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UN LUCANO DOC
SOCIETA'
1 settembre 2010
Io sto con gli abitanti di Pian del Conte

Il problema dello smaltimento dei rifiuti è un argomento che occupa grande spazio sui giornali locali, discariche che si esauriscono, spazzatura mandata in tour per arricchire qualcuno, l’ipotesi di attivare nuovi inceneritori, la differenziata che non decolla, i costi per i cittadini che aumentano di anno in anno….. sono argomenti con cui abbiamo imparato a familiarizzare.

D’altronde bisogna pur convivere con il problema ma senza subire danni per la salute e per le nostre tasche. Nell’ottica di razionalizzare la raccolta dei rifiuti le Amministrazioni Comunali si attrezzano per creare dei punti di raccolta e smaltimento ed in quest’ottica che il Comune di Avigliano ha deliberato di localizzare  un “ecocentro” nell’incontaminato borgo di Pian del Conte, riscontrando però l’opposizione, più che legittima degli abitanti. Sulla faccenda interviene con una nota Armando Lostaglio, critico cinematografico di fama nazionale ma lucano DOC sensibile alle problematiche dei cittadini che popolano la Basilicata.

Qui di seguito la nota di Lostaglio e di seguito una bella lettera aperta al suo Sindaco di una bambina che merita di essere applaudita per la sensibilità  di cittadina consapevole dei propri diritti.

Seguiremo con attenzione gli sviluppi di questa faccenda, per il momento siamo a fianco degli abitanti di Piano del Conte.

 




Uno ecocentro nel borgo di Pian del Conte

 

Pian del Conte (Avigliano). Monta la protesta dei cittadini di Pian del Conte. Nel corso dell’ultimo consiglio Comunale tenutosi ai primi di agosto, l’Amministrazione comunale di Avigliano ha approvato il regolamento di  funzionamento degli Ecocentri, uno di essi da realizzare nella parte periferica del territorio ed esattamente nell’autoparco comunale sito nella frazione di Pian del Conte.

Ad evidenziare con preoccupazione tale emergenza è il Comitato cittadino dell’antico borgo che fu dei principi Doria, a ridosso dei comuni di Avigliano e di Filiano, all’ombra del castello di Lagopesole. Un borgo che, stando alle promesse elettorali della nuova Giunta del sindaco Vito Summa, dovrebbe essere rilanciato con interventi di particolare interesse volti alla valorizzazione turistica, come quello già finanziato del lago pleistocenico in località Pian del Lago, oltre alla ristrutturazione della Chiesa di San Filippo Neri (mediante fondi regionali).

Pian del Conte è abitato da una ottantina di famiglie: oltre duecento persone e molti sono i bambini. Diverse le aziende zootecniche che operano nei dintorni della frazione. La presenza di un centro per la raccolta di rifiuti proprio nel cuore dell’abitato, suscita apprensioni di ogni tipo, al punto che, per ragioni di salute, molti sarebbe costretti ad abbandonare le abitazioni e trasferirsi altrove. Ma dove?

“L’autoparco comunale è in  pieno centro abitato – sostengono dal Comitato - e alcune abitazioni sono costruite proprio nelle strette vicinanze. Temono che saranno difficilmente realizzabili sul posto tutti gli accorgimenti previsti dalla legge istitutiva dei centri di raccolta e smaltimento, come la realizzazione di pavimentazione impermeabilizzata, la recinzione di altezza non inferiore a due metri, e non ultima la barriera esterna per minimizzare l’impatto visivo. E non è secondaria la salubrità del corso  d’acqua adiacente, già compromessa proprio a causa dei liquidi provenienti dal frequente lavaggio degli automezzi comunali utilizzati per la raccolta indifferenziata dei rifiuti.

La scelta del sito, a parere del Comitato cittadino sottoscrittore di una petizione, non risponde sicuramente ad una logica di servizio della comunità, essendo posizionato nella parte estremamente periferica del territorio aviglianese, quindi non baricentrica e lontana dalle vie di collegamento del comune, come la Statale 658 e la Provinciale 93. L’individuazione di altri siti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, come l’area Pip di Sarnelli ad esempio, potrebbe rappresentare una valida alternativa.

La preoccupazione si riversa in particolare sul conferimento dell’umido e di altri  materiali previsti nel regolamento approvato, come cartucce esauste di toner per stampanti, imballaggi di plastica, pneumatici fuori uso, frigo e congelatori, batterie, rifiuti legnosi con vernici ed altre sostanze non degradabili.

Tutte le considerazioni del Comitato di Pian del Conte sono state inviate al Prefetto, al presidente della Giunta regionale, all’Arpab e alla Provincia, auspicando un loro intervento teso ad impedire  l’insediamento prescelto dall’Amministrazione di Avigliano, che dovrebbe invece tutelare le condizioni minime per la tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente. Condizioni peraltro prescritte dal D.M. dell’8 aprile del 2008 sulla  Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani differenziati.Armando Lostaglio

 

 

Illustrissimo Sindaco di Avigliano,

sono una bambina di 9 anni e abito a Piano del Conte. Mi permetto di scriverle questa lettera perche' ultimamente sento gli adulti della mia frazione discutere del progetto di isola ecologica che voi vorreste ubicare nella nostra frazione.

Siccome viviamo in un regime democratico dove c'e' liberta' di opinione, volevo esprimere un mio parere e dire quello che penso. Sono sicura che il compito a lei affidato da noi elettori non sia semplice,

ma secondo me, prima di tutto bisogna rispettare la persona in quanto tale.

Creare un isola ecologica e' un bel progetto, ma se tutto cio' avvenisse

lontano da un centro abitato. Sono certa che Piano del Conte si spoglierebbe di orti perche' saremmo sempre nel dubbio che gli ortaggi raccolti non siano genuini.

La nostra e' una frazione tranquilla molte persone lasciano la propria auto sul ciglio della strada e vengono qui a camminare, arrivano vicino al bosco per respirare un po' di ossigeno, se voi ubicate la raccolta dei

rifiuti qui da noi,  si trovano a respirare gli odori che esalano i rifiuti.

Qui non ci sono giochi per noi bambini ma una cosa molto bella che succede nel mese di luglio e' il campo scuola e io sono molto contenta perche' faccio conoscere ai miei amici quanto e' bella la frazione in cui vivo.

Se non potete venirci incontro alle richieste di una scuola ristrutturata o dei giochi per noi bambini, la  prego Signor Sindaco prenda in seria considerazione la richiesta di spostare l'isola ecologica dal nostro centro

abitato perche' mettereste la frazione in una situazione di isolamento.

La ringrazio di avermi prestato attenzione.

Una vostra piccola concittadina Aurora Martinelli.

 

POLITICA
25 agosto 2010
Veleni industriali e politici in Basilicata

Mi aveva invitato quel rompiballe (l’aggettivo non è mio ma di Marco Pannella) del mio amico Bolognetti e non potevo certo dirgli di no, quindi ho dovuto “scapolare” prima dal lavoro e, sotto una calandra che solo Cristo sa, mi sono recato al Motel Park per partecipare al convegno organizzato dai Radicali lucani dal titolo che è tutto un programma “Veleni industriali e politici in Basilicata”con la partecipazione del segretario Nazionale, Staderini, e delle parlamentari Zamparutti e Bernardini. Meglio precisare che sul sito di Radio Radicale mi viene attribuita la qualifica di “magistrato” (foss a Maronna!!) smentisco, non appartengo alla Magistratura.

E’ stato un gran bel convegno, affollatissimo tant’è che la sala prenotata s’è dimostrata troppo piccola per ospitare tutti i convenuti.

Tantissimi chi interventi interessanti, su tutti quello dell’amico Antonio Bavusi di OLA, appassionato quello di Maurizio Bolognetti. Chi vuole può vedere il filmato sul sito di Radio Radicale: http://www.radioradicale.it

Per il convegno avevo preparato una relazione che non è stato possibile leggere perché si è fatto molto tardi (il convegno è durato circa 6 ore!!) e la riporto qui di seguito, in sostanza è il monitoraggio dei monitoraggi relativi ad aria ed elettrosmog.

Il DM 60 del 2002 ha recepito le direttive comunitarie per il monitoraggio ambientale ed ha affidato alle Regioni il compito di tenere sotto controllo aria, acque e suolo; le Regioni hanno poi delegato alle agenzie appositamente create, le ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente), le competenze tecniche.

In Basilicata all’ARPAB si è affiancata Metapontum Agrobios, che come missione ha il compito di occuparsi di agricoltura, ma per le competenze scientifiche riconosciute da una mano all’ARPAB in Valdagri per le problematiche rivenienti dalla desolforazione del petrolio.

In pratica i lucani, a spese proprie, si sono sobbarcati l’onere del monitoraggio in Valdagri per sopperire al mancato rispetto del protocollo d’intesa con l’ENI con cui generosamente si è consentito al colosso dell’energia di fare danni senza finanziare lo specifico programma di monitoraggio contenuto nell’accordo.

Più di qualcuno ha fatto notare che l’ARPAB poteva benissimo sopperire alle criticità in Valdagri, con i mezzi e le risorse giuste si potevano risparmiare i soldi dati ad Agrobios ma il discorso si fa politico ed è meglio sorvolare.

Il primo anno di monitoraggio effettuato da ARPAB, il 2005, mi riferisco alle polveri sottili, ha messo in evidenza alcune criticità sulla qualità dell’aria lucana in due località, Melfi e Lavello, che hanno raggiunto e superato il numero di giornate fissate dal DM 60 in quanto il PM10 ha oltrepassato la soglia dei 50 µg/m3, nella città di Potenza le cose non sono andate meglio anche perché il numero di giorni effettivamente monitorati è stato di molto inferiore a 365.

Nel 2006 è la città di Potenza a presentare valori fuori norma registrati da due centraline, come nell’anno precedente anche nel 2006 i giorni non monitorati sono stati tanti, il 37% dei giorni la centralina di Melfi, per esempio, non ha erogato dati, quella di Potenza è stata muta per 100 giorni.

Nel 2007 l’aria “cambia”, cambiano anche i vertici dell’ARPAB e la qualità dell’aria in Basilicata comincia decisamente a migliorare. Nessuna località ha superato le 35 giornate con valori oltre i 50 µg/m3 anche se le giornate senza i dati continuano ad ancora tante.

Le cose vanno ancora meglio nel 2008 con la conferma che l’aria in Basilicata è tornata nei parametri fissati dalla legge anche se in alcune località (Ferrandina, Lavello, Matera, Viggiano è Pisticci) le giornate monitorate risultano pochissime, in qualche caso solo il 20% dei giorni sono stati tenuti sotto osservazione, o per essere più precisi, questi sono i dati che sono stati resi noti.

Nel 2009 le cose migliorano ulteriormente ed anche i dati del 2010 sono abbastanza tranquillizzanti per quanto concerne la concentrazione di polveri sottili nell’atmosfera dei nostri centri.

Considerato che gran parte delle centraline dell’ARPAB registrano l’inquinamento prodotto dal traffico veicolare e, volendo analizzare i dati del capoluogo di regione, razionalmente non si riesce a capire come possa essersi registrato un miglioramento così deciso della qualità dell’aria in presenza di significativi aumenti dei volumi di traffico.

Per quanto concerne gli altri inquinanti monitorati in ossequio al DM 60/2002 non ci sono particolari criticità da registrare ma c’è da dire che in Basilicata, la concentrazione di ozono nei mesi estivi è particolarmente accentuata, dal 2005 alcune località (Matera e S. Nicola di Melfi su tutte) superano il numero di giorni con valori off limits consentiti. Nulla di particolarmente grave, quasi sempre è la prima soglia di allarme ad essere superata ma le popolazioni non vengono avvertite del pericolo. Come per il PM10, ma il discorso vale per tutti gli inquinanti, quando c’è un superamento del valore minimo consentito le norme prevedono che la popolazione deve essere avvertita per dare la possibilità ai soggetti con patologie respiratorie a bambini ed anziani di tutelarsi opportunamente. Ebbene non si ha notizia che un Comune in cui si sia superato il limite di legge di un qualsiasi inquinante abbia diffuso un allerta per avvertire del pericolo gli abitanti. Una palese violazione di una legge dello stato che avviene sistematicamente senza che nessuno prenda gli opportuni provvedimenti.

Un altro elemento molto pericoloso per la salute umana è la diossina, veleno che si sprigiona nei pressi degli inceneritori e degli impianti siderurgici. In Basilicata abbiamo uno dei più grandi impianti di termodistruzione, Fenice, nel nord della Basilicata, una grande fabbrica che a Potenza ricicla rifiuti ferrosi trasformandoli in tondini per l’edilizia, la ferriera del gruppo Pittini, che a causa dell’urbanizzazione del capoluogo di regione s’è venuta a trovare in zona densamente abita. A Matera c’è una grande cementeria che ha bruciato fino alla fine del 2008, fra l’altro, anche pneumatici. Ebbene nessuna struttura pubblica si premura di controllare quanta diossina si sprigiona da questi impianti. Me lo ha confermato in una corrispondenza via mail l’ex Assessore all’Ambiente della Regione Basilicata. La cosa è di una gravità inaudita.

Come grave è quanto avvenuto lo scorso anno nella zona industriale di Viggiano dove in soli due mesi la centralina di Agrobios ha registrato valori di NO2 superiori al consentito per ben 25 giorni mentre la legge prevede che si possono avere solo 18 giorni irregolari in un anno. Confrontando i dati dell’ARPAB per lo stesso inquinante non si riscontra alcun valore anomalo. Questa discrepanza mi ha spinto a chiedere lumi all’Assessorato all’Ambiente della Regione che dopo avere eretto il solito muro di gomma e solo dopo l’intervento del Difensore Civico comunicava che la Regione non era competente in materia rimandando la responsabilità all’Amministrazione Provinciale. Non mi è rimasto che chiedere spiegazioni alla Provincia di Potenza come stavano le cose. Stesso muro di gomma, in Basilicata le Istituzioni sono restie a dialogare con i cittadini. Dopo 7 mesi di attesa però sono riuscito ad avere una dettagliata risposta da parte del funzionario dell’Ufficio Ambiente della Provincia. Non senza sorpresa prendo atto che la Provincia ribalta tutte le competenze in materia di monitoraggio in Valdagri sulla Regione e sull’ARPAB. Uno squallido ping pong, terminato il 20 agosto con una poco convincente risposta pubblica affidata al portavoce del Presidente De Filippo sulle colonne de Il Quotidiano della Basilicata. In pratica i dati rilevati da AGROBIOS non vengono smentiti ma “sminuiti” in quanto rilevati “troppo vicino” alla fonte inquinante, ma non può essere che i dati tranquillizzanti dell’ARPAB sono tranquillizzanti perché rilevati troppo lontano dalla fonte inquinante? Un altro tassello del “tutt’apposto” per decreto.

Un capitolo a parte lo merita il monitoraggio dell’idrogeno solforato, riveniente anch’esso dal processo di desolforazione del petrolio. Dopo molte proteste da parte di associazioni ed abitanti del posto l’ARPAB ha avviato delle campagne di monitoraggio in Valdagri, detto monitoraggio è stato effettuato in sei sessioni dal maggio 2008 al novembre 2009, da allora non risultano altre campagne di monitoraggio per il pericoloso inquinante. Metapontum AGrobios ha attivato il rilevamento dell’idrogeno solforato dal luglio 2009, ma sul sito internet i dati del 2009 non si trovano e, in tutti i casi non viene effettuato un rilevamento continuo ma solo per alcuni giorni, come se il Centro Oli non funzionasse 24 ore su 24 ore per 365 giorni all’anno……

Sempre in materia di monitoraggio e violazioni di leggi dello Stato è interessante esaminare la situazione dell’inquinamento elettromagnetico in Basilicata, dove si pone troppo l’accento sulle radiazioni rivenienti dalla selva di ripetitori telefonici e ci si distrae per la presenza diffusa sul territorio di fonti che diffondono radiazioni propagate dalle antenne di emittenti radiofoniche e televisive oltre che da elettrodotti di elevata tensioni.

Per quanto concerne l'inquinamento indotto dalla SRB (stazioni radio base) una legge nazionale impone limiti, fra l'altro molto superiori a quelli suggeriti dall'OMS, che in molti casi in Basilicata sono disattesi come è stata disattesa la Legge Regionale n° 30 del 2000 che prevede l'obbligo da parte di ogni comune di adottare un Piano per la localizzazione delle SRB e l'istituzione del catasto degli impianti a livello regionale.

L'adozione del Codice delle Comunicazioni, la legge 259, nel 2003 ha reso di fatto inefficaci la maggior parte delle disposizioni contenute nella Legge Regionale e, come hanno fatto altre Regioni, anche la Basilicata si deve dotare di una nuova Legge Regionale che tenga conto delle innovazioni apportate dalla legge dello Stato.

In Basilicata esistono migliaia di ripetitori telefonici e radiotelevisivi, alcuni dei quali sono stati sottoposti a campagne di monitoraggio da parte dell'ARPAB ed in alcune località sono stati certificati valori più alti dei 6 Votlt\metro stabiliti dalla normativa, ultimamente in alcune località i limiti sono tornati nella norma, permangono invece situazioni di illegalità certificata a Potenza, Matera, Palazzo S. Gervasio, Pisticci, Grassano e Baragiano. C’è da considerare però i monitoraggi sono fermi a qualche anno fa.

Non vengono monitorati gli elettrodotti che attraversano i centri abitati, un caso clamoroso esiste a Potenza ove la sottostazione dell’ENEL in cui convergono alcuni elettrodotti per la trasformazione della tensione, si è venuta a trovare nel mezzo di una zona diventata densamente popolata per il gran numero di edifici adibiti ad attività commerciali, edifici costruiti proprio sotto i cavi dell’alta tensione. In assenza di regole si continuano a concedere licenze edilizie per costruire fabbricati proprio sotto i cavi dell’alta tensione e nelle immediate vicinanze.

Quando sono i cittadini a non rispettare le Leggi la Giustizia è implacabile, quando sono le Istituzioni a violare le Leggi che garantirebbero i cittadini, la Giustizia molto spesso, da queste parti, è un po’ distratta.

SOCIETA'
19 agosto 2010
La magica estate lucana. Banzi per esempio...

 


Per 11 mesi all’anno i piccoli centri della Basilicata che si sta spopolando vivono stancamente il tran tran quotidiano fra stenti e problematiche varie, è davvero dura la vita per chi ancora vive nei paesini dell’interno, con collegamenti viari che definirli precari è un eufemismo, dove si continuano a perdere servizi essenziali e dove le attività commerciali ed artigianali sono state azzerate, sono sempre di più i comuni in cui non c’è più il barbiere, il falegname, il fabbro, la farmacia la pompa di benzina……

Nel cuore dell’estate però, con il ritorno degli emigrati, vicoli e piazze si rianimano, fioriscono e si diffondono manifestazioni che spaziano dalla cultura allo spettacolo quasi sempre condite con immancabili percorsi enogastronomici. E’ un’altra Basilicata quella che si mostra ai turisti che scelgono la nostra regione per trascorrere le vacanze, non solo Matera è meta di frotte di visitatori nei magici “Sassi”, ci sono le aree archeologiche che spesso si trasformano in teatri naturali per rappresentazioni di notevole spessore culturale, ci sono rassegne cinematografiche in più località, non mancano occasioni per premiare personalità del mondo della spettacolo, della politica, dell’economia “Premi” che attirano l’attenzione dei media nazionali, le località marine sono un pullulare di rassegne canore e cabarattestiche, i tanti gruppi folk locali allietano le feste di piazza riscoprendo e valorizzando le tradizioni musicali lucane che cominciano a diffondersi anche fuori dai confini regionali. Molto affollati i festeggiamenti del Santo Patrono che capitano nel cuore dell’estate, si pensi alla festività di San Rocco che il 16 agosto a Tolve e a Pisticci richiamano decine di migliaia di devoti e amanti della “movida”. Alcune di queste manifestazioni si sono consolidate e sono diventati dei punti di riferimento per coloro che amano effettuare una vera e propria “transumanza” da un paese all’altro nella magica estate della piccola Basilicata. Attrazioni come il volo dell’angelo fra le caratteristiche Castelmezzano e Pietrapertosa , o della rappresentazione della “Storia bandita” nel bosco della Grancia.

Sagre a volontà per gli amanti dei prodotti tipici lucani come la rassegna di Sarconi con i fagioli a far da padrone, per non parlare di Moliterno e del suo canestrato che fa il paio con la rassegna di Filiano che delizia i visitatori con gli assaggi del mitico pecorino. Da qualche anno si sono consolidate alcune rassegne particolarmente gradite ai ghiottoni lucani: la Sagra del baccalà ad Avigliano, la “sagra della strazzata” a Stagliuozzo (una contrada di poche decine di abitanti che attira migliaia di visitatori), Cantine Aperte in un magico scenario naturale a S. Angelo le Fratte. E’ il trionfo dei sapori della tradizione lucana, dalla pasta di casa alle carni e agli insaccati, dei peperoni e degli ortaggi, esaltati da spezie e condimenti particolari.

Quest’anno ho voluto toccare la magica atmosfera del corteo storico, giunto all’undicesima edizione, che si è svolto ieri a Banzi, per gustarne ancora di più la rassegna ho partecipato come figurante al corteo, tanto da quelle parti non mi conoscono ed ho vinto la naturale ritrosia a mostrarmi in pubblico.

Banzi, poco meno di 1.500 abitanti, emorragia frenata grazie alla FIAT di S. Nicola, è uno splendido borgo nel nord della Basilicata che orbita attorno all’abbazia di S. Maria recuperata e restaurata e restituita all’antico splendore, con una vasta area archeologica e con tradizioni culturali di tutto rispetto. Quest’anno la pro loco “Amici di Arsone” in collaborazione con l’amministrazione comunale guidata dall’attivissimo Sindaco Nicola Vertone ha organizzato una serie di manifestazioni per celebrare la venuta del papa Urbano II, un “Convivium Medii Aevi in Bancia”, la Cavalcata dei Normanni, e, dulcis in fundis il piatto forte dell’estate bantina,“Urbano II Consecrat Ecclesiam Sanctae Mariae in Bancia” più nota come il corteo storico in onore dell’arrivo del papa Urbano II in occasione della consacrazione dell’abbazia di Santa Maria.

Il corteo, composto da figuranti “dilettanti” ma con la partecipazione di gruppi di tamburini e sbandieratori “professionisti” si è svolto partendo dall’atrio del convento ed ha percorso le vie cittadine per concludersi nell’accogliente piazza principale dove, prima dell’arrivo di Urbano II, si sono svolte delle rappresentazioni davvero suggestive molto apprezzate dalla strabocchevole folla. Una manifestazione coinvolgente, in uno scenario naturale affascinante che merita di essere valorizzata e promossa anche oltre i confini regionali, ben vengano quindi le idee che propongono di legare ad uno stesso filo conduttore analoghe manifestazioni che si svolgono nelle vicine Forenza ed Acerenza.


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permalink | inviato da astronik il 19/8/2010 alle 9:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
16 agosto 2010
Ferriera di Potenza: ancora nell'occhio del ciclone. Non vi preoccupate, è tutt'apposto....

 

Questi ultimi giorni di vacanza vengono turbati da notizie apprese dai quotidiani locali e dal sito di OLA oltre che da un sito di un noto giornalista famoso per le sue inchieste a tema ambientale.

A turbare la serenità di questo scampolo d'estate è stato il dover apprendere che ancora una volta la ferriera potentina, la Siderpotenza, di proprietà di un imprenditore friulano, è al centro di un caso giudiziario inerente, guarda caso, lo smaltimento di rifiuti pericolsi, questa voltasi parla di rifiuti radioattivi.

E' la procura di Salerno questa volta ficca il naso nell'ingombrante fabbrica potentina. Sono decenni che la Siderpotenza sale agli onori delle cronache giudiziarie ma nonostante qualche "fastidio" se l'è sempre cavata, stessa cosa non possono dire i potentini che sono costretti a convivere con i maleodoranti fumi delle ciminiere dell'alto forno.

Questa volta però il pericolo, se la denuncia del giornalista Gianni Lannes (è lui che ha fatto la denuncia) trova riscontri in ambito giudiziario, è davvero grande.

Cerco di sintetizzare gli accadimenti degli ultimi giorni. Una nave maltese ha scaricato nel porto di Salerno lo scorso 2 agosto un carico sospetto di rifiuti ferrosi poi trasportati alla Sidrpotenza. Il giornalista Lannes avrà avuto juna soffiata ed ha verrificato valori di radiazioni superiori al consentito ed ha presentato denuncia alle autorità. I riscontri al porto di salerno hanno dato esito negativo, era tutto a posto. O per lomeno a detta di Lannes, hanno fatto risultare tutto a posto. Per Lannes i rifiuti portati a Potenza erano radioattivi. Da buon professionista, armato di contatore geiger, è andato nei pressi dello stabilimento della Pittini ed ha risontrato valori di radiozioni molto superiori a quelli di legge, stessa cosa ha riscontrato al villaggio dei prefabbricati di Bucaletto.

L'accostamento di questi valori con aumento di malattie tumorali è automatico. Urge un intervento urhentissimo di autorità sanitarie e delle Istitituzioni.

Chi mi conosce sa bene quante volte mi sono occupato del bubbone della ferriera potentina e dei presunti monitoraggi ambientali.

In una corrispondenza transitata anche sulle pagine de Il Quotidiano della Basilicata con l'Assessore Gionale all'ambiente pro tempore venni a sapere che in Basilicata non si effettuano monitoraggi per controllare la presenza di diossina, che la letteratura scientifica spiega essere presente nei processi lavorativi delle industrie siderurgiche e degli inceneritori.

Nessuno ha mai informato i potentini sulla qualità dell'arie nei pressi della ferriera, mai l'ARPAB ha pubblicato dati contenenti il tipo e le quantità di inquinanti presenti in atmosfera.

La Magistratura, che più volte si è occupata della ferriara per le denunce dei cittadini, non ha mai fatto chiarezza su cosa effettivamente furiesce dalle ciminiere della Siderpotenza.

Oggi che si adombra l'allarme radioativo è necessario fare chiarezza. Partendo dalle voci circolate anni fa, qualcuno bisbigliò che nella ferriera vennero smaltiti i residui di bombe contenenti uranio impoverito provenienti dalla ex Jugoslavia dilaniata dalla gueraa civile.

Ora più che mai quella fabbrica deve essere delocalizzata e si deve fare chiarezza sui materiali che vi entrano.

Fino ad oggi si è avuto timore di approfondire le indagini ed i controlli per un odioso ricatto occupazionale, la Siderpotenza da da mangiare a 300 famiglie e in tempi di crisi occupazionale si ha timore che se si scopre qualcosa che non va a rimetterci saranno per primi questi lavoratori.

Quando si tratta di preservare la salute di tanta gente però non ci si deve piegare ad alcun ricatto.

Sia fatta immediata chiarezza su cosa succede nella ferriera. Si abbattano i muri di gomma e si dica chiaramente ai potentini che cosa contengono i fumi delle ciminiere e si verifichi il livello delle radiazioni, se qualcuno ha barato o se chi è pagato per controllare e non lo ha fatto si applichi la legge, gli autori di disastri ambientali ed i loro complici nelle Istituzioni possono benissimo trsalocare a poche centinaia di metri dal devastante impianto industriale di quella che una volta era la periferia del capoluogo di regione.

Leggi pure:



http://www.facebook.com/l/531ef;www.pietrodommarco.it/index.php/acciaio-sporco-basilicata/

http://www.olambientalista.it/index.php/sider-potenza-ferriere-rifiuti-radioattivi/

http://www.italiaterranostra.it/?p=6123

http://vilerola.blogspot.com/2007/12/giullari-e-pruriti-da-borotalco.html

http://vivi-potenza.ilcannocchiale.it/2009/11/09/bucaletto_e_la_sindrome_dei_fu.html





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permalink | inviato da astronik il 16/8/2010 alle 8:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
31 luglio 2010
Tanto tuonò che .... NON piovve.....

 



E’ passato esattamente un mese dall’ultimo post sulla faccenda dei superamenti di biossido si azoto in Valdagri (vedi qui).

A questo punto devo fare un doveroso riepilogo:

nell’estate 2009 Metapontum Agrobios rileva episodi inquinamento da biossido di azoto oltre i limiti di legge per un numero di giorni superiore a quello fissato dalla legge. Chiedo spiegazioni alle autorità competenti (Regione Basilicata) e dopo tanto penare mi comunicano che è tutta colpa della Provincia di Potenza (leggi qui). Sarà davvero così? Non mi è restato che chiedere ai diretti interessati, il 31 dicembre 2009 ho girato la risposta della Regione Basilicata a quelli della Provincia di Potenza che per sei mesi hanno fatto orecchie da mercante non rispondendo alle numerose mail (sempre recapitate). Ho pensato che alla provincia sono tradizionalisti e ho presentato una richiesta scritta in data 25 giugno 2010. Stavolta mi hanno risposto. In una lunga lettera del dirigente dell’Ufficio Ambiente (vedi qui ) la Provincia di Potenza se ne lava le mani e papale papale afferma che la competenza e la responsabilità dei monitoraggi sono dell’ARPAB. Ponzio Pilato non avrebbe saputo fare di meglio, ognuno scarica sull’altro le responsabilità, come dire, tutti responsabili quindi nessun responsabile!!!

Rimane il fatto che in Valdagri a giugno e luglio 2009 una legge dello stato è stata clamorosamente violata, i valori di un inquinante pericoloso per la salute sono stati fuori legge per 25 giorni (in soli due mesi) mentre la normativa lo consente per solo 18 giorni (in un anno intero!).

Ad un anno dall’episodio non s’è fatta chiarezza e con il rimpallo di responsabilità si sfiora il ridicolo ma c’è poco da ridere.

Mi pare evidente che le polemiche degli ultimi tempi che hanno per protagonisti Regione Basilicata e l’ARPAB vengono confermate e quanto da me denunciato non fa altro che buttare benzina su un fuoco di per se abbastanza vivo. In tutti i casi è mia intenzione venire a capo circa eventuali responsabilità e come ho spesso ripetuto, barcollo ma non mollo, ho di nuovo preso carta e penna ed ho chiesto al Presidente della Regione di fare definitiva chiarezza, questo il testo della lettera inviato anche al Presidente della Provincia di Potenza (vedi qui ).

Ne riparliamo fra un anno…….

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