o fanno finta di non sapere) è che il bravo ACITO sta operando in forza di un Decreto fasullo del Presidente del Governo (D. P. C. M. 21.01.2011) mai registrato e mai rinnovato. (Allegato tre)

Tornando alla strada, con il tanto invocato (e negato) sopralluogo, potrei dimostrare tra l’altro: - a) gli interventi fasulli presso “Calciano 1”; - b) i lavori di sabotaggio presso “Calciano 2” - c) l’impalcato di entrambi che cade a pezzi - d) il qui-pro-quo della Procura di Matera sulle cause del crollo; - e) la regressione culturale di quelli dell’ANAS.

Dunque, la riunione si conclude con nulla di fatto: nessuna verifica o sopralluogo. Giornali e televisione ne danno un resoconto tranquillizzante: “Siamo nelle mani di tecnici ANAS molto esperti. Ci prepariamo a festeggiare l’arrivo di tanti milioni di euro.”

Ma a guastare la festa compare sugli stessi giornali la notizia di una interrogazione parlamentare (Allegato quattro) ch’è di tono assolutamente preoccupante.

L’On. Cosimo Latronico chiede al Ministro delle Infrastrutture Maurizio LUPI: “se non ritenga opportuno effettuare un sopralluogo urgente e avviare immediati lavori di ripristino di un minimo di sicurezza sul viadotto ‘Molino’ al km 4 della strada statale Basentana; se non intenda avviare un’indagine sulle modalità con cui sono stati condotti i lavori sul viadotto ‘Calciano 2’ della medesima arteria e se non ritenga opportuno ordinare un approfondito sopralluogo lungo tutta la ‘407’ e la ‘E847…”

Riferisce inoltre che: “…i carabinieri di Vaglio Basilicata hanno effettuato un sopralluogo presso il viadotto Molino, rilevando un avanzato degrado strutturale dell’intero impalcato, travi che cadono a pezzi, ferri scoperti arrugginiti e pensili, solette lesionate e forse collassate e rischio per la pubblica incolumità; etc… etc”

Di fronte allo scenario descritto da Latronico, i cento e passa milioni di euro elencati da Braia sono spiccioli rispetto all’esigenza di ricostruire tutto il crollabile. La penuria di fondi disponibili ci impone di ricercare soluzioni diverse. Ne faccio cenno nel mio appello del 18.03.2013 (Allegato cinque) in cui suggerisco una soluzione per il viadotto Molino, che prevede un risparmio di 28 milioni di euro.

Insomma, il problema è grosso: ne va’ del futuro della nostra regione, che rischia l’isolamento. Occorrono dei sopralluoghi tecnici per averne conoscenza, ma ne deve scaturire un dibattito politico. Ci fanno ben sperare le iniziative di Bubbico e Latronico. E’ auspicabile che riescano anche a stimolare un approccio culturale nella comunità: tra i tanti letterati e tecnici di cui si compone: tutti in grado di comprendere sia le problematiche reali che le prese per i fondelli ufficiali.

La Cultura deve servire non solo a farci conoscere le nostre origini: da dove proveniamo – sul quale tema seguiamo interessanti manifestazioni – ma anche a farci capire dove stiamo andando… e dove ci stanno portando gli Struzzi della P.A..

Ribadisco il mio intento propositivo, espresso più volte ed anche nella lettera del 12.12,2012 al Diret. Gen.le ANAS, Ing. Gavino CORATZA (Allegato sei). Al quale rinnovo la mia disponibilità a chiarire. Che non può prescindere dal sopralluogo.

Ringrazio chiunque vorrà pubblicare e/o divulgare la presente. Cordiali saluti.

Tricarico, 2 agosto 2013 Nicola Bonelli


9 febbraio 2013

LA PROVINCIA ISTITUISCE IL “CATASTO” DELLE SUE STRADE



Alla fine dello scorso anno durante la tradizionale conferenza stampa per presentare il bilancio dell’attività svolta l’Amministrazione Provinciale di Potenza ha preannunciato la costituzione del “Catasto” delle strade provinciali, circa 2.600 km, ed uno studio sul dissesto idrogeologico riferito proprio alla rete stradale provinciale, in una regione ai primi posti quanto a rischio frane e smottamenti è una iniziativa che merita essere incoraggiata. Con le sempre più scarse risorse finanziarie a disposizione degli Enti locali l’iniziativa della Provincia di Potenza coniuga due esigenze fondamentali: un significativo risparmio e l’accresciuta sicurezza sulle strade di sua competenza, senza contare che quest’attività si coniuga anche con i piani della nostra Protezione Civile e con le attività delle Autorità di bacino.

Da non trascurare il fatto che con questi progetti si mettono in moto sinergie di due importanti presidi lucani quali l’Università e CNR concedendo buone opportunità ai ricercatori di casa nostra.

Consapevoli dell’importanza delle vie di comunicazione nell’ottica di un eventuale sviluppo, deve pur finire questa stramaledetta crisi, abbiamo voluto approfondire cosa effettivamente sta per mettere in atto la Provincia di Potenza.

Su circa 1.500 km dei 2.600 che costituiscono la consistenza delle strade in capo all’ente provinciale si opererà una ricognizione lungo il percorso di oltre la metà delle strade provinciali che porterà successivamente a implementare il Catasto delle strade provinciali, non dimentichiamo che da qualche anno molte strade statali sono diventate provinciali.

L’archivio digitale sarà molto utile per pianificare interventi di manutenzione preventiva e si potranno sicuramente prevenire fenomeni più devastanti quali frane e smottamenti con gran risparmio di risorse e con meno disagi per l’utenza.

In pratica si dà esecuzione ad un accordo di programma tra Regione Basilicata e Provincia di Potenza per la tutela e la salvaguardia della viabilità provinciale mediante l’utilizzo di fondi rivenienti dal POR FESR Basilicata 2007 – 2013.

Il progetto si basa su sinergie fra il Dipartimento Ingegneria e Fisica dell’Ambiente (DIFA) dell’UNIBAS e l’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (IMAA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche che attraverso una convenzione che ha l’obiettivo di attuare gli interventi necessari al ripristino della transitabilità e sicurezza viaria, è stato stilato un progetto per la “Valutazione del rischio idrogeologico combinato (frane ed alluvioni) e del relativo grado di esposizione della rete stradale della Provincia di Potenza”. Il costo dell’operazione è di 1.200.000 euro, 600 mila da utilizzare per dare attuazione alla convenzione fra DIFA, CNR e Amministrazione Provinciale e gli altri 600.000 euro per mettere in piedi il Catasto delle strade provinciali.

La Provincia si impegna a fornire il supporto tramite il proprio personale e attraverso la fornitura delle banche dati territoriali georeferenziate, DIFA e CNR metteranno in campo tutta una serie di attività volte alla redazione di una banca dati del sistema informativo del rischio idrogeologico connesso alle infrastrutture delle stradi provinciali.

Le tecniche utilizzate sono avanzatissime come il GPR (Ground penetrating Radar), HS (Hyperspectral Spectroscopy), TIR (Termal Infrared) e GBSAR (Ground Based Synthetic Aperture Radar) con cui si saggerà la struttura di ponti, cavalcavie, muri di sostegno, si valuterà lo stato di conservazione dello strato stradale (bitume e sottofondo), saranno impiegate altresì tecnologie di osservazione tramite satellite.

In 24 mesi il progetto dovrà terminare e si avrà a disposizione uno strumento utilissimo, per prima cosa si avrà chiaro il quadro della “salute” delle strade provinciali, in effetti si stilerà una sorta di “cartella clinica” per ognuna delle strade provinciali oggetto dell’indagine che consentirà al “medico” di predisporre la terapia più appropriata ma, soprattutto, si potrà operare per prevenire malattie ben più gravi, si potranno pianificare gli interventi dando priorità alle situazioni più urgenti e di sicuro si potrà avere un bel risparmio che in tempi di vacche magre consentirà di fare solo interventi mirati a razionalizzare le risorse.

Considerate le disastrate condizioni delle strade del capoluogo di Regione, una rete di circa 600 km, quasi un quarto della rete di strade provinciale, è consigliabile che il Comune di Potenza segua l’esempio dell’Ente guidato da Piero Lacorazza per reperire adeguati fondi per monitorare lo stato di salute delle strade comunali soprattutto quelle che collegano le tante contrade cittadine alcune delle quali colpite da dissesto idrogeologico come testimoniano le frane e gli smottamenti che ne limitano la fruibilità.


3 settembre 2008

Fermiamo le stragi sulle strade!

Questa lunga e calda estate che sta volgendo al termine è stata caratterizzata da una caterva di incidenti stradali con un numero impressionante di morti. Svariate le cause che hanno causato gli incidenti, in primo luogo la velocità eccessiva e l’uso smodato di alcool e droga. La Basilicata non è stata immune da questo triste fenomeno e tante famiglie lucane hanno visto stravolta la loro vita per la perdita dei loro cari.
Sono anni che si continua a parlare dei rimedi per limitare queste autentiche stragi ma di concreto non si fa nulla, pare che le cose, per una fatalità tutta da metabolizzare, debbano andare per forza così. Pare. Ma non è così. Tanto per cominciare occorrono molti più controlli da parte delle forze dell’ordine.
Io che per lavoro scorazzo in lungo e in largo sulle strade lucane posso testimoniare decine di situazioni di pericolo causate dal comportamento scellerato da parte ci certi automobilisti. Faccio qualche esempio. Chi conosce la strada a scorrimento veloce (si fa per dire….) Tito – Brienza, che collega il capoluogo alla fondovalle dell’Agri e all’autostrada A3, sa che non è possibile superare i 90 km/h, in qualche tratto il limite è a 70 km/h. E’ una strada molto trafficata ed il pericolo è sempre dietro l’angolo, la strada è piena di divieti di sorpasso ed è segnata, per lunghi tratti, dalla doppia linea continua. Nonostante ciò c’è un numero incredibile di aspiranti suicidi/assassini che se ne fregano delle prescrizioni e si avventurano in sorpassi spericolati, molte volte i sorpassi avvengono nelle tre gallerie, tutte in curva, incuranti di chi proviene nell’altro senso di marcia.
Stesse manovre azzardate avvengono sulla Potenza – Melfi, sulla Sinnica, sulla Jonica, sulla fondovalle dell’Agri, tutte strade disseminati di croci a testimonianza di incidenti mortali. Ebbene è davvero raro incontrare pattuglie di forze dell’ordine ed è ancora più raro vedere fermare questi sconsiderati che mettono a repentaglio la loro e l’altrui esistenza.
Da qualche giorno sulla spinta delle proteste si effettuano controlli il sabato notte, controlli che hanno dato risultati sconcertanti, nei pressi di locali frequentati dai giovani si sono accertati casi di guida in stato di ubriachezza e/o sotto l’effetto di allucinogeni sul 50% dei fermati! Assurdo!  Qui occorre darsi una regolata, i giovani che bevono e “si fanno” in maniera sconsiderata e le forze dell’ordine che devono intensificare i controlli ed applicare le leggi nel modo più restrittivo possibile. Non mi pare giusto che accadono tragedie come quella avvenuta pochi giorni fa nel materano dove un padre di famiglia che faceva la guardia giurata sia stato ucciso da un farabutto imbottito di alcool e droga…..


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sballo incidenti sabato sera strade

permalink | inviato da astronik il 3/9/2008 alle 22:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


3 luglio 2008

A proposito di infrastrutture

 E’ un periodo di stanca, manca la voglia di leggere, di scrivere e perfino di indignarsi. Quasi tutta la blogosfera lucana è in stand by, sarà per il gran caldo, sarà per il clima di sfiducia che aleggia per la situazione economica ma anche politica che viviamo in Italia,forse anche per le ultime vicende e le conseguenti polemiche con al centro il “solito” Berlusconi contrastato dal “solito” Di Pietro, faccende che non mi appassionano più di tanto. La politica è lontana anni luce dalle esigenze del Paese e degli italiani. Ma qualcosa bisogna pur scriverla sul blog, sarebbe una vera scortesia verso i tanti visitatori. Manca il tempo e la voglia di scrivere qualcosa di nuovo e non mi resta che trasformare in post l’articolo che ho scritto per il periodico “Il laboratorio”magistralmente diretto da Lello Colangelo. Sull’ultimo numero di luglio 2008 è stato pubblicato questo mio articolo dal titolo “A proposito di infrastrutture il Basilicata”, facciamone argomento di discussione.

§§§

Da più parti si addebita il mancato sviluppo della Basilicata alla carenza di infrastrutture, non vi è alcun dubbio e possiamo tranquillamente affermare che se tutte le infrastrutture di cui dispone il nord Italia fossero state invece costruite al sud oggi non si parlerebbe di “questione meridionale” tanto cara ad un lucano illustre come Giustino Fortunato. Analizziamo quindi lo stato dell’arte. L’ultima grande opera infrastrutturale che ha interessato la Basilicata è il raccordo autostradale Potenza – Sicignano, 46 km di strada a 2 corsie per senso di marcia, gallerie, ponti ed opere ardimentose di ingegneria. Il raccordo ha rappresentato la fine dell’isolamento della Basilicata verso il corridoio tirrenico, raggiungere Napoli, Roma e il nord Italia non è stata più un’impresa, erano gli anni ’70, ed avevamo politici del calibro di Emilio Colombo. Da allora non si sono costruite altre infrastrutture della stessa importanza e, soprattutto le aree interne, la Basilicata rimane in un sostanziale isolamento che di fatto l’ha resa poco appetibile per investimenti proprio per la difficoltà di spostare le merci ed i prodotti finiti.
Una ferrovia che è una barzelletta, dopo l’elettrificazione del tratto Metaponto – Battipaglia non ha colmato quel gap che rendeva poco competitiva la tratta. Ancora oggi nel tratto in salita Picerno – Tito tanti convogli si fermano. L’investimento, pagato dalla collettività con 10 anni di fermo della ferrovia, non è servito a nulla.
Rimanendo nel campo delle ferrovie non si può sottacere il clamoroso ritardo con cui si procede a collegare Matera a Ferrandina, Matera, quindi, continua a mantenere il non invidiabile primato di unico capoluogo italiano a non essere collegato alla rete ferroviaria statale. Diverse centinaia di miliardi per costruire il tratto fino a Miglionico sono quindi soldi buttati dalla finestra.
Il ritardo (speriamo che si tratti solo di ritardo….) nel completamento della ferrovia Ferrandina – Matera non è il solo in quanto altre importanti arterie stradali registrano clamorosi ritardi nel completamento. Il tratto lucano della famigerata strada della morte, la statale 106 Jonica, ancora non è completato, qualcosa ultimamente è stato messo in esercizio, si è riusciti ad eliminare l’incrocio di Scanzano Jonico che tante pene arrecava ai vacanzieri che raggiungono i villaggi di Pisticci, Metaponto e Nova Siri, si sta procedendo ora a completare il tratto Pisticci – Scanzano ma l’ultimazione dell’importante arteria è ancora lontano, si deve ancora progettare (e finanziare) il tratto che da Nova Siri si collega alla Calabria ed i lavori dallo svincolo di Metaponto verso sud sono ancora da completare, è da perfezionare anche il raccordo verso la Puglia. Sempre carente è il collegamento verso il corridoio adriatico con la Potenza – Candela inadeguata a sopportare i volumi di traffico da e per gli stabilimenti della Sata e del suo indotto. Il precedente Governo Berlusconi programmò una grande opera, la Lauria – Candela a 4 corsie che avrebbe risolto i problemi di collegamento nord – sud della Basilicata togliendo dall’isolamento molti territori dell’interno. Quel progetto è ancora un progetto.
I tempi lunghi nel completamento di strade già progettate è una caratteristica comune a molte opere. Come non pensare alla strada finanziata con la famigerata legge 219 che avrebbe dovuto collegare alla grande viabilità le aree del “cratere” del terremoto del 1980, strada che ha assorbito una gran quantità di soldi ma che, nonostante le promesse, non si completa, neanche i tratti portati a termine (Baragiano – Muro Lucano) si riesce ad aprire, non si comprende quando si potrà percorrerla fino a Castelgrande o Pescopagano. La Bradanica non è ancora ultimata, la Oraziana, dopo l’inaugurazione di un tratto fra Rionero e Ripacandida di qualche mese fa, è da completare, come da ultimare è la Saurina, altra strada dal tormentato iter progettuale. Da poche settimane si sono aperti i cantieri sul tratto lucano dell’autostrada A3; non osiamo immaginare, considerate le opere da realizzare, per quanto tempo si avranno disagi per raggiungere la parte sud-ovest della Basilicata. Per molto tempo l’opinione pubblica lucana si è appassionata nel dibattito per la localizzazione di un aeroporto, venuta a cadere l’ipotesi di uno scalo a Potenza per evidenti problematiche tecniche in relazione al sito prescelto, ci si è accapigliati su dove investire per dotare la Basilicata di un aeroscalo. Premettiamo che considerato il numero di potenziali utenti non risulta conveniente alle compagnie aeree scegliere di fare scalo per i propri voli in Basilicata. Per questo motivo un investimento per costruire l’aeroporto regionale deve essere oculatamente ponderato per non ritrovarci la classica cattedrale nel deserto; un conto è “desiderare” un aeroporto un altro conto è che esso possa essere effettivamente utilizzato. Detto ciò la scelta di rendere utilizzabile la pista Mattei di Pisticci prevedendone l’adeguamento per consentire l’atterraggio di piccoli aerei è l’unica scelta sensata che si potrebbe fare in quanto si dirotterebbe su questo scalo il flusso dei voli charter per portare i turisti nei tanti villaggi della costa jonica, si potrebbe poi utilizzare l’aereo per far arrivare nei mercati del nord Europa le primizie dei campi del metapontino. E’ il Consorzio Sviluppo Industriale del materano che ha ottenuto i fondi per completare l’adeguamento della pista, vedremo se nell’estate 2009 si potrà volare lucano. La Basilicata paga un ulteriore dazio derivante da un altro tipo di infrastruttura, la mancanza di collegamenti veloci nell’utilizzo di internet. Le linee ADSL e la presenza di fibre ottiche atte a trasportare velocemente i dati sono presenti solo in alcune porzioni di territorio. Tutti sappiamo l’importanza per le aziende di disporre di questo tipo di collegamento ma la situazione è sconfortante, si pensi che nelle otto arre industriali gestite dal Consorzio ASI del Potentino solo in due è utilizzabile internet veloce. Purtroppo la privatizzazione del settore delle telecomunicazioni fa ragionare le aziende erogatrici del servizio con la logica dei costi e dei ricavi e per come è combinata la Basilicata, pochi abitanti disseminati su un territorio vasto e tormentato, gli investimenti sono giudicati poco remunerativi.
Come è facile constatare negli anni si è fatto davvero poco per consentire alla nostra regione per mettersi in linea con quelle più dotate di infrastrutture, non ci resta che sperare nelle promesse elettorali che gli esponenti del governo del centro destra hanno assicurato che si concretizzeranno. Qualche dubbio ce lo concediamo.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. infrastrutture basilicata strade

permalink | inviato da astronik il 3/7/2008 alle 14:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (32) | Versione per la stampa


8 luglio 2007

Autovelox

 

Il posizionamento di autovelox trappola sulle strade. Se ne parla da tempo. Anche perché in certi casi si tratta di uno strumento utilizzato per ripianare i bilanci comunali e non certo per tutelare gli automobilisti. Sul noto settimanale free press lucano, Controsenso, se ne parla. Ho provveduto a far pervenire una mia replica che trovate qui di seguito.

_____

A pagina 5 di Controsenso del 7/7/2007 sono pubblicati due articoli sullo stesso argomento, gli autovelox sulle strade lucane. Il tema è molto sentito ed anche le Istituzioni e più di qualche esponente politico se ne sono occupati, se non ricordo male le prefetture di Potenza e Matera hanno elaborato una specie di regolamento per disciplinare la presenze delle odiate macchinette sulle strade della Basilicata.

E’ stato accertato che anche i comuni lucani utilizzano l’autovelox per rimpinguare le asfittiche casse comunali. Il caso segnalato su Controsenso riguarda il Comune di Trivigno, che ha stipulato un accordo con una Società per svolgere il servizio di “vigilanza e prevenzione”, è emblematico. Se proprio gli amministratori del piccolissimo comune lucano tengono tanto all’incolumità dei pochi trivignesi rimasti nel paese avrebbero posizionato l’autovelox lungo le strade del paese e non sulla ben più trafficata superstrada Basentana che attraversa per pochi km il territorio comunale! Quindi l’intento è molto meno nobile di quel che si vuol far credere, altro che prevenzione e controllo!!

Fra l’altro conosco molto bente il tratto di strada, il km 16 della SS 407, dove viene posizionato l’autovelox. E’ un tratto a doppio senso di marcia quasi pianeggiante, quattro corsie con spartitraffico centrale. Il manto stradale, ribitumato di recente è in perfetta efficienza per cui il limite di 70 km/h appare del tutto ingiustificato. Uno scandalo. L’ANAS deve provvedere immediatamente a rivedere quell’assurdo limite in quel tratto di strada.

Sono proprio i limiti imposti dal Codice della Strada che devono essere rivisti. I limiti sono imposti in base alla classificazione ufficiale delle strade e non tengono conto della reale efficienza e percorribilità delle arterie. Appare assurdo, per esempio, rispettare i 90 km/h sulla SS 407 Basentana nei tratti a 4 corsie laddove esiste anche lo spartitraffico centrale. Stessa cosa vale per il nuovo tratto della SS 106 Jonica. In pratica in Basilicata il limite di 130 km/h previsto per le autostrade è valido per i pochi km di autostrada A3 che attraversano la nostra regione (alcuni tratti però sono interessati da lavori e vigono da qualche tempo, giustamente, limitazioni) o per quel tratto di raccordo autostradale, circa 30 km, Potenza - Sicignano. Un po’ poco. Altro che “Basilicata fast” come ha battezzato il nostro Presidente De Filippo la nostra regione! Merci persone percorrono le strade lucane a passo di lumaca!

Appare quindi non più rinviabile la rivisitazione del Codice della Strada e magari ci si decidesse a costruire vie di comunicazione più consone ai bisogni dei lucani anche per uscire dall’atavico isolamento e favorire lo sviluppo.

Per quanto concerne invece l’articolo di Controsenso sull’autovelox posizionato lungo una strada nel Comune di Potenza il discorso è diverso e parlare di “appostamento irregolare” della pattuglia della Polizia Municipale mi pare esagerato. Anche in questo caso conosco benissimo quella strada perché la percorrono almeno quattro volte al giorno. I circa due km di viale dell’UNICEF hanno il limite di 70 km/h, più che adeguato all’arteria e che si percorre comodamente a quella velocità. Anzi in qualche tratto è esagerato se si tiene conto delle numerose buche che costellano il piano stradale. In particolare il tratto che sottopassa il cosiddetto “ponte attrezzato” presenta un pericoloso avvallamento che rischia di provocare incidenti (a quando la riparazione?). Nonostante ciò tanti emuli dei piloti di formula uno percorrono questo tratto di strada a velocità sconsiderata mettendo a repentaglio la loro e l’altrui incolumità. Ben venga quindi il sanzionamento per questi autentici pirati della strada!

Proprio su Viale dell’UNICEF si verifica il maggior numero di incidenti nella città di Potenza, tutti causati dall’eccessiva velocità. Quindi il posizionamento dell’autovelox, in questo caso, è più che giustificato e non esiste, a mio avviso, alcun fine vessatorio da parte del Comune di Potenza.

sfoglia     agosto        ottobre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
OLA
BASKET LUCANO
POLITICA
LA CITTA' DI POTENZA
SPORT LUCANO
SPORT... IN GENERE
BASILICATA
AMBIENTE
TRASTULLO

VAI A VEDERE

SOLOLIBERALANIMA
CIRCOLO ANGILLA VECCHIA
ENZO FIERRO BLOG
MELANDROWEB
IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA
GAZZETTA DEL MEZZOGIONO
Libera cittadinanza
Liberi da OGM
DISINFORMAZIONE
IL MIO TG
FEDERBASKET BASILICATA
BASILICATANET
SOCIETA' CIVILE
PEPPINO IMPASTATO
CORRIERE DELLA SERA
REPUBBLICA
COMUNE DI POTENZA
ITALIA NOSTRA
ARTICOLO 21
TELEVIDEO RAI
ANSA BASILICATA
ECOAGE
APT BASILICATA
ARPAB
VISITA LA LUCANIA
UNIVERSITA' DI BASILICATA


 
Astronik Antonio Nicastro
Crea il tuo badge

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CERCA