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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


Diario


19 settembre 2013

LA TRAGICA SITUAZIONE DELLE STRADE LUCANE: PARLIAMONE



La tragica situazione delle infrastrutture lucane è oggetto di un dibattito continuo sulla stampa lucana, le grandi direttrici viarie presentano gravi problemi strutturali e ce ne accorgiamo quando per un motivo o per un altro vengono chiuse ed attivati percorsi alternativi.

Tutti i viadotti della Sicignano – Potenza andrebbero rifatti o manutenzionati, bisogna invocare l’intervento divino affinchè reggano in attesa che l’ANAS effettui gli interventi già programmati, stessa situazione presentano numerosi viadotti e le gallerie sulla Basentana, non meno gravi la condizioni dei ponti sulle strade secondarie, un esempio è di viva attualità in quel di Craco dove la caduta di un ponte ha isolato il paese. La natura geologica del territorio di Basilicata è notoriamente fragile, frane, smottamenti, terremoti sono frequenti, ci sarebbe bisogno di interventi di messa in sicurezza di gran parte delle infrastrutture di comunicazione ma in tempi di vacche magre sarà difficile che vengano dirottate verso una regione dai piccoli numeri risorse utili a garantire i collegamenti, quei pochi soldi che vengono stanziati è bene che non vengano utilizzati male.

Da anni Nicola Bonelli si affanna a denunciare situazioni di pericolo e inefficienze da parte di chi è deputato a vigilare, programmare, spendere risorse. Non sempre viene ascoltato.

Recepisco il suo ultimo appello del 2 agosto scorso e propongo alle associazioni ambientaliste, a coloro che si sentono cittadini attivi, agli addetti ai lavori, ai politici, al mondo dell’informazione e a lucani di buona volontà in genere di attivare un momento di discussione per trovare una soluzione che possa garantire ai cittadini di Basilicata di usufruire di collegamenti viari sicuri ed efficienti. Mi astengo da giudizi tecnici o nel proporre soluzioni per questa o quella criticità, non ho alcuna competenza specifica in materia, ma qualcuna delle cose che dice Bonelli va attentamente valutata e merita la massima attenzione da parte di tutti.

Qui di seguito, con il solito copia & incolla riporto l’appello di Bonelli del 2 agosto 2013.

***************************

SOS Basilicata!!!... Urge un dibattito politico e culturale:

per superare la logica dell’emergenza…

per resuscitare la cultura della prevenzione…

per progettare un futuro migliore per la nostra regione.

Lettera aperta ai Signori: - Sen. Filippo BUBBICO - On. Cosimo LATRONICO

- Dr Luca BRAIA, Ass. Reg. Infrastrutture - Dr Luigi PIZZI, Prefetto di Matera

- Ing. Gavino CORATZA, Diret. Gen. ANAS - Agli Organi d’informazione

Ringrazio i due Parlamentari lucani cui è rivolta la presente, per le loro recenti Iniziative riguardanti la s.s. 407 Basentana. Faccio un resoconto di ciò che n’è seguito.

In data 26 luglio u.s. il Prefetto di Matera dr Luigi PIZZI tiene un incontro in Prefettura con i rappresentanti dell’ANAS e dei vari Enti regionali “competenti”. Vi partecipo anch’io, perché invitato. L’argomento trattato è il viadotto “Calciano 2” della S,S, 407 Basentana. Riferisco con la presente una sintesi dell’incontro.

Il Dr Luigi Pizzi introduce i lavori dicendo: “E’ notorio che a partire dal crollo del marzo 2011, ci siamo interessati del problema. Abbiamo svolto verifiche e sopralluoghi; seguito l’evolvere degli interventi e garantito la transitabilità della strada in sicurezza. Ciò nonostante, continuano a pervenire appelli allarmanti, da parte di Nicola Bonelli, che diffondono dubbi sulla validità del nostro operato. Tanto che lo stesso Vice Ministro Sen. Filippo Bubbico mi ha espresso, per telefono, preoccupazione. Vorrei pertanto sapere cosa ne pensate sia della situazione, sia di ciò che va dicendo il Bonelli…”

Credo che il Prefetto volesse chiedere: “ma i lavori che si stanno facendo sono di consolidamento come dite voi, o di sabotaggio come sostiene il Bonelli?”. Conclude dicendo: “Non sono un tecnico, ma vorrei capire…”

Per inciso vorrei suggerire – a chi voglia conoscere la mia opinione – di scorrere l’appello del 18.02.2013 (Allegato uno); tra cui la descrizione che faccio della manomissione strutturale; e di osservare le relative foto (Allegato due).

Inizia il dibattito. E si consuma lo scaricabarile in diretta. Degli Enti regionali nessuno che voglia entrare nel merito. Tengono a precisare che non hanno competenza di controllo sull’operato dell’ANAS. Qualcuno si esibisce in dissertazioni geologiche campate in aria. E quasi tutti, da veri Struzzocrati, fanno capire che: - non sanno; - non sono tenuti a sapere; - non ne vogliono sapere. Del senso civico non c’è traccia. Traspare la pigrizia mentale. Domina Il menefreghismo.

Da parte di quelli dell’ANAS assistiamo invece a delle acrobazie ingegneristiche da circo equestre. Alla domanda del prefetto: ma è vero che avete perforato i pali di fondazione con micropali, indebolendoli come sostiene Bonelli?

Gli ingegneri dell’ANAS dichiarano subito che non sono loro ad aver progettato quell’intervento. Hanno però massima fiducia in chi l’ha consigliato, perché l’Azienda impegna nei propri interventi solo “tecnici molto esperti.”

Il Prefetto insiste: “Ma allora siamo tranquilli sul piano della sicurezza?”

La risposta: “Ma certo. Anche perché stiamo per avviare un altro intervento che prevede altri pali intorno a quegli stessi plinti, i cui pali sono stati perforati”. (???)

A questo punto prego il Dr Pizzi di disporre per un sopralluogo congiunto, al fine di acquisire la reale situazione. Ma la risposta è negativa (vorrebbe capire ma si rifiuta di vedere). A Lui basta sapere che la strada è transitabile in sicurezza. Così come gli hanno appena assicurato Per il resto di non ha potere di controllo sull’operato dell’ANAS. (???) Passa quindi la palla al vicino di sedia dicendo. “Al sopralluogo potrebbe pensarci l’Assessore regionale alle infrastrutture”.

Interviene l’Assessore Luca BRAIA, che alla mia insistenza per il sopralluogo mi assicura che “forse… chi sa… poi si vedrà”. Ci tiene invece ad annunciare che arrivano i soldi: “Ci sono già 46 milioni di euro, e ne arriveranno altri 40 milioni”. In disparte poi mi dice che ci sono altri 23 milioni di cui dispone il Commissario straordinario.

Sono cose già viste, ed avvengono nella solita sequenza: - si impedisce per anni la manutenzione preventiva; - scatta l’emergenza; - arrivano i soldi in abbondanza; - parte la gestione commissariale; - si appaltano (in fretta e senza controlli) i lavori di somma urgenza. E’ la consueta ed allegra gestione del denaro pubblico.

Fra poco si saprà di una nuova Ordinanza. Il Commissario già ce l’abbiamo: si chiama Francesco Saverio ACITO: corteggiato da Prefetti, Presidenti e Sindaci. riconosciuto taumaturgo della somma urgenza.

Però non tutti sanno (o non ricordano) che questo signore è stato un accanito oppositore della prevenzione. Da Dirigente regionale ha creato le condizioni per provocare emergenze. Sulle quali vi ritorna ora con interventi fasulli e spreconi. Grazie a questo sistema e per colpa (soprattutto) di ACITO, la zona “Giardini” di Grassano (mille ettari di ottima agricoltura) è destinata alla totale distruzione.

L’altra cosa che non tutti sanno (o fanno finta di non sapere) è che il bravo ACITO sta operando in forza di un Decreto fasullo del Presidente del Governo (D. P. C. M. 21.01.2011) mai registrato e mai rinnovato. (Allegato tre)

Tornando alla strada, con il tanto invocato (e negato) sopralluogo, potrei dimostrare tra l’altro: - a) gli interventi fasulli presso “Calciano 1”; - b) i lavori di sabotaggio presso “Calciano 2” - c) l’impalcato di entrambi che cade a pezzi - d) il qui-pro-quo della Procura di Matera sulle cause del crollo; - e) la regressione culturale di quelli dell’ANAS.

Dunque, la riunione si conclude con nulla di fatto: nessuna verifica o sopralluogo. Giornali e televisione ne danno un resoconto tranquillizzante: “Siamo nelle mani di tecnici ANAS molto esperti. Ci prepariamo a festeggiare l’arrivo di tanti milioni di euro.”

Ma a guastare la festa compare sugli stessi giornali la notizia di una interrogazione parlamentare (Allegato quattro) ch’è di tono assolutamente preoccupante.

L’On. Cosimo Latronico chiede al Ministro delle Infrastrutture Maurizio LUPI: “se non ritenga opportuno effettuare un sopralluogo urgente e avviare immediati lavori di ripristino di un minimo di sicurezza sul viadotto ‘Molino’ al km 4 della strada statale Basentana; se non intenda avviare un’indagine sulle modalità con cui sono stati condotti i lavori sul viadotto ‘Calciano 2’ della medesima arteria e se non ritenga opportuno ordinare un approfondito sopralluogo lungo tutta la ‘407’ e la ‘E847…”

Riferisce inoltre che: “…i carabinieri di Vaglio Basilicata hanno effettuato un sopralluogo presso il viadotto Molino, rilevando un avanzato degrado strutturale dell’intero impalcato, travi che cadono a pezzi, ferri scoperti arrugginiti e pensili, solette lesionate e forse collassate e rischio per la pubblica incolumità; etc… etc”

Di fronte allo scenario descritto da Latronico, i cento e passa milioni di euro elencati da Braia sono spiccioli rispetto all’esigenza di ricostruire tutto il crollabile. La penuria di fondi disponibili ci impone di ricercare soluzioni diverse. Ne faccio cenno nel mio appello del 18.03.2013 (Allegato cinque) in cui suggerisco una soluzione per il viadotto Molino, che prevede un risparmio di 28 milioni di euro.

Insomma, il problema è grosso: ne va’ del futuro della nostra regione, che rischia l’isolamento. Occorrono dei sopralluoghi tecnici per averne conoscenza, ma ne deve scaturire un dibattito politico. Ci fanno ben sperare le iniziative di Bubbico e Latronico. E’ auspicabile che riescano anche a stimolare un approccio culturale nella comunità: tra i tanti letterati e tecnici di cui si compone: tutti in grado di comprendere sia le problematiche reali che le prese per i fondelli ufficiali.

La Cultura deve servire non solo a farci conoscere le nostre origini: da dove proveniamo – sul quale tema seguiamo interessanti manifestazioni – ma anche a farci capire dove stiamo andando… e dove ci stanno portando gli Struzzi della P.A..

Ribadisco il mio intento propositivo, espresso più volte ed anche nella lettera del 12.12,2012 al Diret. Gen.le ANAS, Ing. Gavino CORATZA (Allegato sei). Al quale rinnovo la mia disponibilità a chiarire. Che non può prescindere dal sopralluogo.

Ringrazio chiunque vorrà pubblicare e/o divulgare la presente. Cordiali saluti.

Tricarico, 2 agosto 2013 Nicola Bonelli

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