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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


Diario


20 novembre 2012

Io Potentino: un calendario utilizzato per denunciare



Anche quest’anno l’Associazione Io potentino (http://www.iopotentino.it/) che da qualche anno, meritevolmente, opera in città con l’intento di valorizzare il senso dell’appartenenza alla città rispolverando tradizioni, usi e costumi che il tempo ha affievolito, ha indetto un simpatico concorso.

Fra le varie iniziative l’Associazione ripropone la realizzazione di un calendario che viene creato attraverso un concorso fotografico (http://www.iopotentino.it/12mesidipotenza2013/comunicato_12.pdf ) attraverso il quale i cittadini propongono, a tema libero, immagini riferite alla città di Potenza.

La simpatica iniziativa è giunta alla seconda edizione ed è promossa attraverso il social network facebook http://www.facebook.com/media/set/?set=a.483502238349312.115309.174252212607651&type=1

Anche quest’anno ho aderito con piacere all’iniziativa presentando una foto che di artistico non ha assolutamente nulla

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=483505121682357&set=a.483502238349312.115309.174252212607651&type=3&theater

ma ho voluto approfittare dell’occasione offerta dal concorso per sottolineare l’emergenza elettrosmog che viviamo nella città di Potenza:

http://www.kizoa.it/slideshow/d3568484k8397943o1/elettrosmog-a-potenza (una selva di ripetitori telefonici troppo vicini a luoghi abitati, tanti ripetitori radio-televisivi alcuni dei quali con valori fuori norma, stazioni radio base delle forze dell’ordine, la presenza della sottostazione ENEL a Gallitello con tantissimi fabbricati fatti costruire sotto i tralicci dell’altissima tensione, tantissime case ubicate vicinissime a linee di alta tensione) e che da anni tento, con scarsi risultati, di porre al centro dell’attenzione della politica e delle Istituzioni (http://astronik.ilcannocchiale.it/2009/07/06/potenza_elettromagnetica.html).

La foto da me candidata comparirà nel calendario 2013 in quanto diversi amici hanno raccolto la mia “provocazione” per cui mi corre l’obbligo di ringraziare chi ha votato la foto e, contemporaneamente, chiedere scusa agli altri partecipanti al concorso in quanto, sicuramente, ho sottratto visibilità a foto artisticamente molto più meritevoli.

Il concorso prosegue per assegnare il premio alla foto che sarà ritenuta più bella, non mi permetto di chiedere di votare ancora la mia foto in quanto l’obiettivo di arrivare fra le prime 12 è stato raggiunto, quindi gli appassionati di fotografia votino le altre 11 foto che, insieme alla mia, faranno compagnia ai potentini che acquisteranno il calendario per contribuire a finanziare le iniziative dell’Associazione.


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permalink | inviato da astronik il 20/11/2012 alle 14:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


15 ottobre 2012

Potenza: lo sguardo oltre la piazza



Ok, finalmente la piazza dei potentini è stata restituita alla città. Non se ne poteva più di questo pressing mediatico e di un dibattito a tratti stucchevole con due schieramenti pro e contro questo progetto di riqualificazione. Sabato sera, sotto una pioggia battente, inaugurazione in pompa magna con il Sindaco che ha tagliato il nastro, il vescovo che ha benedetto la nuova opera, fra la civile contestazione di chi non ha gradito il nuovo look, con il taglio della torta e l‘immancabile brindisi con lo spumate. Grazie a Dio è tutto finito. Godiamocela questa piazza ma torniamo ad occuparci dei problemi di una città, che a mio modesto parere, sta agonizzando soffocata dalla crisi che sta impoverendo l’Italia intera.

L’economia cittadina è al collasso, soffre più di tutti il commercio ed in particolare gli esercizi della parte vecchia della città, non mi riferisco solo al Centro Storico, i tanti locali vuoti in via Mazzini, Corso Garibaldi per esempio. Anche il settore industriale è in piena crisi con alcune fabbriche che già da tempo hanno chiuso i battenti e quelle che resistono galleggiano fra cassa integrazione e mobilità.

Da qualche anno anche demograficamente la città sta decrescendo, la stragrande maggioranza dei giovani della generazione fra i 20 e 30 anni sono fuori per studio e lavoro, pochissimi di loro torneranno in città. In prospettiva Potenza sarà una città con una età media elevata, con molti poveri ed una economia disastrata.

Con questi chiari di luna è vanificato il corposo piano di opere pubbliche partito un decennio fa con l’intento di dare un nuovo volto alla città capoluogo di regione e polo dei servizi non ha sortito l’effetto sperato, molte opere sono inutili, qualcuna è brutta ed ha trovato fiera opposizione da parte degli abitanti, il lavoro più importante della storia recente della città, il famigerato “Nodo Complesso del Gallitello” non è stato ultimato e non si sa se è quando si potrà eliminare il passaggio a livello più odiato dai potentini.

Conviviamo con un sistema di raccolta di rifiuti e pulizia delle strade che fa acqua da tutte le parti con continue emergenze e con una città mai stata così sporca.

Rimangono e si aggravano le emergenze ambientali, dall’inquinamento atmosferico con particolare riferimento alla Siderpotenza dove non esiste un monitoraggio degno di questo nome e con la fabbrica che si allarga sempre di più fra le proteste inascoltate degli abitanti che vivono al ridosso delle ciminiere. Altrettanto grave l’emergenza elettrosmog con una selva di ripetitori radio televisivi, di telefonia mobile e impianti delle forze dell’ordine senza che sia stato adottato un piano per una corretta localizzazione, ancor più grave la situazione nei pressi della sottostazione ENEL dove sotto i tralicci hanno costruito e stanno costruendo fabbricati ad uso abitativo e commerciale.

Non migliora la situazione dal punto di vista urbanistico, nonostante l’adozione del nuovo strumento regolatorio, il Regolamento Urbanistico, non s’è visto un elemento di discontinuità con il passato, si continuano a costruire edifici in zone già collassate, troppi metri cubi su pochi metri quadri, con scarsa attenzione alle opere di urbanizzazione primaria che pur se pagate dai cittadini all’atto dell’acquisto di una casa non sempre vengono ripagati con marciapiedi, pubblica illuminazione, sottoservizi.

Una città insomma che vive in affanno, con i problemi di sempre legati alla mobilità, gli investimenti nei collegamenti verticali, veri gioielli quanto a funzionalità e pulizia, non hanno sortito gli effetti sperati, la cosiddetta “metropolitana” è un bluff, nessuno la utilizza e credo sia meglio ripensare il progetto che ne prevede l’incremento. Troppe auto sulle strade, poco rispetto per i pedoni e la mobilità dei disabili, un trasporto pubblico su gomma inefficiente, poco utilizzato ma costosissimo per le casse comunali. Già le casse comunali che devono fare i conti con un debito da far tremare le vene…..

Mi fermo qui. Finita l’ubriacatura mediatica con i fari puntati sulla riqualificazione di piazza Prefettura auspico che l’attenzione si sposti sulle problematiche che ho sinteticamente qui esposto.


6 luglio 2009

POTENZA ELETTROMAGNETICA

Fra l’indifferenza delle Istituzioni che non si curano delle proteste dei cittadini e non si preoccupano di tutelare la pubblica salute, permane e si aggrava nella città di Potenza l’esistenza di inquinamento elettromagnetico derivante dal numero impressionante di fonti che emettono le pericolose radiazioni.
Talune leggi nazionali, quella regionale e le raccomandazioni delle OMS, nel capoluogo di regione sono clamorosamente disattese.
Da un lato si avverte la necessità di revisionare la Legge Regionale n° 30 del 2000 che deve essere perlomeno adeguata a seguito della pubblicazione del Codice delle Comunicazioni (D.lvo 259 del 2003), dall’altro emerge l’esigenza di adottare un rigoroso piano per una più adeguata allocazione delle fonti che emettono elettromagnetismo.
Sicuramente non si deve fermare il progresso, si deve continuare ad offrire ai cittadini una gamma di servizi a valore aggiunto come la telefonia mobile, la ricezione dei programmi radio televisivi, la fornitura dell’energia elettrica ma si deve, in via prioritaria, tutelare la salute della popolazione e questo lo si fa adottando tutte le precauzioni che la tecnologia consente.
Nella città di Potenza c’è una situazione davvero raccapricciante con condizioni di assoluto e comprovato pericolo oltre che di diffusa illegalità che le autorità preposte trascurano in maniera clamorosa.
Proviamo a fare la fotografia alla città elencando tutte le situazioni:

Elettrodotti
La presenza di una sottostazione di trasformazione dell’ENEL in via del Gallitello, tanti anni fa estrema periferia ed oggi cuore pulsante del commercio cittadino, produce effetti devastanti per i tanti tralicci che trasportano energia ad alta ed altissima tensione; sotto di essi e nelle loro immediate vicinanze, sono sorti numerosissimi fabbricati con tanti uffici, negozi e abitazioni con migliaia di persone che convivono a contatto con le pericolosissime radiazioni elettromagnetiche. Qualche anno fa il Comune aveva assicurato lo spostamento degli impanti ENEL ma l’intenzione è rimata tale e, cosa ancor più grave, sono state rilasciate nuove licenze edilizie che consentono di costruire proprio sotto i cavi dell’alta tensione. Non esiste, fra l’altro, nessun dato di monitoraggio che attesti i valori di magnetismo nelle aree interessate dalla presenza dei cavidotto.

Ripetitori radio televisivi
Una selva di antenne ed un caso di particolare gravità a Tempa Rossa, la collina dei veleni.
Dopo quello prodotto dagli elettrodotti, l’inquinamento derivante da questi impianti, è la forma più pericolosa per le persone. In città e sulle colline circostanti esistono numerose Stazioni Radio Base che servono a propagare il segnale delle TV e delle radio, in qualche caso la potenza dei trasmettitori è eccessiva, a tal proposito esistono i dati del monitoraggio effettuato dall’ARPAB che certifica l’illegalità, li trovate a questo link del sito dell’Agenzia Regionale (http://www.arpab.it/elettromagnetismo/monit2.asp?id=potenza) da cui si evince che ben 5 centraline fra il 2005 e il 2006 (stranamente non compaiono dati del monitoraggio relativi agli anni successivi) certificano che a Contrada Botte e a Pian Cardillo–Tempa Rossa i valori di elettromagnetismo sono superiori ai 6 volt/metro consentiti dalla legge, legge che prevede la messa a norma delle SRB che presentano valori fuori norma o la loro disabilitazione. Così non è stato ed anzi si continua a posizionare nuovi impianti, è il caso di Tempa Rossa dove sta sorgendo una SRB a servizio dell’esercito che non è assoggettata alla normativa del DPCM 08/07/2003. Considerata la particolare pericolosità di questi impianti appaiono più che giustificate le proteste del Comitato popolare costituitosi a Pian Cardillo che lotta per chiedere di poter vivere senza il terrore di ammalarsi e denuncia un preoccupante aumento di malattie tumorali nell’area interessata dalla presenza di tanti impianti.

Ripetitori telefonia mobile
La città di Potenza, per la particolare conformazione geografica e orografica, per diffondere il segnale telefonico delle varie compagnie ha bisogno di tanti ripetitori ed infatti sono tanti i tralicci che sono stati posizionati, nella sola area urbana se ne contano una sessantina ma il numero preciso non lo sa nessuno perchè il catasto degli impianti previsto dalla Legge Regionale 30/2000 non esiste, come non esiste il Piano di Localizzazione indicato nell’articolo 5 della citata legge regionale. Eppure nel corso della passata consiliatura l’Amministrazione Comunale ha più volte dato per imminente il varo del Piano salvo essere smentita dai fatti. La situazione della città capoluogo di regione è particolarmente grave perché in poche centinaia di metri quadri si addensano un numero impressionante di ripetitori telefonici che sottopongono alle pericolose radiazioni le scuole, gli asili, l’ospedale e tanti altri luoghi sensibili.
Oltre alle reti delle compagnie telefoniche si è aggiunta di recente la rete GSM delle ferrovie per cui in città, nelle stazioni e lungo la tratta ferrata, sono comparsi dei ripetitori di cui non c’è traccia dell’iter autorizzativo del Comune di Potenza, che vuol dire? Che queste SRB sono abusive o sono assimilate agli impianti delle forze dell’ordine?. Attendiamo una risposta dalle autorità preposte.

Ripetitori delle reti wireless
Da qualche tempo, con lo sviluppo di internet, si sono moltiplicate le aziende ma anche le Istituzioni che offrono il collegamento all’ADSL mediante le reti wireless, nella città di Potenza questa innovazione è molto gradita ai giovani che la utilizzano per studio e per divertimento. All’estero, in Francia per esempio, nei luoghi pubblici le reti wireless sono state bandite. Anche per questi sistemi di trasmissione non si conosce la consistenza, quanti ripetitori di segnali Wi-Fi esistono a Potenza?

Reti trasmissive delle forze dell’ordine
In una città dove sono presenti tante caserme ed edifici che ospitano le forze dell’ordine abbondano (basta guardare i tetti della Prefettura, Questura, caserme dei Carabinieri e Polizia, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza) i ripetitori e le antenne per consentire la copertura del territorio e garantire, come è giusto che sia, le comunicazioni che servono per la sicurezza pubblica. La legge per garantire il lavoro delle forze dell’ordine ha escluso dal normale iter autorizzativo gli impianti a servizio della pubblica sicurezza ma sarebbe bene fare dei controlli sulla potenza di detti impianti e correggere, eventualmente, alcune anomalie.
Come si evince i potentini vivono sotto una selva di antenne e tralicci e sono bombardati da onde più o meno malefiche. Le leggi, quando sono rispettate, non sono sempre chiare, esistono leggi che sono state fatte per tutelare la salute della gente ma ce ne sono altre che in pratica autorizzano impianti potenzialmente pericolosi. Un ruolo importante lo hanno gli enti locali, Comuni e Regione che fra le pieghe del ginepraio di leggi e sentenze di TAR e Corte Costituzionale possono sicuramente agire per tutelare la salute dei cittadini, ciò, almeno da noi in Basilicata, non avviene.
La Regione Basilicata promulgò la Legge 30 del 2000 che prevedeva la costituzione del catasto delle fonti emittenti elettromagnetismo e l’adozione dei Piani di Localizzazione in ogni comune, entrambi gli obblighi sono stati clamorosamente disattesi fra l’indifferenza della politica e delle associazioni ambientaliste.
La Legge Regionale, fra l’altro, dopo l’introduzione del Codice delle Comunicazioni, andava completamente revisionata se non riscritta del tutto. Non risultano, al momento, in Consiglio Regionale, proposte di legge che vanno in questa direzione.
Nella comunità scientifica si dibatte da tempo circa la pericolosità delle onde elettromagnetiche, molti studi sono stati fatti, molti altri sono in corso, un verdetto definitivo non è stato ancora emesso, forse ci vorranno ancora molti anni prima che il mondo scientifico si pronunci in maniera chiara e definitiva ma oggi abbiamo già qualche certezza ed a queste bisogna far riferimento per agire.
Indagini epidemiologiche in aree servite da telefonia mobile e da ripetitori radio-tv hanno già sicuramente accertato che alcune categorie di persone possono subire danni irreversibili anche se c’è una scellerata diffusione di dati relativi a ricerche sponsorizzate da produttori di apparecchiature e dalle compagnie telefoniche stesse che forniscono dati tranquillizzanti.
Gli studi di ricercatori indipendenti invece insistono sul fatto che i CEM (Campi elettromagnetici) hanno un alto rischio cancerogeno e producono discontinue alterazioni del DNA e delle membrane cellulari.
Per quanto invece concerne i CEM a bassa frequenza generati dalle reti di trasporto dell’energia elettrica, viene confermato il legame per l’insorgere di tumori e leucemie soprattutto nei bambini. In tutti i casi non esistono dubbi che i CEM interagiscano sicuramente con l’organismo umano, gli effetti sono oggetto di studio e forse entro il 2014 arriveranno i primi verdetti.
Per questi motivi si sarebbe dovuto applicare il principio di precauzione richiamato nella carta costituzionale e non si sarebbe dovuto far posizionare ripetitori telefonici, radio-tv ed elettrodotti nelle zone densamente abitate. In particolare le SRB telefoniche sono dannose nel raggio di 70 – 80 metri e si sarebbe potuto limitare la posa degli antennoni sui tetti del Centro Storico, per esempio, in alternativa si poteva adottare la tecnologia delle micro e nano celle, utilizzate nei centri abitati dei paesi del nord Europa, che hanno una potenza molto limitata e che quindi non arrecano danni all’organismo umano.
Qui da noi si è preferito non far nulla e si è consentito di creare nella città di Potenza uno dei più alti concentrati di elettromagnetismo in Italia.


5 aprile 2009

Pericolo elettrosmog

Spesso sono accusato di essere un allarmista “professionista” o, in senso dispregiativo, un ambientalista integralista. Può essere, ma ritengo che alcuni principi vadano assolutamente perseguiti. Uno di questi è riferito alla tutela della salute. Non scopro l’acqua calda se dico che al giorno d’oggi è troppo facile ammalarsi, anche di patologie gravissime, per l’effetto dell’azione dell’uomo sulla natura e sull’ambiente. L’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del terreno incidono in maniera rilevante e devastante, il cibo che mangiamo talvolta è contaminato da sostanze pericolosissime e molto spesso lo ignoriamo, nell’atmosfera sono presenti sostanze velenose frutto della cosiddetta civiltà industriale che hanno ammazzato milioni di persone (il caso di Taranto dove l’ILVA ha reso l’aria della città irrespirabile è solo la punta di un iceberg) E’ di questi giorni la notizia, trattata in modo soft dalla stampa locale dell’inquinamento delle falde acquifere nei dintorni dell’inceneritore Fenice a Melfi, segno evidente che i fumi provenienti dal mega-distruttore non sono così puliti come per anni ci hanno tatto credere.
Oggi apprendo due notizie in merito al fenomeno “elettrosmog”, una proveniente dal Parlamento Europeo dove è stato votato un emendamento con cui si chiede di abbassare i limiti di esposizione alle fonti elettromagnetiche e di far allontanare i ripetitori e i tralicci dell’alta tensione da Scuole ed Ospedali, la seconda notizia, proveniente dalla Francia informa di una sentenza della Corte di Appello di Versailles che condanna un operatore di telefonia mobile a rimuovere un suo ripetitore e contemporaneamente riconosce ai ricorrenti un risarcimento economico, in sostanza l’organo di giustizia francese riconosce l’applicazione del cosiddetto “principio di precauzione”:
In Italia la questione elettrosmog sta passando in secondo piano, le leggi per la regolamentazione sono contraddittorie e, in alcuni casi inapplicate, i Comuni, a cui il Decreto Gasparri del 2003 ha trasferito la competenza autorizzativa, non sono stati in grado di tutelare le popolazioni adottando i piani di localizzazione che avrebbero potuto meglio disciplinare la materia.
Fra elettrodotti, ripetitori radio-tv e ripetitori di telefonia mobile, per non parlare delle Stazioni Radio Base delle forze dell’ordine, non sottoposte ad alcuna limitazione, le popolazioni sono sottoposte ad un bombardamento elettromagnetico non indifferente.
Sicuramente sotto un traliccio o un ripetitore non morrà nessuno folgorato dall’elettromagnetismo ma è certo che a lungo andare l’organismo umano risentirà del malevolo influsso delle onde, qualcuno degli studi del fenomeno ha già accertato la genotossicità, l’alterazione dell’espressione genetica cellulare, alterazioni funzionali e stress cellulare, oddio i termini non sono proprio metabolizzabili da chiunque ma in sostanza si è capito che l’elettromagnetismo bene non fa, soprattutto in soggetti deboli o predisposti e nei bambini al di sotto dei 12 anni il rischio di beccarsi una malattia non è affatto da escludere.
Da anni molte organizzazioni si battono semplicemente per far applicare il principio di precauzione e cautela, in sostanza si tratterebbe di attendere che gli studi approdino a risultati più attendibili, nel frattempo si operi posizionando tralicci e ripetitori a distanza di sicurezza dai luoghi dove le persone vivono o lavorano.
La tecnologia nel campo della telefonia mobile ha fatto passi da gigante ed il problema della diffusione del segnale nei centri abitati è risolvibile immediatamente utilizzando, al posto dei tradizionali ripetitori posizionati sui tetti dei palazzi, degli impianti non invasivi e meno potenti, le cosiddette microcelle o nanocelle, già molto diffuse in altri paesi. Ciò comporterebbe per le compagnie un aggravio di spese perché gli impianti da realizzare sarebbero molto più numerosi di un normale ripetitore. Considerati gli enormi guadagni delle compagnie telefoniche non vedo perché non le si obbliga per legge ad utilizzare questa tecnologia nei centri abitati.


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permalink | inviato da astronik il 5/4/2009 alle 16:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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