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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


Diario


3 settembre 2013

Disperatamente cercasi salvatore della patria

 

Credevo che con la fine delle vacanze il tormentone sulla scelta di chi candidare a Governatore della Basilicata si sarebbe esaurito. Chiusi ombrelloni, con ancora il sapore in bocca delle prelibatezze lucane assaggiate nelle tante sagre, ci ritroviamo ancora a non conoscere il volto del novello salvatore della patria…… che tristezza…..

Nel mentre ci si accapiglia, si discute, si tratta, si ricatta, ci si propone, la nostra povera Basilicata sprofonda sempre più nel baratro. In questi giorni la truppa degli emigranti si ingrossa per la partenza dei neodiplomati che nella stragrande maggioranza dei casi snobba l’Università lucana e preferisce andare a formarsi nelle più prestigiose Università italiane, altri probabili emigranti sono quelli delle maestranze delle aziende che chiudono i battenti o i negozianti dei piccoli esercizi commerciali che chiudono, statistica alla mano, al ritmo di 7- 8 al giorno.

Ebbene in questo scenario devastante le pagine dei giornali, i TG ed i siti web di informazione di che cosa parlano? Del candidato del PD che non si riesce a tirar fuori, dei problemi del centrodestra che non riesce a fare una coalizione, dei centristi che un giorno sterzano a destra e il giorno dopo virano a sinistra, la querelle di M5S che non si capisce come sceglierà i candidati e se devono allearsi con i “movimenti”……non passa giorno che non scende in campo un nuovo soggetto politico con l’immancabile condottiero, leggo stamattina dell’entrata in pista del sindaco di Craco…

In questo scenario politico desolante il povero elettore si perde. In molti intervengono nel dibattito politico, ma in molti casi si contribuisce a generare confusione fra gli elettori…..

Si continua a girare intorno alla questione morale e sull’opportunità di ricandidare gli indagati di “scontrino poli” e si sono creati due schieramenti contrapposti fra puristi e garantisti, non è svanita la polemica nei confronti di Folino che vuole, o forse voleva, tener fuori gli indagati, la parola rinnovamento ha uno strano significato per i nostri politici se è vero, come è vero, che sono scesi in campo vecchie conoscenze del panorama politico……

E’ la guerra interna al PD che fa consumare fiumi di inchiostro, continui colpi di scena con candidati bruciati, accordi e ricatti che si fanno e sfanno…..

A latere del dibattito politico le questioni ambientali, si parla dei tanti disastri consenti da quella classe politica che ci ha governato svendendo territori e salute dei lucani senza pretendere nulla come contropartita…….


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18 novembre 2012

Alle urne come al patibolo




Se ho bel capito il 10 marzo gli italiani saranno chiamati ad eleggere il nuovo parlamento.

Quello che non ho capito con quale sistema elettorale. Sono almeno quatto anni che si discute di cambiare legge nota come “porcellum” che di fatto ha espropriato i cittadini dal diritto di scegliersi chi lo deve rappresentare alla Camera o al Senato, ma oltre alle chiacchiere non s’è prodotto altro.

Un Parlamento di “nominati” ha portato l’Italia sull’orlo del baratro ed a salvarla è stato chiamato un governo tecnico capeggiato dal professor Monti, espressione del mondo bancario e composto da professori, per lo più provenienti dalla Bocconi. A Monti bisogna riconoscere una capacità ed un carisma internazionale che di fatto ha salvato gli italiani dal disastro. I primo provvedimenti sono stati digeriti da tutti, serviva un sacrificio e gli italiani mostrarono comprensione, poi però i tecnici hanno cominciato ad esagerare ed hanno portato il paese in recessione ed ora non si vede come e quando si potrà uscire da questo pantano. Un Governo, si badi bene, appoggiato dai due principali partiti che fino all’anno scorso erano su schieramenti contrapposti….. mai visto un governo, anche se definito “tecnico” appoggiato da maggioranza ed opposizione….. per formare una strana maggioranza…. Boh…non capisco ma mi adeguo.

Tutti si lamentano della pressione fiscale, e tutti hanno ragione ma a me, povero ignorante sfuggono i principi che regola la moderna economia.

Gli imprenditori si sentono soffocati da un fisco opprimente che li costringe a de localizzare la produzione nei paesi emergenti o, in tanti casi, a chiudere le attività.

I cittadini, anch’essi vessati dal fisco, non stanno meglio, in tanti perdono il posto di lavoro, in tanti campano di stenti con gli ammortizzatori sociali, le sempre minori disponibilità economiche fanno diminuire gli acquisti e ciò causa la perdita di ulteriori posti di lavoro.

Siamo alla classica situazione del cane che si morde la coda.

In questo panorama desolante si inserisce la campagna elettorale che durerà almeno quattro mesi.

Tutta questa voglia di andare a votare gli italiani proprio non ce l’hanno. Lo abbiamo capito dall’esito della votazione per le regionali siciliane dove oltre il 50% degli elettori ha snobbato i seggi.

Come si fa ad avere fiducia in questo sistema? Un sistema dove i partiti hanno fatto il bello e cattivo tempo e gli scandali scoppiati a macchia di leopardo in tutta la penisola non hanno fatto altro che allontanare ulteriormente gli italiani dalla politica o li spingono a votare il movimento creato dal comico Beppe Grillo.

Tutti s’affannano a definire il movimento capeggiato da Grillo “antipolitica”, già perché l’attuale sistema basato sulle ruberie come la vogliamo chiamare?

Le ideologie ormai si sono dissolte, destra, sinistra, comunismo sono concetti astratti o privi di significato e tutti i politici che hanno portato la nazione a rischiare il fallimento sono ancora tutti li a chiedere il voto. Nascono nuovi partiti, qualcuno travestito da “fondazione”, l’ultimo a scendere in campo Montezemolo….. non se ne può più….

Sinceramente in tutto questo marasma è difficile capirci qualcosa e la previsione che parla di oltre il 50% di astensionisti sarà realtà e all’orizzonte c’è l’ingovernabilità, ed i “mercati” provvederanno a sotterrare ancor di più l’asfittica economia di quello che una volta era il “bel paese”….


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1 marzo 2010

Elezioni regionali: pronti via!

Con la presentazione delle liste prende corpo il lotto dei partecipanti alla competizione elettorale del 28 e 29 marzo prossimi. Dopo schermaglie, scaramucce, liti, zuffe, riappacificazioni il teatrino della politica va in scena ufficialmente.

Le scorse settimane sono state ricche di avvenimenti propedeutici alla formalizzazione delle liste, gli schieramenti in competizione delineano un quadro politico strano e complesso. Saranno 5 i candidati presidenti, ai tradizionali poli di centrosinistra, con la riconferma del Presidente De Filippo e centrodestra, che dopo lunghe diatribe presenta l’attuale capogruppo in Consiglio Pagliuca, si aggiungono la novità di “Io amo la Lucania” capeggiata da Magdi Cristiano Allam, per una settimana egli è stato il candidato del PDL mentre ora è sceso in campo in autonomia e sicuramente sottrarrà consensi al centrodestra soprattutto nel melfese dove il Sindaco di Melfi, alleatosi con Allam, detiene numerosi consensi; la sinistra dilaniata e divisa si presenta con tre, quattro, se vogliamo considerare di sinistra i socialisti, liste di cui solo una in opposizione al centrosinistra, è il Partito comunista dei lavoratori che presenta come candidato presidente Doino, quinto candidato alla presidenza, Marco Toscano, un rappresentate dell’Associazione Sui generis attiva nel movimento studentesco.

Dispiace che i Radicali e Comunità Lucana non siano riuscite a raccogliere le 2000 firme necessarie per presentare propri candidati, tante e di qualità le battaglie a difesa della natura e della salute dei lucani sono state combattute dai Radicali con in testa il battagliero segretario Bolognetti e non meno importante l’attività di Comunità Lucana.

Poco prima della chiusura della legislatura, con un atto estemporaneo e populistico, dopo che per 5 anni i consiglieri hanno “dormito”, all’unanimità avevano abolito il cosiddetto “listino” rifugio per raccomandati che con il premio di maggioranza sedevano in consiglio senza fare campagna elettorale, l’impugnazione dell’atto da parte del Governo ha consigliato una rapida marcia indietro. Il centrosinistra ha però di fatto confermato l’abolizione del privilegio candidando i parlamentari della coalizione che si dimetteranno e lasceranno il posto ai candidati delle liste. Un atto apprezzabile e, una volta tanto, coerente.

Nel mentre le segreterie dei partiti erano al lavoro per la presentazione delle liste si svolgeva un vivace dibattito politico che ha messo il pepe all’inizio della campagna elettorale.

La discesa in campo di Allam ha scompigliato le carte al centrodestra, il parlamentare europeo ha scoperto di avere un amore sviscerato nei confronti della nostra terra ed era riuscito a farsi “nominare” da Berlusconi in persona candidato del centrodestra ricevendo anche il battesimo di prestigiosi esponenti locali del PDL, poi, dopo una settimana di chiacchiericcio, riunioni, controriunioni, la sconfessione e la scelta di Nicola Pagliuca quale candidato del centrodestra. Ma Allam non si è arreso ed è sceso in campo lo stesso, autonomamente, a beneficiare di tale scelta sarà sicuramente il presidente uscente De Filippo. A margine della candidatura di Allam s’è consumato un altro clamoroso strappo, quello di Ernesto Navazio con i suoi alleati del PDL. Dopo che il Sindaco di Melfi ha annunciato l’apparentamento con la lista di Allam la dirigenza del PDL ha lavato i panni sporchi in pubblica piazza ponendo le basi per un quasi sicuro insuccesso del centrodestra.

Prima della formalizzazione delle candidature vasta eco ha ricevuto l’intervento del Presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata, monsignor Superbo, da sempre vicino alle vicissitudini delle genti lucane, a margine della pubblicazione di un documento dei vescovi del sud sulla situazione polito-sociale del mezzogiorno. L’alto prelato ha bacchettato senza mezzi termini la classe politica lucana accusata senza tanti giri di parole di essere “inadeguata” ai bisogni dei lucani, e vede in pericolo nella nostra regione democrazia e giustizia, accusa non tanto velatamente i politici lucani di “scambiare i diritti per favori”, una critica severissima sulla quale tutti gli schieramenti si sono dichiarati d’accordo e nessuno, beati loro, s’è sentito chiamato in causa.

Sempre in questi giorni l’ISTAT ha pubblicato la tradizionale relazione sull’andamento demografico in Italia e dalla lettura dei dati c’è la conferma che in Basilicata il trend negativo prosegue, i lucani sono sempre di meno e sempre più anziani; anche su questi dati si sono sviluppate delle vivaci discussioni ma nessuno s’azzarda a dire che questo decremento continuo in Basilicata è una bomba ad orologeria che prima o poi deflagrerà. Si è ripetuto, fino alla noia che la povertà è in aumento e che sono troppi i giovani che vanno via dalla Basilicata in cerca di lavoro.

La settimana scorsa era prevista la pubblicazione della “Relazione sanitaria” della regione Basilicata, il documento non è stato diffuso nella sua interezza ma è stata resa nota una sintesi, qualcuno maligna che i dati sono troppo negativi e potrebbero influenzare gli elettori prossimi ad andare a votare, in effetti i dati forniti alla stampa fotografano una regione non in buona salute, con malattie gravi in aumento, i tumori, per esempio, nel resto d’Italia sono in regressionecurva tendenziale viaggia nell’esatto verso opposto. Ed ecco che i dati sulla salute dei lucani si incrociano con la “questione ambientale” che ha tenuto banco negli ultimi mesi. Sono state fatte denunce di una gravità inaudita che hanno visto indifferenti i vertici politici regionali che invece di preoccuparsi della salute dei lucani messa a repentaglio praticano la politica del “tutt’apposto”….. Il caso più clamoroso è rappresentato dall’inquinamento delle falde acquifere causato dal termodistruttore FENICE nella piana fra Melfi e Lavello, terra a vocazione agricola da sempre, inquinamento presente da un anno e che è stato clamorosamente nascosto alla gente. Per non parlare dell’inquinamento causato dal Centro Oli a Viggiano dove i governanti lucani si sono premurati di firmare accordi che prevedevano un monitoraggio da effettuarsi già da oltre 10 anni ma non si sono mai curati di farli rispettare. Continua su tutto il territorio regionale un’autentica lotta di resistenza da parte di tante comunità che si oppongono alla costruzione di “presunti” impianti per la produzione di energia ma che invece la gente ritiene pericolosi per la salute, un esempio per tutti la centrale del Mercure nel bel mezzo del Parco del Pollino! costante e qui da noi, invece, la

Volendo fare una istantanea della Basilicata di oggi possiamo descriverla così: una terra dalle grandi possibilità, risorse naturali in abbondanza da sfruttare meglio turisticamente, attraente dal punto di vista dello sfruttamento energetico con i pozzi di petrolio, i parchi eolici, sempre meno abitata e quindi adatta anche ad ospitare una impianto nucleare, con una popolazione mite e remissiva dove la risorsa “giovani” non esiste più perchè in costante emigrazione, con un tessuto economico in disfacimento, carente di infrastrutture (strade, ferrovie, porti, banda larga) quindi non appetibile per eventuali investitori, l’isola felice, in sostanza, non c’è più.

Non ci resta che attendere il responso delle urne consapevoli che i 30 eletti avranno un occhio di riguardo alla propria poltrona e in seconda battuta alle esigenze dei lucani, anche per i non eletti, i trombati, ci sarà lo zuccherino delle postazioni nei tanti enti sub regionali.

I lucani di buona volontà si augurano un reale cambiamento, una inversione di rotta, l’abbandono del consociativismo, dei clientelismi, dei finanziamenti a pioggia, che si instauri un dialogo costruttivo con il governo centrale per favorire l’uscita della Basilicata dall’atavico isolamento e cominciare ad aprire i cantieri delle opere infrastrutturali. Mi travesto, per una volta, da politico e chiedo a chi governerà la Basilicata di studiare un provvedimento che permetta di attrarre investitori, si facciano fruttare le “nostre”risorse energetiche per produrre energia da “regalare”, per almeno vent’anni, a chi decide di aprire un’azienda in Basilicata. Personalmente sono contrario, molto contrario, alle estrazioni petrolifere sul suolo lucano ma, realisticamente, capisco che non si potranno fermare le trivelle, almeno quelle già in funzione, ma si può pretendere che il piatto di lenticchie rappresentato dal misero 7 % di royalties sia per lo meno raddoppiato e il surplus sia utilizzato per “regalare” energia a chi investe in Basilicata.


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31 dicembre 2009

Il 2010 dei lucani: ca a Maronna c'accumpagn....

http://astronik.ilcannocchiale.it 

Mancano meno di tre mesi alle elezioni che designeranno la classe politica che si prenderà cura della Basilicata, il percorso che porterà alle urne è pieno di cantieri. Mai come oggi la politica lucana ha avuto tanti fermenti, è un fiorire di iniziative sia da parte dei tradizionali partiti che per opera di neonate associazioni, fondazioni o dei movimenti di semplici cittadini.
Sta di fatto che il povero (in tutti i sensi…) elettore lucano, se non ci saranno ripensamenti, avrà di fronte una scheda elettorale simile ad una carta geografica.
Proviamo a riepilogare e ad ipotizzare le probabili formazioni che scenderanno in campo, molto più difficile capire oggi la composizione delle coalizioni. Pare che il cosiddetto “listino” verrà abolito e quindi non ci saranno posti di privilegio per nessuno, verificheremo se questa eventualità si concretizzerà, chissà perché questa mini riforma viene varata in zona Cesarini, misteri della politica o “sollecitata” da qualche personaggio in odore di epurazione.
Se non succederanno eventi clamorosi il centrosinistra dovrebbe ricandidare il Governatore uscente De Filippo, oggi militante nel Partito Democratico, quindi il partito venuto fuori dall’unione di DS e Margherita è uno dei contendenti sicuri. Dall’altro lato il PDL che ha unito (si fa per dire) AN e FI sarà il faro del centro destra. Sicuro partecipante alla competizione sarà l’UDC in odore di accordo con il PD. Anche l’IDV sarà in gara quasi sicuramente apparentato al PD sempre che gli altri futuri alleati non abbiano da ridire e sempre che al loro interno si mettono d’accordo sul da farsi. 
isogna capire poi come si evolvono le cose al centro dove risulta difficilissimo star dietro alle trasformazioni, alle aggregazioni, alle new entry, agli accordi, alle fusioni.
Democrazia Cristiana (di cui si ignora la reale consistenza numerica), Rosa Bianca, Federazione di Centro, Movimento per le Autonomie, Popolari Uniti, Grande Lucania e Io Sud insieme per le prossime elezioni, Alleanza per l’Italia, Comunità Lucana, Rifondazione Comunista, Partito Comunista d’Italia, Sinistra e Libertà, Socialisti (di destra e di sinistra!!!), Radicali e sicuramente me ne dimentico qualcuno, sono gli altri partiti che affolleranno la tornata elettorale.
Proliferano nuovi soggetti (associazioni, fondazioni, movimenti) che potrebbero in qualche modo entrare nella competizione elettorale, Pinguini Lucani del manager Pietro De Sarlo, Fare Basilicata messa in piedi dall’ex presidente di Confindustria di Basilicata Attilio Martorano sono le realtà più in vista ma continuano a nascere altri soggetti, ultimo, solo in ordine di tempo, Mille Passi che aggrega una “Basilicata operosa, schiva, concreta, una Basilicata del fare….”.
In tutto questo baillame come si orienteranno i lucani? Difficile a dirsi. Per il momento prendiamo atto che non si parla di programmi, è in atto solo la guerra di posizionamento.
E’sconfortante verificare che della drammaticità della situazione economica e sociale della Basilicata se ne parla poco o niente. Il resoconto di fine anno del Presidente De Filippo racconta di una Basilicata che non esiste, cifre e attività dell’esecutivo che fanno a pugni con una realtà drammaticamente diversa da quella paventata.
Ci si dimentica che la quasi totalità dei piccoli comuni è destinata all’estinzione, che l’emigrazione è destinata ad aumentare, e che per i giovani lucani non ci saranno prospettive per trovare un lavoro da queste parti, appare quindi del tutto realistica la proiezione di una Basilicata con soli 400.000 abitanti prima del 2050 fatta da Pietro De Sarlo di Pinguini Lucani.
Una Basilicata spopolata, sarà ancora più appetibile per le lobbies dell’energia e dei rifiuti già operative da tempo sul territorio lucano e che già hanno devastato molta parte di un territorio che invece andava preservato e che sicuramente arreca danni anche alla salute dei suoi abitanti se è vero, come confermato dagli ultimi dati, che la Basilicata è l’unica regione in Italia dove i casi di malattie neoplastiche sono in aumento.
Appare, quindi, del tutto ingiustificato l’ottimismo di maniera predicato da tanti politici locali, il futuro della Basilicata non è roseo e tempi ancora più bui ci attendono. In questo panorama sicuramente desolante è deprimente constare l’assoluta abulia dei lucani che subiscono la lenta agonia come se si stesse attuando l’eutanasia. 
Mi sembra ipocrita fare gli auguri di buon anno ai lucani, meglio invocare l’aiuto della provvidenza divina.


9 giugno 2009

A proposito delle elezioni

Qualche riflessione sulle elezioni di sabato e domenica.
Dopo l’ubriacatura di dati, dopo le dichiarazioni dei leader di partito (che palle, sempre la stessa musica, vincono tutti e nessuno perde!), provo a fare qualche riflessione al termine di una campagna elettorale che negli ultimi giorni s’era fatta asfissiante.
Le elezioni per il parlamento europeo avevano illuso il PDL, il sorpasso a spese del PD c’è stato, e pure di un certo peso, ma è stata la vittoria di Pirro. Le elezioni europee, che pure hanno riconfermato un lucano, Gianni Pittella del PD, che ha, onestamente, sempre lavorato bene a Bruxelles e che ha mantenuto un legame solido con la sua Basilicata, non sono il termometro per misurare la temperatura della politica lucana.
Le elezioni provinciali hanno fatto ritornare sulla terra gli esponenti del centrodestra che già pregustavano analogo successo nelle amministrative, entrambe le due province sono rimaste in mano al centrosinistra senza ricorrere al ballottaggio.
Qualche speranza, quelli del centrodestra, invece la nutrono nel capoluogo di regione dove il Sindaco più votato d’Italia, Santarsiero, ha visto scemare il 75% del 2004 al più misero 46% di quest’anno: è ballottaggio!.
Il dato politico però è inconfutabile, la Basilicata non è più l’enclave rossa di qualche anno fa ed il centro destra ha ridotto di molto il distacco. Facessero ammenda quelli del PDL per le scelte dei candidati alla Provincia di Potenza e a Sindaco del capoluogo di regione, l’aver scelto due ex nemici non ha pagato, anche la stessa lista del PDL al Comune di Potenza era davvero deboluccia, poca cosa nei confronti della corazzata PD forte di tutti gli ex assessori e di personaggi capaci di calamitare consensi.
I lucani con il voto hanno detto che hanno fiducia di Berlusconi ma non hanno alcuna fiducia nei suoi uomini in Basilicata. Sarà banale ma è così.
Al Comune di Potenza è ’ stato l’anno dei record delle liste, 21, e dei candidati 772. Ma qui bisogna fare una seria riflessione. Spulciando fra i dati dello scrutinio emerge che ben 96 candidati, quasi il 13%, non ha avuto alcun voto, moltissimi altri hanno avuto uno o due voti. Era evidente che certe liste sono state artificiosamente gonfiate, hanno utilizzato poveri cristi, in qualche caso li hanno costretti, per soddisfare esigenze di qualcuno interessato a raccogliere un consenso personale. Si mette sotto i piedi la dignità delle persone, in molti casi ragazzi appena maggiorenni, per mettere in scena uno spettacolo disgustoso……

P.S.
sul blog vivi-potenza c’è un simpatico filmato sulle elezioni nella città di Potenza, chi vuole può visitarlo qui:

http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2009/06/09/le_elezioni_del_2009_a_potenza.html


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