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Diario


28 luglio 2013

Siderpotenza: la Magistratura finalmente s'è mossa



Tanto tuonò che piovve, dopo tante invocazioni la Magistratura potentina ha affidato al PM Sergio Marotta il compito di verificare se la Siderpotenza, la fonderia del Gruppo Pittini ubicata fra rione Betlemme e Bucaletto, è in regola con tutte le leggi ambientali.

I carabinieri del NOE incaricati delle verifiche si avvalgono della collaborazione di 3 tecnici esperti in materia che hanno già collaborato con la Procura di Taranto nel verificare l’inquinamento prodotto dall’ILVA, quindi persone di provata esperienza e competenti di prim’ordine.

Non è nemmeno il caso di paragonare la Siderpotenza all’ILVA per quanto riguarda le dimensioni degli stabilimenti, sicuramente il tipo e le quantità di inquinanti prodotti dalla fonderia potentina non possono essere comparati a quelli dell’ILVA ma mentre a Taranto, grazie all’inchiesta della coraggiosa PM Todisco i tarantini sanno finalmente che l’aria che respirano è inquinata e volendo possono prendere le precauzioni del caso, noi qui, a Potenza, da anni chiediamo un serio monitoraggio di aria, suolo ed acqua nelle aree circostanti lo stabilimento del Gruppo Pittini ma non siamo, fino ad oggi, riusciti a conoscere la composizione dei fumi che emettono le ciminiere ne tantomeno si sa se al suolo si sono depositate sostanze pericolose.

Finalmente con l’intervento della Magistratura a breve dovremmo conoscere lo stato dell’arte.

E’ opportuno fare un flash back relativo agli ultimi accadimenti che hanno riguardato le vicende del probabile inquinamento causato dalla Siderpotenza.

A smuovere le acque potrebbe essere stata la manifestazione organizzata dal Comitato Aria Pulita che a giugno, davanti ai cancelli dello stabilimento, ha attirato l’attenzione dei media nazionali, potrebbe essere stata la richiesta del WWF di Basilicata che ha sollecitato un monitoraggio approfondito e le sempre crescenti proteste degli abitanti di Bucaletto.

Sta di fatto che con la concessione dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) da parte della Regione Basilicata a febbraio 2012 sono stati formalmente fissati i paletti entro cui la Siderpotenza deve operare per cui i controlli dovrebbero essere più puntuali e stringenti, circostanza che invece non è avvenuta. Lo ha ammesso lo stesso direttore dell’ARPAB, ente indicato nell’AIA quale soggetto deputato al monitoraggio, che però promette l’intensificazione dei controlli, ammettendo, implicitamente che fino ad oggi il monitoraggio è stato carente e non rispondente alle prescrizioni contenute nell’AIA.

Uno degli sporadici controlli effettuato da ARPAB ha rilevato che il monossido di carbonio fuoriesce in quantità superiori al minimo stabilito dalle normative e per aggirare tale criticità la società Ferriere Nord si premura di richiedere nuova AIA – VIA che consenta la modifica dei limiti di emissione del monossido di carbonio (CO), come dire, non riusciamo a stare nei limiti quindi meglio abbassare i limiti.

La campagna di monitoraggio con centraline mobili effettuata per pochi mesi alla fine del 2012 ha altresì appurato che alcuni metalli pesanti nelle aree circostanti le ciminiere della Siderpotenza. sono presenti in atmosfera in concentrazione elevatissima, per quanto concerne lo zinco, ad esempio, si parla di valori 300 volte superiori a quelli rilevati nel centro della città.

Ma oltre a produrre tondini per l’edilizia la Siderpotenza diversifica la produzione riuscendo a produrre dagli scarti delle lavorazioni la granella utile alla produzione di conglomerati bituminosi, tale attività non è prevista nell’autorizzazione AIA concessa nel 2012 e ci sono forti dubbi che le montagne di granella accumulate nei piazzali della Siderpotenza possano disperdere polveri pericolose non essendovi alcuna protezione.

Aspettando i risultati dell’ispezione commissionata dalla Magistratura potentina c’è da rilevare che le Istituzioni continuano clamorosamente a latitare, l’Azienda Sanitaria del Potentino non ha mai varato uno programma per effettuare uno screening sanitario sulle persone che abitano nei paraggi della ferriera, ci riferiamo agli abitanti di Bucaletto e Rione Betlemme, il Comune di Potenza non si cura minimamente di tutelare la salute dei propri concittadini, è rimasta una vaga promessa quella dell’Assessore all’Ambiente Lovallo che aveva garantito di indire una Conferenza di servizi che avrebbe riunito attorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati, altre iniziative a tutela della salute pubblica da parte della civica amministrazione non se ne conoscono, anzi il Comune rilascia permessi di costruire a meno di cento metri in linea d’aria dalle ciminiere, oltre alle due torri ubicate all’ingresso di Bucaletto l’ATER sta per ultimare un centinaio di abitazioni che a breve saranno consegnate, sarebbe stato opportuno realizzare a distanza di sicurezza un così elevato numero di abitazioni così facendo, non appena le nuove case saranno abitate si aprirà un nuovo fronte di protesta perché rumori ed odori provenienti dalla fonderia complicheranno la vita a molte centinaia di persone.

Nel frattempo il Gruppo Pittini ingrandisce lo stabilimento con l’acquisizione dei fabbricati e dei suoli acquistati da due aziende adiacenti, la Mahle e la Liquigas, per cui la tanto auspicata delocalizzazione è ben lungi dal venire e siamo in presenza dell’assurdo con lo stabilimento che si amplia, e la città che continua ad espandersi attorno alle ciminiere della ferriera.

Non ci resta che aspettare le risultanze dei rilievi disposti dalla Magistratura, speriamo che non emergano situazioni che possano determinare misure eclatanti quale la chiusura dello stabilimento, sarebbe una tragedia per le centinaia di famiglie che campano con il lavoro presso la ferriera.

Sarà finalmente fatta luce sul tipo e la quantità di sostanze pericolose disperse dargli impianti gestiti dalle Ferriere Nord, verificare se le misure adottate per trattenere i veleni rivenienti dalla fusione dei metalli sono sufficienti a garantire la salute pubblica e stabilire se lo stabilimento è compatibile con la vivibilità di un pezzo di città abitato da migliaia di persone.

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