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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


Diario


8 settembre 2013

Se fossi al posto loro.....

Pensieri domenicali di un ingenuo sognatore.

Tutti coloro che stanno in politica nelle Istituzioni e che stando all’opposizione cercano di smantellare il “lavoro” di chi amministra o governa accusando chi detiene le leve del potere di fare favoritismi, di assumere o far assumere parenti ed amici, di assegnare incarichi senza selezioni a qualcuno a loro molto vicino……. a costoro dico di non limitarsi a denunciare solamente questi inciuci…..

Si sa che i favoritismi sono il cancro della democrazia, tu fai un piacere a me io ricambio con il mio voto, quello dei famigliari e degli amici……

Se io fossi un consigliere di opposizione di un qualsiasi Ente, chessò Comune, Provincia, Regione utilizzerei i poteri ispettivi che si danno agli eletti e chiederei di avere tutte le carte relative alle forniture, verificherei se sono state fatte gare, avrei la mappa di chi sono le ditte che eventualmente sono favorite….. stessa cosa farei per capire perché questo o quell’ incarico professionale è stato dato a questo piuttosto che a quello….. e via discorrendo…… in questo modo si smaschererebbero le varie filiere corte, i familismi amorali…… per i concorsi espletati dagli enti andrei a mettere il naso negli elaborati, vorrei capire chi sono i commissari e con quale criteri sono stati nominati….

Se si avesse questa volontà chissà quanti disonesti sarebbero stanti mandati a casa….


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1 febbraio 2013

Le maschere di Teana, l'ultimo libro di Rosario Castronuovo



Rosario Castronuovo è uno dei tanti lucani che da anni vive lontano dalla sua terra ma non ha mai tagliato il cordone ombelicale che lo lega alla Basilicata ed al suo paese natio, Teana.

Artista poliedrico che spazia dalla pittura alla poesia per dedicarsi, ultimamente, anche alla narrativa.

Molto intensa l’attività artistica di Rosario, ha cominciato a pubblicare raccolte di poesie, è del 2001 l’esordio con “Il figlio di Giovanni”, partecipa con successo a concorsi e rassegne nazionali ottenendo numerosi premi e riconoscimenti, di rilievo il successo in una rassegna lucana, nel 2010, ha infatti trionfato nella sezione “poesia”, al “Premio letterario Città dei Sassi”.

Ricorrente in tutte le sue espressioni artistiche il riferimento al suo paese d’origine, un malinconico amarcord ora esplicitato in struggenti versi ora raffigurato sulle tele con colori “caldi” passando a raccontare squarci di vita vissuta in una infanzia ancora viva nei suoi ricordi.

Per la prima volta Rosario Castronuovo affida ad un editore lucano, Altrimedia Edizioni di Matera, la pubblicazione di un volumetto in cui affonda la penna nei ricordi del carnevale nella “sua” Teana. L’opera si intitola “Le maschere di Teana”, ed è stato pubblicata nel mese di dicembre 2012 ed è la “ricostruzione” di memorie oggi affievolitesi, sono un tuffo nelle tradizioni carnevalesche riferite al periodo dell’infanzia, siamo negli a’60 del secolo scorso, rivissute con nostalgia.

Scorrono immagini appena sbiadite condite da canzoni popolari che nessuno s’è curato di trascrivere e sono frutto di rievocazione a tratti incomplete ma che da oggi possono essere tramandate a futura memoria. Le maschere più importanti del carnevale teanese sono Carnevale, il prototipo del fannullone dedito ad ubriacarsi più che a lavorare, vittima predestinata della mascherata, la consorte Quaresima, il Pezzente che raffigura la povertà, il Portafortuna, un giramondo che va in giro per le feste di paese a “vendere” la fortuna che un pappagallino che porta in gabbia estrae da un cassettino.

Teatro della mascherata sono i vicoli del paese con la rappresentazione finale nella piazza secondaria, quella principale non può essere utilizzata per questa sorta di rito pagano.

Oltre a descrivere con dovizia di particolari le varie fasi in cu è suddivisa la mascherata Rosario Castronuovo rievoca uno spaccato della vita di un borgo contadino, particolarmente toccante il rito della serenata propedeutico al fidanzamento.

Il volumetto si legge tutto d’un fiato e regala un paio d’ore di full immersion in una realtà ormai scomparsa.

L’attività artistica di Rosario si può seguire sul sito internet a questo link

http://www.iltoccodelsilenzio.com/

La sua ultima opera, Le Maschere di Teana si può acquistare sul sito IBS

http://www.ibs.it/code/9788896171653/castronuovo-rosario/maschere-teana.html


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9 luglio 2012

Lucania

 

Un omaggio di un grande lucano alla sua terra.



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18 febbraio 2012

Rocco Papaleo: un fenomeno lucano

 

Da tempo immemorabile per una settimana a febbraio l’ombelico del mondo gossipparo si trasferisce sulla riviera ligure in quella Sanremo città dei fiori che ha appaltato alla RAI l’organizzazione del Festival che teoricamente dovrebbe riguardare la canzone italiana ma che invece sul palco più inflazionato della penisola si esibisce il variegato mondo dello spettacolo che approfitta dello share che schizza in alto per alimentare un altro festival, quello dell’apparenza. Ci ha pensato un Celentano forse troppo fuori le righe per alimentare furiose polemiche a causa delle invettive sputate addosso alla stampa cattolica e per ribadire il suo impegno sociale ormai un po’ scontato contro la guerra, la povertà e per riaffermare il suo impegno a farvore dell’ambiente e della natura. Stavolta il molleggiato ha esagerato e le polemiche divampano. Per fortuna quest’anno Gianni Morandi s’è voluto accompagnare ad un eclettico Rocco Papaleo, il vero trionfatore del festival.

L’artista di Lauria è riuscito con la sua bravura e con la sua straordinaria simpatia a calamitare su di se elogi e consensi unanimi da parte dei critici canzonieri e non, ha contribuito a stemperare le feroci polemiche ingenerate dall’esibizione di Celentano.

Ormai Rocco è l’idolo della stampa, i complimenti per il modo con cui ha calcato le tavole dell’Ariston, si sprecano; nei talk show pomeridiani, nei programmi di intrattenimento, e su tutte le radio non fanno che magnificare le gesta del lucano più noto del momento.

Ovviamente il successo di Papaleo ha risvegliato l’ormai sopito orgoglio lucano e più di qualcuno, fra il serio e il faceto, si augura che Rocco possa scendere in politica ed occupare lo scranno più prestigioso delle Istituzioni.

Si sa che quando il successo arride c’è sempre chi comincia tirare per la giacca colui che è stato baciato dalla popolarità.

Ed ecco che ritornano le polemiche sui finanziamenti da parte di Total al bellissimo film di Papaleo, quel Basilicata coast to coast che ha contribuito a far conoscere la nostra terra ad un sacco di persone, facendo molto meglio delle costose promozioni dell’APT.

Quest’anno qualcuno tira in ballo la sponsorizzazione da parte di ENI al festival, qualcuno sostiene che Rocco abbia preso sodi dalla compagnia che sta spertugiando la Basilicata.

Io credo che le questioni vadano separate, il bravo attore/regista/conduttore va valutato per i suoi meriti artistici, che non sono di poco conto, va apprezzato il suo amore per la propria terra, a prescindere dei danni ad essa arrecati da scellerate scelte politiche che consentono di avvelenare quella terra magnificata dal nostro Rocco.

Non credo che Rocco Papaleo sia al soldo delle compagnie petrolifere e in tutti i casi non gli tocca prendere posizione, almeno non dal palco di Sanremo, sulle problematiche ambientali afferenti allo sfruttamento delle viscere della Basilicata che consentono alle compagnie di arricchirsi e ai lucani di avvelenarsi.

Teniamo separate le vicende, apprezziamo le doti artistiche di Rocco Papaleo e godiamo insieme a lui per il successo che si è guadagnato, siamogli grati per aver reso un servigio alla sua terra citandola e facendola diventare famigliare alla sterminata platea degli spettatori del Festival.

Da ambientalista integralista quale mi ritengo continuerò, in separata sede, le battaglie contro tutti quegli scellerati accordi che prevedono incremento di produzione di petrolio da estrarre nella nostra regione.


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26 settembre 2011

L'entusiasmo fuori luogo del PDL lucano per la "card" fantasma.....

Gli ineffabili onorevoli Latronico e Taddei tornano a magnificare la ormai famigerata “card carburanti” ora che è scaduto il termine per richiederla presso gli uffici postoli lucani.

In un comunicato diffuso alla stampa i due parlamentari del PDL esprimono viva soddisfazione per il successo dell’iniziativa confermata da 270.000 adesioni da parte dei patentati lucani.

I due rappresentati del popolo lucano eletti nelle fila del centrodestra in maniera esageratamente euforica enfatizzano “l’eccezionale” successo raggiunto grazie al loro impegno.

Io continuo a rimanere scettico per tutta una serie di motivi che ho già più volte espresso ma che ritengo utile ribadire per contrastare la fuorviante eccitazione dei rappresentanti in Basilicata del partito di Berlusconi.

Si continua a ribadire che i lucani “contribuiscono in modo sostanzioso al fabbisogno energetico nazionale” però non ci spiegano perché il risarcimento è stato dato solo ha chi ha la patente. E gli altri? Discriminati vergognosamente.

Abbiano almeno il coraggio Latronico e Taddei di ammettere che almeno le modalità di elargizione del “risarcimento” sono state  sbagliate, non solo per l’esclusione di moltissimi lucani ma anche per la scelta di elargire la regalia affidandosi ad un circuito di carte di credito ed affidando alle inaffidabili Poste Italiane il compito di istruire la pratica, non dimenticheranno in molti le insopportabili code agli sportelli nel cuore dell’estate……

Per intanto prendiamo atto che un quarto degli aventi diritto non s’è recato alle poste a fare la fila, di sicuro fra di loro ci sono tutti i benestanti lucani che della somma destinata ad essere caricata sulla Card se ne fanno un baffo ma in molti non se la sono sentita di affrontare un sicuro disagio.

Ora fateci capire, onorevoli Latronico e Taddei, che succederà? Il ricorso della Regione Veneto sarà accolto? Se si che cambia per i lucani? E, soprattutto, quando si potranno utilizzare i soldi che verranno caricati sulla Card?

Nel frattempo che riceveremo queste risposte prendiamo atto che una larga fetta di opinione pubblica ritiene che il “risarcimento” ai lucani poteva essere dato in maniera differente, non passa giorno che sulla stampa non si legge di proposte che “consigliano” di destinare diversamente quest’elemosina.
Per il momento prendiamo atto che un altro anno è passato, che la benzina i lucani non la pagano la metà, così come era stato garantito, che la Basilicata continua ad essere spertugiata dai petrolieri senza che vi sia traccia dei monitoraggi sbandierati, tanta gente convive e continua a vivere pericolosamente troppo vicino agli impianti petroliferi, che l’inciucio chiamato Memorandum potrebbe consentire ulteriori devastazioni, che sempre più lucani fanno la valigia perché il petrolio non ha portato lavoro e benessere che venne garantito……

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