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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


Diario


15 giugno 2011

La Basalicata ed i referendum

da Lucania Live http://www.lucanialive.it/

Ad urne chiuse, digerita la scorpacciata dei commenti sui referendum, contati quanti sono saliti sul carro dei vincitori, è giusto fare alcune riflessioni sul voto del 12 e 13 giugno in Basilicata.

Se ci pensiamo bene i quesiti sull’acqua e quello sul nucleare ci vedevano interessati come nessun altra regione. La Basilicata è una delle regioni più ricche d’acqua e in Basilicata c’è un deposito di materiali radioattivo molto pericoloso nella Trisaia di Rotondella.

Nelle settimane che hanno preceduto il voto referendario si è sviluppato un vivace dibattito intorno ad Acquedotto Lucano e di sponda sugli altri enti che si occupano del prezioso liquido e quindi il voto lucano avrebbe avuto una valenza ancora più interessante.

Per quanto concerne il nucleare la Basilicata è stata il simbolo della lotta al deposito unico di scorie e la marcia dei centomila a Scanzano è ancora oggi ricordata come la vittoria di un popolo intero contro la protervia dello stato centrale, anche se non è stato costruito il sito unico delle scorie in quel di Scanzano a pochi km dalle incantevoli spiagge joniche un deposito camuffato c’è, è quello all’interno del centro ENEA a Rotondella.

Quindi il ricorso alle urne per noi lucani assumeva un significato importantissimo. Com’è andata? Al di sotto delle aspettative considerate le premesse. Ma in tutti i casi anche la Basilicata ha superato il quorum. I 259.765 lucani che si sono presentati a votare rappresentano il 54,34 % degli aventi diritto ed il SI ha trionfato con oltre il 97 % per tutti i quesiti. I dati vanno interpretati e qualche considerazione è d’obbligo. Per prima cosa bisogna considerare che sono alcune migliaia gli studenti universitari ed i lavoratori “pendolari” sparsi per l’Italia e quasi nessuno è tornato a votare, in molti piccoli centri la maggioranza della popolazione è costituita da anziani che tradizionalmente non sono propensi a recarsi a votare.

Se poi andiamo ad analizzare i dati comune per comune ci accorgiamo che in molti centri non s’è superato il 50% dei votanti, in provincia di Potenza sono stati 37 in quella di Matera 12 che fanno un 37 % di comuni lucani al di sotto del quorum, mica pochi. Spulciando fra i nomi dei comuni le sorprese non mancano, per esempio il comune dove convivono con le barre di Elk River, Rotondella, ha visto un’affluenza del 43 % di votanti, mentre la palma di comune più menefreghista è andata ad Accettura con un misero 29 % di votanti.

Nei due capoluoghi di provincia è andata decisamente meglio, soprattutto a Matera con un eccellente 62 % a fronte del 58% di Potenza ma il comune più virtuoso è stato Rionero con quasi il 65 % dei votanti.

Prendiamo atto che la Basilicata è contraria alla privatizzazione dell’acqua e alla costruzione di centrali nucleari e depositi di scorie, appoggiamo i comitati civici che continuano a lottare per bonificare il sito della Trisaia di Rotondella ma non ci esaltiamo più di tanto e ricordiamoci che la Basilicata sta vivendo un dei momenti più bui della sua storia, a farci tornare con i piedi per terra, dopo l’esaltazione per i risultati dei referendum ci ha pensato la Banca d’Italia che nell’annuale rapporto sull’economia della nostra regione certifica uno stato di crisi persistente con una ulteriore perdita di posti di lavoro nel 2010 pari al 5,7 % e con un sistema industriale praticamente in disfacimento.

Mettiamo da parte l’euforia per la vittoria dei SI e cominciamo a pensare ad un modello di sviluppo credibile per portare la Basilicata fuori dalle sabbie mobili.


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13 marzo 2011

Ora più che mai NO AL NUCLEARE!!!








Le drammatiche notizie provenienti dal Giappone hanno già scatenato polemiche in Italia fra chi continua a perorare la causa nucleare e il popolo degli oppositori al ritorno all’energia ricavata dall’atomo.
L’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, un nome che diventerà familiare, come Chernobyl, mette a nudo le affermazioni degli affaristi nostrani secondo cui le nuove centrali nucleari sono super sicure.
Quanto successo in Giappone dovrebbe far meditare il Governo Berlusconi che vuol puntare sul ritorno al nucleare in una nazione dove i cittadini già si sono espressi con un referendum in modo abbastanza chiaro. Fra l’altro anche l’Italia, al pari del Giappone, è una nazione ad alto rischio sismico e non esente da alluvioni.

E se è vero che uno dei siti candidati ad ospitare le nuove centrali nucleari in Italia dovrebbe essere in Basilicata, nel metapontino si mormora, ritengo opportuno cominciare la mobilitazione per scongiurare questa sciagurata ipotesi.
Il nucleare sicuro, mettetevelo in testa voi assertori dell’energia “pulita”, non esiste, l’Italia e la Basilicata in particolare non sono luoghi idonei ad ospitare impianti che per un motivo qualsiasi possono “rompersi” e creare danni irreparabili al territorio e alle popolazioni.

http://www.dazebaonews.it/dazebao-news/societa/item/2347-nucleare-a-fukushima-il-terzo-incidente-pi%C3%B9-grave-nel-pianeta-ecco-gli-altri-casi






 


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16 maggio 2009

Per la Basilicata

E’ tempo per una nuova mobilitazione dei lucani. Si briga a tutti i livelli per mettercelo in quel posto. Io non ci sto e come me non ci stanno tanti cittadini, solo che occorre ri-aggregare tutte le persone, le Associazioni, i Movimenti che hanno per davvero a cuore il futuro della nostra amata terra.
Lo diciamo da tempo che la Basilicata è nel mirino di spregiudicati gruppi affaristici che con la scusa di attuare politiche ambientali ed energetiche stanno tentando di violentare il nostro territorio. Petrolio, mega-centrali altamente incompatibili con il territorio, discariche, rifiuti nucleari rappresentano la nuova frontiera dell’affarismo a spese dei lucani, sono all’opera lobbies e faccendieri di tutte le specie ed abbiamo una classe politica locale che non se definire complice o scellerata nell’avallare certe scelte o favorire insediamenti che non tengono conto della peculiarità della nostra Basilicata.
Ci si mette poi il Governo centrale che si accanisce in maniera sistematica, secondo me Berlusconi & soci non digerirono lo smacco del 2003 con la Lucania intera mobilitata nel rifiutare le scorie nucleari a Scanzano, ed ora ce la vogliono far pagare con gli interessi.
Sono anni che si opera chirurgicamente per creare le condizioni per “colonizzare” la terra di Basilicata in modo da poter permettere l’insediamento di tutte quelle attività che arrecherebbero tanti benefici a quegli imprenditori dei settori dell’energia, dello smaltimento dei rifiuti e di chi opera nel settore dei cosiddetti servizi ambientali e solo danni a noi lucani.
Ed allora si spiega perché nessuno muove un dito contro lo spopolamento della Basilicata, a nessuno frega un tubo se la quasi totalità delle giovani eccellenze lucane devono trovare lavoro fuori regione, nessuno si ribella perché la Basilicata viene tenuta nel completo isolamento e le tante infrastrutture di cui ha bisogno rimangono promesse dei vari governi che si susseguono.
Le uniche risorse che potrebbero portare ricchezza, la natura e l’ambiente stanno per essere compromesse irreparabilmente.
Tocca a noi lucani, alle persone sensibili e di buona volontà, mobilitarci per opporre una dura e fiera resistenza.
Mi rivolgo, quindi, agli amici di tante battaglie, alle Associazioni, ai Movimenti per sottoscrivere l’appello della OLA firmato già da tre Associazioni, che riporto qui in calce.
Chi vuol aderire faccia pervenire una mail a questo recapito:  adesioni@olambientalista.it

                                                                  __________

APPELLO
"NON TRASFORMATE LA BASILICATA IN COLONIA ENERGETICA E PATTUMIERA D’ITALIA"

La Ola Organizzazione Lucana Ambientalista, coordinamento apartitico di associazioni e comitati di cittadini e le associazioni firmatarie dell'appello "non trasformate la Basilicata in colonia energetica d'Italia" fa appello, ai cittadini, alla società civile lucana, alle Istituzioni e alle organizzazioni politiche e sindacali ancora sane affinché non venga portato a compimento il disegno di trasformare la Basilicata in colonia energetica e pattumiera d'Italia.
Infatti, di recente, Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo ha firmato sette decreti di pronuncia di compatibilità ambientale per opere considerate strategiche per lo sviluppo economico. I progetti riguardano cinque centrali termoelettriche tra cui le mega centrali di Salandra e Pisticci (Matera), rispettivamente delle società Basento Energia (400 MW) e della Sorgenia (800 Mw). 
Oltre alle due centrali termoelettriche in Val Basento, il ministro Prestigiacomo ha firmato il decreto VIA per il metanodotto Massafra-Biccari-Campochiaro che assieme al mega stoccaggio di gas russo dell'accordo ENIGazprom della Geogasstock, sempre in Val Basento, ed il distretto dell’Energia con le estrazioni di petrolio in Val d’Agri trasformano la Basilicata in “colonia energetica” d’Italia con le annesse servitù dei rifiuti industriali che stanno disseminando la regione di discariche chimiche di ogni genere.
Le associazioni firmatarie biasimano le dichiarazioni farneticanti degli esponenti di governo della Regione Basilicata che, in occasione dell’approvazione del nuovo Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale (PIEAR) hanno dichiarato di voler garantire "un futuro energetico compatibile e pulito per la regione senza il nucleare" smentite, proprio in questi giorni, dal presidente Carlo Bollino della società GSE (Gestore Servizi Elettrici) alla quale la Regione ha affidato la redazione del PIEAR. Il presidente della società GSE, in una dichiarazione resa alla stampa, ha infatti affermato che “con il nucleare sarà possibile alleggerire le bollette energetiche a beneficio per le famiglie con disagio sociale''.
Tali affermazioni preludono alla realizzazione del cimitero delle scorie radioattive in Basilicata che rappresenterebbe il colpo mortale per una regione già oltremodo ferita ed umiliata, così come testimonia l'approvazione al Senato del Disegno di Legge che rilancia il nucleare e stabilisce che le autorizzazioni ambientali alle compagnie petrolifere vengano rilasciate, in base al "federalismo coloniale", direttamente dal governo pro-dittatoriale in cambio del placet dei senatori lucani di entrambi gli schieramenti politici (Taddei, Digilio, Latronico, Viceconte, Bubbico, Antezza, Chiurazzi) sul "piatto di lenticchie" del governo Berlusconi rappresentato dagli sconti sulla benzina.
Le associazioni e le organizzazioni firmatarie auspicano che sia giunto il momento che i cittadini si sveglino e reagiscano contro il disegno che vuole negare il futuro alla Basilicata portato avanti da società private senza scrupoli che attraverso l'occupazione militare del territorio rischia di provocare danni alla salute e danni irreparabili all'ambiente.

Associazione “Ambiente e Legalità Onlus”
Greenpeace Italia 
Movimento NoScorie Trisaia

Accademia Kronos Basilicata
Forum Ambientalista
Centro d'Arte e Cultura Delta
WolfEmergency
Noi Cittadini Lucani
Comitato No Oil Lucania
Comunità Lucana
Radicali lucani
Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto
Accademia Kronos Nazionale
Associazione Lucana Internazionale
Comitato per la Difesa di Bosco Mangarrone
Gruppo Peacelink Basilicata
Associazione Culturale I Calanchi
Associazione Culturale Allelammie
Comitato per la Difesa dell'Appennino Lucano
Io, Isabella International Film Week
Associazione Pro Loco di Grottole
Associazione Culturale LucaniArt Onlus
Comitato Lucano per il Controllo delle Scelte Energetiche
Comitato per il No alle Antenne Selvagge nel Lagonegrese
Libero Sodalizio per il Vulture
CoSA Comitato Salute Ambiente Pollino
CARC Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo
Associazione LucanINatura A.L.I.N.
Comitato Piani dela Cardillo-Poggio Cavallo per la tutela della salute dall'inquinamento elettromagnetico
ALTURA Associazione per La Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti
Italia Nostra Crotone
Associazione politico-culturale "di Sinistra", Potenza
Sindacato IUNI Scuola
Associazione Teerum Valgemon Aesai


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14 maggio 2009

Giu le mani dalla Basilicata

Sono fermamente contrario alla produzione di energia nucleare, sono altresì contrario all’eventuale scelta della Basilicata per la costruzione di una centrale e/o di un deposito di scorie. La Basilicata paga un altissimo tributo in termini di danni ambientali per la presenza del più grande giacimento di petrolio in Europa su terra ferra ferma.
Non c’è compensazione che tenga, di ieri la notizia della “spartizione” delle royalties per le estrazioni del 2008, oltre 100 milioni di euro che non cambieranno la condizione di vita dei lucani, anzi rovineranno sensibilmente il territorio interessato dalle estrazioni.
E’ sotto gli occhi di tutti la spaventosa crisi che attanaglia la Basilicata da alcuni anni, emigrazione, spopolamento, povertà questi i frutti della scellerata politica devastatrice della nostra regione che le royalties percepite in questi anni non ha frenato.
In merito alle faccende nucleari tornate in primo piano eccovi un esaustivo comunicato stampo di OLA – Organizzazione Lucana Ambientalista

RITORNA LO SPETTRO NUCLEARE IN BASILICATA TRA AFFARI DI SOCIETA’ PRIVATE ED INCIUCI POLITICI

Con cadenza storica (1963-1978–2003) ritorna in Basilicata lo “spettro nucleare”. Questa volta però la strategia dei nuclearisti ad oltranza è mutata. Il governo deciderà l’ubicazione dei siti dopo aver elargito le royalties ai Comuni pagate dai contribuenti attraverso la bolletta della luce (componente A2). Questa volta però c’è l’aggravante che a gestire la partita nucleare saranno direttamente le società private, ovviamente finanziate dallo Stato. Infatti proprio ieri il Senato ha dato “carta bianca” al governo Berlusconi di decidere entro sei mesi i siti che dovranno ospitare le nuove centrali nucleari e quelli che saranno sede dei depositi provvisori-definitivi ove stoccare le vecchie e le nuove scorie radioattive ed il combustibile riprocessato all’estero che dovrà tornare in Italia entro il 2017.
La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini ed il movimento antinucleare No Scorie Trisaia nel giudicare gravissimo quanto accaduto ieri al Senato, denunciano come si sia ripiombati nel passato, esattamente nel 2003, allorquando a Scanzano Ionico il governo Berlusconi decise di realizzare il cimitero di scorie nucleari, in barba ad ogni forma di democrazia e sopra le teste degli ignari cittadini. 
Il Senato della Repubblica, dando delega al governo, in pratica segue la stessa metodologia dell’imposizione militare e della procedura accelerata di VIA unica, superando le competenze degli enti regionali e locali proprio mentre esponenti della maggioranza di Governo, nel proclamare metodi democratici, in realtà attuano un iter dittatoriale e militare. 
La Ola e No Scorie Trisaia non possono in proposito non evidenziare un “inciucio nucleare” tra maggioranza di governo ed opposizione: da un lato vi è stato il voto favorevole dei senatori lucani del PDL e dall’altro un comportamento ambiguo delle opposizioni che, nel mentre a parole si dichiarano contrari al nucleare, fanno votare ed approvare dal Senato due emendamenti che aumentano le royalties ai Comuni ospitanti e quelli confinanti i siti nucleari ed attribuendo i relativi oneri delle royalties direttamente alle società concessionarie degli appalti. Questa procedura evidenzia come il disegno del Governo sia quello di ritornare sui siti nucleari esistenti o nei territori delle Regioni che già li ospitano, anche contro il parere delle Regioni, in quanto equiparati ad installazioni militari oscurando l’informazione sul loro funzionamento resa pertanto inaccessibile ai cittadini.


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2 novembre 2008

Giù le mani dalla Basilicata!

E’ in atto contro la Basilicata un assalto senza precedenti da parte dello Stato che tende a minare la qualità della vita dei lucani autorizzando iniziative nel campo dello stoccaggio dei rifiuti pericolosi, per l’estrazione del petrolio, per la costruzione di centrali nucleari e per lo stoccaggio delle scorie, per la costruzione di centrali elettriche che utilizzeranno il legno degli alberi dei nostri boschi, per lo stoccaggio del gas proveniente dai paesi produttori.
E’ di questi giorni la notizia di una legge dello stato che sottrae alle regioni il potere negoziale con le compagnie petrolifere per aprire nuovi pozzi. Una decisione gravissima in quanto consegna gran parte del territorio lucano alle multinazionali del petrolio e regala alla Basilicata inquinamento e danni alla salute e non certo sviluppo e benessere!
Una notizia fresca fresca è che il Ministero dell’Ambiente avrebbe già pronta la VIA (Valutazione di impatto ambientale) per la costruzione di un megadeposito per lo stoccaggio del gas russo in Valbasento. Si attende la conferma da parte del nostro assessorato regionale all’ambiente.
Dopo lo stop al progetto del mega stoccaggio di gas da 1 miliardo di metri cubi nei pozzi dismessi di petrolio e gas della Val Basento loc. Cugno Le Macine-Serra Pizzuta (Comuni di Salandra, Ferrandina e Pisticci) da parte dell'ex Ministro dell'Ambiente del 2007, con pubblicazione del nuovo annuncio VIA sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 14 marzo 2008 e l'integrazione per la procedura VIA da parte della Società Geogastock con sede a Parma nei mesi di maggio-giugno 2008, la Basilicata è sempre di più in mano ai grandi interessi delle multinazionali dell'energia, questa volta russe, confermandosi snodo energetico e di produzione di idrocarburi d'Italia e d'Europa.
La regione sarebbe attraversata da oleodotti, condotte per lo smistamento del gas, uno scempio.
Questa notizia giunge dopo che si è appreso che l’Enel procederà a riattivare la vecchia centrale del Mercure sul Pollino che brucerà tonnellate di legna rivenienti dal taglio dei boschi e forse la spazzatura prodotta nei paraggi.
Per non dire del mega centro stoccaggio oli che sta sorgendo a Tempa Rossa nella valle del Sauro.
Anche la questione nucleare con il governo che ha deciso di riprendere i progetti di costruzione di nuove centrali, con tecnologie non certo nuovissime (le centrali quarta generazione non sono ancora pronte per essere realizzate) e proprio sulla Basilicata si accentrano le attenzioni per impiantarne una.
Vi ricordo che una centrale nucleare, secondo il vecchio piano degli anni '70 dell'allora Cnen, oggi Enea, al quale sembra attingere l'attuale governo, è prevista lungo la foce del nostro fiume Sinni e che, al di là di ogni discorso, questa centrale avrà bisogno anche di 180 milioni di mc di acqua all'anno, il 40 per cento della quantità di acqua contenuta a pieno regime nella diga di Senise.
Per opporsi al ritorno del nucleare in Italia vi invito ad aderire ad una petizione on line che si trova a questo link http://www.perilbenecomune.org/index.php?mod=petition 
Avete capito perché lo spopolamento in atto nella nostra regione non è contrastato, anzi è in atto un disegno criminale per favorire lo svuotamento dei nostri territori per avere carta bianca per fare gli interessi di lobbies di tutti i tipi, di inquinare a piacimento. Altro che Basilicata verde! Basilicata pattumiera d’Italia! Dopo tanti anni di attesa era stato varato il Parco della Valdagri e degli Appennini lucani, in questi giorni il Governo, senza consultare la Regione, ha nominato un fidatissimo Commissario, ing. Totaro, esponente di spicco di Forza Italia, che sicuramente avrà ricevuto l’incarico di trasformare il Parco, la nuova denominazione potrebbe essere Parco del Petrolio lucano…..
F
ermiamoli!


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