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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


Diario


2 dicembre 2013

Basilicata alluvionata

Oggi sul noto quotidiano economico Il Sole 24 ore è stata pubblicata l’ennesima classifica fra capoluoghi di provincia, stavolta sulla qualità della vita,  da cui si evince che i due capoluoghi lucani vivacchiano nella parte medio bassa della classifica (http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2013/home.shtml ), non do molto peso a queste iniziative editoriali che lasciano il tempo che trovano in quanto utilizzano parametri facilmente manipolabili o interpretabili in maniera parziale.

Come molti lucani mi accorgo che la qualità della vita nella mia città e nella regione è scadente per un sacco di motivi.

Volendo giudicare da quanto oggi pubblicano i giornali c’è da deprimersi. Le notizie sull’ennesima alluvione che interessa il metapontino e gran parte del territorio lucano ci ricordano della fragilità del nostra terra ma non sono esenti da colpe i politici che hanno trascurato di adottare i provvedimenti legislativi e gli interventi che avrebbero senz’altro attenuato i danni del maltempo.

Si parla anche di mezzi di comunicazione sui giornali, in qualche caso per i danni arrecati a strade e ponti dal maltempo, ma si parla pure del clamoroso ritardo dell’Intercity proveniente da Roma, ritardi che stanno diventando regolari, si perché in Basilicata è “normale” il ritardo, è anormale la puntualità……

Il fatto è che siamo una regione che rischia di rimanere isolata su tutti i fronti: Basentana, Raccordo Potenza – Sicignano, SS 18 a Maratea, da un momento all’altro possono collassare.

A due settimane dalle elezioni che hanno rinnovato, si fa per dire, il Consiglio regionale; il nuovo presidente della Regione Basilicata avrà un compito arduo, tentare di risollevare le sorti di una regione che sta morendo. Anche il buon Pittella sa che molte cose promesse in campagna elettorale non le potrà mantenere anche perché fino all’altro ieri è stato esponente di primo piano dell’esecutivo e dirigente di quel PD che non lo voleva candidato alla presidenza che da sempre amministrano la Basilicata.

Sarei contento che già dall’anno prossimo, leggendo le varie “classifiche” che stilano fondazioni, istituti di ricerca, giornali potessi scoprire che la Basilicata non è più la prima nella classifica della povertà, prima in classifica quanto a disoccupazione e leader indiscussa nell’emigrazione.

 


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10 novembre 2013

La settimana di passione


Ultima settimana di questa strana campagna elettorale. Strana assai. Troppi i candidati e pochi i posti a disposizione in Consiglio Regionale, mi sarei aspettato molto più “trambusto”, sulle strade, negli spazi elettorali gli attacchini girano forsennatamente per coprire con il manifesto del loro candidato, quello di amici ed avversari, ci sono immagini che resistono solo pochi minuti, ma è sempre stato così. Di “santini” ne circolano pochi. Il comizio, quello nelle piazze, non si usa più, chi si azzarda a salire sul palco corre il rischio di parlare alla piazza vuota. Si fanno riunioni nelle sale al chiuso, al ristorante, in pizzeria, al bar, hanno inventato gli incontri con il caffè, la birra, l’aperitivo, ma con scarsissima partecipazione. Qualche adunata nei teatri con chiamata a raccolta delle truppe cammellate. Si tende ad affittare sale con pochi posti in modo che le riprese televisive o le foto non riportino clamorosi vuoti. La gente comune lucana è scettica e delusa, ad agitarsi sono solo i famigliari dei candidati, ma non tutti, e gli apparati di partito, ma ormai i lucani sono vaccinati, gli slogan, pure i più creativi, non incantano più nessuno.

Non c’è, fatte le debite eccezioni, partecipazione di giovani a questa campagna elettorale, gli studenti fuori sede rimarranno per la maggior parte a studiare nelle città sede della università scelta per proseguire gli studi, non verranno a votare tutti quelli che stanno lavorando fuori regione.

Solo sui social network c’è tanta animazione, sulle bacheche di facebook circolano manifesti e proclami, qualcuno si azzuffa, molto frequentato un gruppo creato per ironizzare sul modo di fare campagna elettorale. Su twitter è una sequela di cinguettii ma che non appassiona la grande platea, se la cantano e la se la suonano fra di loro.

Personalmente ho chiesto ad amici e conoscenti di non utilizzare la mia pagina su facebook per fare propaganda e devo dire che la stragrande maggioranza dei conoscenti ha rispettato il mio desiderio, partecipo al cazzeggio e allo sfottò elettorale ma in maniera del tutto scanzonato.

Aspettiamo che passi questa settimana di passione, sono sicuro che ci sarà un nuovo calo di votanti e mi sbilancio nell’affermare, senza paura di essere smentito, che il maggior partito lucano sarà quello degli astensionisti.

Spero che la gente sappia individuare negli oltre 200 contendenti persone serie ed affidabili, che di sicuro non mancano, e non affidino il loro voto a persone spregiudicate, professionisti della politica a tutti costi che non si fanno scrupolo di passare allegramente da una coalizione all’altra, da un partito a quello che hanno combattuto fino a ieri, fuori i voltagabbana dal Consiglio Regionale!

Lucani informatevi bene su chi vi chiede il voto, non premiate i mediocri, quelli che vogliono essere eletti a tutti costi perché hanno solo sete di potere.


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30 ottobre 2013

La nave sta per affondare

 

Non c’era di certo bisogno del rapporto SVIMEZ 2013 per capire quanto fosse critica la situazione in Basilicata. Tanto per capire chi è che diffonde questi dati bisogna specificare che lo SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) è un ente privato senza fini di lucro istituito il 2 dicembre del 1946 che come obbiettivo si pone lo studio dell’economia del Mezzogiorno. Fra le varie attività di questa Associazione c’è la redazione di un rapporto annuale sullo stato di salute del mezzogiorno d’Italia, i rapporti degli ultimi anni sono stati dei bollettini di guerra, quello del 2013 è ancora più drammatico. La fotografia fatta dallo SVIMEZ mette in evidenza in maniera tragica la distanza siderale del Sud dar resto d’Italia. Mi sono preso la briga di sintetizzare in una tabella alcuni parametri pubblicati nel Rapporto 2013.
Prima di commentare i dati è bene riavvolgere il nastro e specificare che la crisi che investe gran parte del pianeta è il frutto amaro dell’albero della globalizzazione. Ci sono fenomeni non più controllabili che sono esplosi dopo la caduta del muro di Berlino i cosiddetti paesi dell’est hanno sconvolto l’economia mondiale, la Russia ha sposato il capitalismo e forte delle ingenti risorse energetiche comincia distribuire ai propri abitanti un benessere diffuso, la Cina, formalmente ancora un paese a regime comunista, sta crescendo, economicamente, in maniera turbolenta e le loro esportazioni stanno mettendo in ginocchio le economie dei paesi occidentali per i prezzi molto concorrenziali. Altre nazioni che fino a qualche tempo fa puzzavano la fame stanno avendo una tumultuosa crescita.

L’Italia da una decina d’anni sta subendo gli effetti più nefasti della globalizzazione, un paese che non ha saputo rinnovarsi e che non ha mai sfornato riforme è stato soffocato dalla burocrazia, dalla corruzione e da una tassazione insopportabile per le imprese (oltre che per i cittadini) che hanno cominciato a delocalizzare le loro produzioni. Si è sfaldato il sistema produttivo del nord est, hanno chiuso moltissime fabbriche del ricco e produttivo nord.

Ma i danni più rilevanti li ha subiti il Mezzogiorno d’Italia, cessati i finanziamenti a pioggia l’economia delle regioni del Sud Italia è andata a rotoli.

La Basilicata non poteva fare eccezione anche perché l’isolamento fisico della nostra regione è aumentato in quanto le poche infrastrutture di cui è dotata hanno cominciato a sentire il peso degli anni e senza infrastrutture che accorcino le distanze verso i grandi mercati non si va da nessuna parte.

La lettura dei dati pubblicati da SVIMEZ, confrontandoli con quelli delle altre regioni meridionali, sono da allarme rosso, ma lo erano già da almeno quattro - cinque anni, la tendenza era già ben chiara nei rapporti SVIMEZ dai primi anni del nuovo secolo. Oggi i dati si consolidano e peggiorano sempre di più.

Tutti gli indici considerati da SVIMEZ ci vedono ai primi posti negativi della graduatoria e ci disegnano una prospettiva in tempi medio brevi tragica.

Un PIL da paesi del terzo mondo, un tasso di emigrazione in continuo aumento, natalità giù in picchiata, mortalità elevata con conseguente crescita dell’età media, reddito delle famiglie bassissimo. Con questi numeri la nostra regione non ha un futuro.

Ho voluto inserire nella tabella i dati relativi allo sviluppo delle risorse energetiche alternative, anche questi dati ci danno una lettura inquietante per quanto riguarda un problema che è importante ma che ci dice che c’è una vergognosa speculazione a danno del Mezzogiorno, non è possibile che il vento soffi solo a sud di Roma ma è evidente che le lobbies dell’eolico sono venute nel meridione a fare gli affari, anche in combutta con la malavita. Anche questo fenomeno è un sintomo del degrado della politica in Italia che consente questi scempi.

Il periodo del declino socio economico della Basilicata è però coinciso con quello in cui la nostra regione ha beneficiato, al contrario delle altre regioni del SUD, di consistenti finanziamenti europei e di non trascurabili entrate rivenienti dalle royalties petrolifere, non è quindi giustificabile il disastro socio-economico in Basilicata dove la classifica dello SVIMEZ doveva essere rovesciata! Più risorse, rispetto alle altre regioni, dovevano portare più benessere per i lucani. Così non è stato per cui le responsabilità vanno individuate fra coloro che hanno detenuto le leve del comando.

Il rapporto SVIMEZ 2013 arriva alla vigilia delle elezioni che rinnoveranno il Consiglio Regionale della Basilicata, la parola “cambiamento” sembra essere il tag più utilizzato, ma sarà veramente così? Quali cifre leggeremo nel rapporto SVIMEZ 2014?.


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27 settembre 2013

Senza più speranza?!

In Italia stiamo combinati male, malissimo, in Basilicata peggio.
La crisi devastante che sta sfregiando la vita a milioni di italiani è ben lungi dall’essere debellata, un governo formato da partiti nemici, un mafioso, Silvio, che ha un concetto privato della democrazia dove le regole devono adattarsi alle sue particolari esigenze, un parlamento ingessato che non produce leggi utili ai cittadini, una tassazione stratosferica sia per le imprese e, soprattutto, per i cittadini, un cortocircuito che affossa le speranze di rinascita. Il tempo passa e il classico cerino si consuma passando di mano in mano, e prima o poi qualcuno si scotterà e quel qualcuno siamo noi, la gente comune.
L’incertezza ci logora e contribuisce ad aumentare la sfiducia dei “mercati” nei confronti dell’Italia e qualcuno dice che i terribili sacrifici che ci hanno imposto negli ultimi due anni possono rivelarsi inutili.
Nel frattempo le caste continuano a sguazzare nei privilegi, pensioni e buonuscite d’oro anche per chi ha portato allo sfascio aziende che erano l’orgoglio dell’Italia, ogni riferimento ad Alitalia, Telecom, Ferrovie dello Stato è fortemente voluto. Sempre più italiani puzzano la fame mentre tanti altri continuano ad arricchirsi, la forbice fra questi estremi s’allarga ogni giorno di più. Arriverà un momento in cui la convivenza democratica non si potrà più mantenere e non resterà che la rivoluzione, quella vera con tanto sangue che scorrerà……
In Basilicata la crisi la viviamo con ancor più patimento grazie all’incapacità dell’intera nostra classe politica che ha pensato solo a se stessa mantenendo in vita un sistema familistico clientelare avallato dai lucani per troppo tempo e che ha minato alla base le fondamenta dell’economia basata per lo più sull’assistenzialismo. Si sono  buttati letteralmente al vento un mare di soldi pubblici in iniziative fallimentari che non hanno creato occupazione ma che hanno foraggiato amici, parenti e compari, la formazione professionale ha sprecato ingentissime risorse per “formare” disoccupati o emigranti. Le risorse straordinarie rivenienti dalle estrazioni petrolifere servono a tappare falle di bilancio e non sono state utilizzate per creare quelle infrastrutture che avrebbero consentito alla Lucania di uscire dall’isolamento ed attrarre investitori nelle desertiche aree industriali.
Si tengono in piedi da anni Enti inutili o utili a creare buchi di bilancio che vengono puntualmente ripianati in modo che possono continuare a fare altri danni.
La vicenda legata all’utilizzo allegro dei soldi da parte dei Consiglieri Regionale degli stessi Gruppi Consiliari ha fatto scoppiare uno scandalo che ha indotto il governatore a dimettersi e mandare i lucani alle urne.
In questi giorni tiene banco la vicenda delle primarie del centrosinistra e delle lotte intestine all’interno del partito più rappresentato e che governa la regione da un ventennio; assistiamo alle vicende fantozziane delle altre coalizioni che non trovano la quadra delle alleanze, un insulso balletto di personaggi che passano da un partito da una coalizione all’altro a seconda del tornaconto personale, il tutto mentre si aggravano giorno per giorno le condizioni di vita di molti lucani.
Aumentano i poveri, aumentano i disoccupati, aumenta l’emigrazione, peggiora la qualità della vita per la perdita di vitali servizi, s’accresce l’isolamento della regione sempre più lontana dal resto d’Italia e cresce l’isolamento dei paesi dell’interno per il deterioramento delle strade.
In queste condizioni sia l’Italia che la Basilicata difficilmente potranno risollevarsi, soprattutto se una parte di cittadini elettori continua ad avallare comportamenti criminali come quelli messi in atto dai seguaci di Berlusconi e se i lucani non sentiranno l’esigenza di ribellarsi a chi ha tenuto le leve del comando fino ad oggi.

 


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19 settembre 2013

LA TRAGICA SITUAZIONE DELLE STRADE LUCANE: PARLIAMONE



La tragica situazione delle infrastrutture lucane è oggetto di un dibattito continuo sulla stampa lucana, le grandi direttrici viarie presentano gravi problemi strutturali e ce ne accorgiamo quando per un motivo o per un altro vengono chiuse ed attivati percorsi alternativi.

Tutti i viadotti della Sicignano – Potenza andrebbero rifatti o manutenzionati, bisogna invocare l’intervento divino affinchè reggano in attesa che l’ANAS effettui gli interventi già programmati, stessa situazione presentano numerosi viadotti e le gallerie sulla Basentana, non meno gravi la condizioni dei ponti sulle strade secondarie, un esempio è di viva attualità in quel di Craco dove la caduta di un ponte ha isolato il paese. La natura geologica del territorio di Basilicata è notoriamente fragile, frane, smottamenti, terremoti sono frequenti, ci sarebbe bisogno di interventi di messa in sicurezza di gran parte delle infrastrutture di comunicazione ma in tempi di vacche magre sarà difficile che vengano dirottate verso una regione dai piccoli numeri risorse utili a garantire i collegamenti, quei pochi soldi che vengono stanziati è bene che non vengano utilizzati male.

Da anni Nicola Bonelli si affanna a denunciare situazioni di pericolo e inefficienze da parte di chi è deputato a vigilare, programmare, spendere risorse. Non sempre viene ascoltato.

Recepisco il suo ultimo appello del 2 agosto scorso e propongo alle associazioni ambientaliste, a coloro che si sentono cittadini attivi, agli addetti ai lavori, ai politici, al mondo dell’informazione e a lucani di buona volontà in genere di attivare un momento di discussione per trovare una soluzione che possa garantire ai cittadini di Basilicata di usufruire di collegamenti viari sicuri ed efficienti. Mi astengo da giudizi tecnici o nel proporre soluzioni per questa o quella criticità, non ho alcuna competenza specifica in materia, ma qualcuna delle cose che dice Bonelli va attentamente valutata e merita la massima attenzione da parte di tutti.

Qui di seguito, con il solito copia & incolla riporto l’appello di Bonelli del 2 agosto 2013.

***************************

SOS Basilicata!!!... Urge un dibattito politico e culturale:

per superare la logica dell’emergenza…

per resuscitare la cultura della prevenzione…

per progettare un futuro migliore per la nostra regione.

Lettera aperta ai Signori: - Sen. Filippo BUBBICO - On. Cosimo LATRONICO

- Dr Luca BRAIA, Ass. Reg. Infrastrutture - Dr Luigi PIZZI, Prefetto di Matera

- Ing. Gavino CORATZA, Diret. Gen. ANAS - Agli Organi d’informazione

Ringrazio i due Parlamentari lucani cui è rivolta la presente, per le loro recenti Iniziative riguardanti la s.s. 407 Basentana. Faccio un resoconto di ciò che n’è seguito.

In data 26 luglio u.s. il Prefetto di Matera dr Luigi PIZZI tiene un incontro in Prefettura con i rappresentanti dell’ANAS e dei vari Enti regionali “competenti”. Vi partecipo anch’io, perché invitato. L’argomento trattato è il viadotto “Calciano 2” della S,S, 407 Basentana. Riferisco con la presente una sintesi dell’incontro.

Il Dr Luigi Pizzi introduce i lavori dicendo: “E’ notorio che a partire dal crollo del marzo 2011, ci siamo interessati del problema. Abbiamo svolto verifiche e sopralluoghi; seguito l’evolvere degli interventi e garantito la transitabilità della strada in sicurezza. Ciò nonostante, continuano a pervenire appelli allarmanti, da parte di Nicola Bonelli, che diffondono dubbi sulla validità del nostro operato. Tanto che lo stesso Vice Ministro Sen. Filippo Bubbico mi ha espresso, per telefono, preoccupazione. Vorrei pertanto sapere cosa ne pensate sia della situazione, sia di ciò che va dicendo il Bonelli…”

Credo che il Prefetto volesse chiedere: “ma i lavori che si stanno facendo sono di consolidamento come dite voi, o di sabotaggio come sostiene il Bonelli?”. Conclude dicendo: “Non sono un tecnico, ma vorrei capire…”

Per inciso vorrei suggerire – a chi voglia conoscere la mia opinione – di scorrere l’appello del 18.02.2013 (Allegato uno); tra cui la descrizione che faccio della manomissione strutturale; e di osservare le relative foto (Allegato due).

Inizia il dibattito. E si consuma lo scaricabarile in diretta. Degli Enti regionali nessuno che voglia entrare nel merito. Tengono a precisare che non hanno competenza di controllo sull’operato dell’ANAS. Qualcuno si esibisce in dissertazioni geologiche campate in aria. E quasi tutti, da veri Struzzocrati, fanno capire che: - non sanno; - non sono tenuti a sapere; - non ne vogliono sapere. Del senso civico non c’è traccia. Traspare la pigrizia mentale. Domina Il menefreghismo.

Da parte di quelli dell’ANAS assistiamo invece a delle acrobazie ingegneristiche da circo equestre. Alla domanda del prefetto: ma è vero che avete perforato i pali di fondazione con micropali, indebolendoli come sostiene Bonelli?

Gli ingegneri dell’ANAS dichiarano subito che non sono loro ad aver progettato quell’intervento. Hanno però massima fiducia in chi l’ha consigliato, perché l’Azienda impegna nei propri interventi solo “tecnici molto esperti.”

Il Prefetto insiste: “Ma allora siamo tranquilli sul piano della sicurezza?”

La risposta: “Ma certo. Anche perché stiamo per avviare un altro intervento che prevede altri pali intorno a quegli stessi plinti, i cui pali sono stati perforati”. (???)

A questo punto prego il Dr Pizzi di disporre per un sopralluogo congiunto, al fine di acquisire la reale situazione. Ma la risposta è negativa (vorrebbe capire ma si rifiuta di vedere). A Lui basta sapere che la strada è transitabile in sicurezza. Così come gli hanno appena assicurato Per il resto di non ha potere di controllo sull’operato dell’ANAS. (???) Passa quindi la palla al vicino di sedia dicendo. “Al sopralluogo potrebbe pensarci l’Assessore regionale alle infrastrutture”.

Interviene l’Assessore Luca BRAIA, che alla mia insistenza per il sopralluogo mi assicura che “forse… chi sa… poi si vedrà”. Ci tiene invece ad annunciare che arrivano i soldi: “Ci sono già 46 milioni di euro, e ne arriveranno altri 40 milioni”. In disparte poi mi dice che ci sono altri 23 milioni di cui dispone il Commissario straordinario.

Sono cose già viste, ed avvengono nella solita sequenza: - si impedisce per anni la manutenzione preventiva; - scatta l’emergenza; - arrivano i soldi in abbondanza; - parte la gestione commissariale; - si appaltano (in fretta e senza controlli) i lavori di somma urgenza. E’ la consueta ed allegra gestione del denaro pubblico.

Fra poco si saprà di una nuova Ordinanza. Il Commissario già ce l’abbiamo: si chiama Francesco Saverio ACITO: corteggiato da Prefetti, Presidenti e Sindaci. riconosciuto taumaturgo della somma urgenza.

Però non tutti sanno (o non ricordano) che questo signore è stato un accanito oppositore della prevenzione. Da Dirigente regionale ha creato le condizioni per provocare emergenze. Sulle quali vi ritorna ora con interventi fasulli e spreconi. Grazie a questo sistema e per colpa (soprattutto) di ACITO, la zona “Giardini” di Grassano (mille ettari di ottima agricoltura) è destinata alla totale distruzione.

L’altra cosa che non tutti sanno (o fanno finta di non sapere) è che il bravo ACITO sta operando in forza di un Decreto fasullo del Presidente del Governo (D. P. C. M. 21.01.2011) mai registrato e mai rinnovato. (Allegato tre)

Tornando alla strada, con il tanto invocato (e negato) sopralluogo, potrei dimostrare tra l’altro: - a) gli interventi fasulli presso “Calciano 1”; - b) i lavori di sabotaggio presso “Calciano 2” - c) l’impalcato di entrambi che cade a pezzi - d) il qui-pro-quo della Procura di Matera sulle cause del crollo; - e) la regressione culturale di quelli dell’ANAS.

Dunque, la riunione si conclude con nulla di fatto: nessuna verifica o sopralluogo. Giornali e televisione ne danno un resoconto tranquillizzante: “Siamo nelle mani di tecnici ANAS molto esperti. Ci prepariamo a festeggiare l’arrivo di tanti milioni di euro.”

Ma a guastare la festa compare sugli stessi giornali la notizia di una interrogazione parlamentare (Allegato quattro) ch’è di tono assolutamente preoccupante.

L’On. Cosimo Latronico chiede al Ministro delle Infrastrutture Maurizio LUPI: “se non ritenga opportuno effettuare un sopralluogo urgente e avviare immediati lavori di ripristino di un minimo di sicurezza sul viadotto ‘Molino’ al km 4 della strada statale Basentana; se non intenda avviare un’indagine sulle modalità con cui sono stati condotti i lavori sul viadotto ‘Calciano 2’ della medesima arteria e se non ritenga opportuno ordinare un approfondito sopralluogo lungo tutta la ‘407’ e la ‘E847…”

Riferisce inoltre che: “…i carabinieri di Vaglio Basilicata hanno effettuato un sopralluogo presso il viadotto Molino, rilevando un avanzato degrado strutturale dell’intero impalcato, travi che cadono a pezzi, ferri scoperti arrugginiti e pensili, solette lesionate e forse collassate e rischio per la pubblica incolumità; etc… etc”

Di fronte allo scenario descritto da Latronico, i cento e passa milioni di euro elencati da Braia sono spiccioli rispetto all’esigenza di ricostruire tutto il crollabile. La penuria di fondi disponibili ci impone di ricercare soluzioni diverse. Ne faccio cenno nel mio appello del 18.03.2013 (Allegato cinque) in cui suggerisco una soluzione per il viadotto Molino, che prevede un risparmio di 28 milioni di euro.

Insomma, il problema è grosso: ne va’ del futuro della nostra regione, che rischia l’isolamento. Occorrono dei sopralluoghi tecnici per averne conoscenza, ma ne deve scaturire un dibattito politico. Ci fanno ben sperare le iniziative di Bubbico e Latronico. E’ auspicabile che riescano anche a stimolare un approccio culturale nella comunità: tra i tanti letterati e tecnici di cui si compone: tutti in grado di comprendere sia le problematiche reali che le prese per i fondelli ufficiali.

La Cultura deve servire non solo a farci conoscere le nostre origini: da dove proveniamo – sul quale tema seguiamo interessanti manifestazioni – ma anche a farci capire dove stiamo andando… e dove ci stanno portando gli Struzzi della P.A..

Ribadisco il mio intento propositivo, espresso più volte ed anche nella lettera del 12.12,2012 al Diret. Gen.le ANAS, Ing. Gavino CORATZA (Allegato sei). Al quale rinnovo la mia disponibilità a chiarire. Che non può prescindere dal sopralluogo.

Ringrazio chiunque vorrà pubblicare e/o divulgare la presente. Cordiali saluti.

Tricarico, 2 agosto 2013 Nicola Bonelli

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