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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


Diario


19 dicembre 2013

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3 dicembre 2013

La Cina è (troppo) vicina

Marò quanta ipocrisia…. C’è voluto il dramma provocato da un incendio che ha fatto 7 morti per occuparsi di un mondo parallelo che in Italia s’è creato.

Siamo “circondati” da cinesi e da manufatti realizzati da cinesi sia in Cina che in Italia.

Provate a guardare le etichette dei prodotti esposti nei negozi, negli store di elettrodomestici, negli negozi che vendono casalinghi. Il 70% dei marchi italiani, anche famosi, riportano la scritta “made in PRC”.

Il fenomeno è legato alla globalizzazione dei mercati, forse, sottolineo forse, la gran parte dei prodotti “made in PRC” è perfettamente in regola con le norme fissate dall’UE ma non si può nascondere che esiste un diffusissimo fenomeno di taroccamento dei prodotti, una palese violazione del copyright, la falsificazione dei marchi, l’impiego di prodotti e sostanze gravemente nocivi per la salute.

Le forze dell’ordine ogni tanto effettuano dei controlli e sequestri di materiali prodotti o introdotti illegalmente in Italia.

I prodotti “made in PRC” ma anche provenienti dai paesi dell’est europeo o nel sud est asiatico fanno concorrenza a quelli ancora prodotti in Italia perché nei paesi dove vengono prodotti, oltre ad avere una tassazione più leggera, c’è un costo del lavoro molto più basso perché in molti casi c’è un grave sfruttamento della manodopera locale, anche minorile. Logico che in queste condizioni i produttori italiani  soccombono.

Come se ne esce? Non ho ricette ma ritengo che gli organismi internazionali, ONU, UE per esempio,  dettino delle norme che debbano valere in tutti i paesi e si devono moltiplicare i controlli anche per impedire tragedie come quella accaduta a Prato dove è noto a tutti che il costo orario della manodopera nelle aziende che producono manufatti, soprattutto abbigliamento, è di circa 2 euro all’ora.

E non facciamo finta di dimenticare la cinatown dentro Matera dove una folta colonia cinese lavora con la formula del subappalto nel polo del salotto…….

 

 


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2 dicembre 2013

Basilicata alluvionata

Oggi sul noto quotidiano economico Il Sole 24 ore è stata pubblicata l’ennesima classifica fra capoluoghi di provincia, stavolta sulla qualità della vita,  da cui si evince che i due capoluoghi lucani vivacchiano nella parte medio bassa della classifica (http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2013/home.shtml ), non do molto peso a queste iniziative editoriali che lasciano il tempo che trovano in quanto utilizzano parametri facilmente manipolabili o interpretabili in maniera parziale.

Come molti lucani mi accorgo che la qualità della vita nella mia città e nella regione è scadente per un sacco di motivi.

Volendo giudicare da quanto oggi pubblicano i giornali c’è da deprimersi. Le notizie sull’ennesima alluvione che interessa il metapontino e gran parte del territorio lucano ci ricordano della fragilità del nostra terra ma non sono esenti da colpe i politici che hanno trascurato di adottare i provvedimenti legislativi e gli interventi che avrebbero senz’altro attenuato i danni del maltempo.

Si parla anche di mezzi di comunicazione sui giornali, in qualche caso per i danni arrecati a strade e ponti dal maltempo, ma si parla pure del clamoroso ritardo dell’Intercity proveniente da Roma, ritardi che stanno diventando regolari, si perché in Basilicata è “normale” il ritardo, è anormale la puntualità……

Il fatto è che siamo una regione che rischia di rimanere isolata su tutti i fronti: Basentana, Raccordo Potenza – Sicignano, SS 18 a Maratea, da un momento all’altro possono collassare.

A due settimane dalle elezioni che hanno rinnovato, si fa per dire, il Consiglio regionale; il nuovo presidente della Regione Basilicata avrà un compito arduo, tentare di risollevare le sorti di una regione che sta morendo. Anche il buon Pittella sa che molte cose promesse in campagna elettorale non le potrà mantenere anche perché fino all’altro ieri è stato esponente di primo piano dell’esecutivo e dirigente di quel PD che non lo voleva candidato alla presidenza che da sempre amministrano la Basilicata.

Sarei contento che già dall’anno prossimo, leggendo le varie “classifiche” che stilano fondazioni, istituti di ricerca, giornali potessi scoprire che la Basilicata non è più la prima nella classifica della povertà, prima in classifica quanto a disoccupazione e leader indiscussa nell’emigrazione.

 


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16 novembre 2013

Liste d'attesa nelle strutture sanitarie


Li liste di attesa presso le strutture sanitarie sono state il fiore all’occhiello della “buona sanità”, laddove queste non esistono o sono riferite a periodi fisiologici di attesa il cittadino può ritenersi fortunato, in molte realtà, soprattutto al SUD, invece si convive con lunghi tempi di attesa per usufruire di alcuni tipi di prestazioni sanitarie, in molti casi le lungaggini inducono il cittadino a rivolgersi alla sanità privata o a percorrere le strade della migrazione sanitaria.

Qualche giorno fa l’Assessore regionale Martorano tracciando il bilancio della Sanità lucana al termine del suo mandato assessorile ha informato che la Regione Basilicata ha provveduto a risanare i conti attraverso una riduzione dei costi e la riorganizzazione dei presidi territoriali, ottenendo, nel contempo, un miglioramento delle prestazioni offerte. Ha fatto ammenda per i sacrifici imposti agli utenti lucani ma il risultato ottenuto è di quelli che fanno ricevere i complimenti da parte del Ministro della Salute Lorenzin in visita in Basilicata nei giorni scorsi. Martorano ha fornito altresì i numeri relativi al miglioramento dei tempi di attesa per le prestazioni erogate dalle strutture sanitarie regionali, effettivamente alcune prestazioni si riescono ad avere in tempi più brevi rispetto al passato ma ci sono ancora picchi di attesa scandalosamente lunghi.

A conferma dei buoni risultati contabili dell’Azienda Ospedaliera San Carlo è arrivato l’Oscar del bilancio della pubblica amministrazione conferito dalla Ferpi, la Federazione relazioni pubbliche Italiana che ha inorgoglito i vertici dell’Azienda sanitaria.

La segnalazione di un cittadino di Potenza che ha subito un delicato intervento al cuore  il quale  si lamenta perché una prenotazione presso l’ospedale S. Carlo di una visita cardiologica e di un elettrocardiogramma viene fissata per il mese di gennaio 2015, un anno e due mesi di attesa quindi,  ci induce a fare una indagine circa i tempi di attesa presso le strutture sanitarie di Potenza, oltre all’Azienda Ospedaliera S. Carlo è l’ASP, attraverso i suoi ambulatori, a garantire la copertura sanitaria alla città capoluogo di regione e del suo comprensorio.

Abbiamo apprezzato la trasparenza dell’ASP che sul proprio sito internet tiene aggiornata la situazione delle attese per tutte le prestazioni, abbiamo altresì potuto constare che in tempo reale ci è stata data risposta alla nostra richiesta di informazioni.

Prendiamo in considerazione lesole prestazioni sanitarie erogate dal Poliambulatorio Madre Teresa di Calcutta di via del Gallitello. Sono 204 le prestazioni che i cittadini hanno a disposizione, ben 60 però sono usufruibili nell’anno nuovo, di cui 19 a gennaio, 10 a febbraio e 11 a marzo; diluite negli altri mesi il resto delle altre prestazioni, il record di attesa spetta al reparto ENDOCRONOLOGIA –DIABETOLOGIA con 721 giorni, bisogna invece attendere novembre 2014 per un controllo a “Cardiologia1”, per un ecocuore e per un controllo in diabetologia  il primo posto libero è a settembre 2014. Il record di attesa però spetta ai controlli nel reparto Endocrinologia – Dietologia per cui bisogna aspettare ottobre 2015. In pratica circa il 30% delle richieste di prestazioni sanitarie vengono soddisfatte con almeno due mesi di attesa.

Passando ad esaminale le liste di attesa dell’Azienda Ospedaliera San Carlo emerge innanzitutto il numero di prestazioni erogabili: ben 437 di cui oltre la metà fruibili in una settimana ma con tantissime prestazioni ottenibili in tempi non umani. Decisamente troppi i 592 giorni per un controllo in Endocrinologia o i 516 per il controllo in Reumatologia. Nella classifica delle attese ci sono tre prestazioni che si ottengono fra i 420 e 439 giorni, tre prestazioni fra i 307 e i 390 giorni.Seguono tutte le altre con tempi sicuramente non compatibili con le patologie dei pazienti.

Che dire, i tempi di attesa sono diminuiti, in molti casi significativamente, ma la situazione resta molto critica, alcune vitali prestazioni richiedono tempi ancora scandalosamente lunghi che inducono i malati a rivolgersi a strutture private, in molti casi fuori regione, la tragedia è che non tutti hanno la disponibilità economica di potersi permettere trasferte o prestazioni presso strutture private, ed ecco che la salute diventa di classe, i meno abbienti o si accontentano di aspettare circa due anni per un controllo o si devono affidare alla benevolenza divina che li preservi nel lungo periodo di attesa.

Prendiamo atto che la Sanità lucana ha risanato i conti, ha fatto marcia indietro sui tiket, ma occorre un ulteriore deciso sforzo per ridurre a tempi fisiologici le attese per una prestazione,soprattutto chi soffre di patologie gravi deve essere tutelato, non si possono fare ragionamenti ragionieristici o accampare scuse riferiti al bilancio, la Regione Basilicata deve finanziare in maniera più massiccia il settore sanitario, meno soldi per gli enti che producono debiti e più risorse alle strutture sanitarie.

Per dovere di cronaca segnaliamo che il cittadino che si è rivolto a Controsenso per segnalare i tempi lunghi per ottenere la visita cardiologica e un elettrocardiogramma è stato costretto a prenotare la prestazione presso un ambulatorio privato, visita effettuata immediatamente, basa pagare. E per tutti quelli che non se lo possono permettere? 

Articolo pubblicato su Controsenso del 15 novembre 2013




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10 novembre 2013

Ecco chi ha firmato la Carta di Potenza per la Basilicata



COMUNICATO STAMPA PER LA FIRMA DELLA CARTA DI POTENZA PER LA BASILICATA

Il 09 Novembre 2013 presso lo studio del Notaio Francesco Zotta a Potenza c’è stata la sottoscrizione con atto notarile della Carta di Potenza per la Basilicata: una iniziativa di democrazia partecipativa costituita da 16 proposte elaborate da cittadini attivi sul territorio (professori universitari, avvocati, comitati ambientalisti) su importanti temi economico-ambientali per la Basilicata, come le attività petrolifere e la gestione dei rifiuti, e sulla tutela della salute umana.

I candidati a Presidente che hanno firmato la Carta di Potenza per la Basilicata, assumendosi verso i cittadini l’impegno scritto di mantenere fede ad iniziative che riguardano la tutela della salute dei lucani e del loro territorio, con le relative clausole in caso di inadempimento, sono stati MARIA MURANTE (Basilicata 2.0) e PIERNICOLA PEDICINI (Movimento 5Stelle).

Hanno sottoscritto la Carta anche i candidati a Consigliere della coalizione Basilicata 2.0: Gino Battafarano (SEL), Terenzio Bove (SEL), Francesca Di Napoli (SEL), Rosalinda Di Pasca (SEL), Donato Pace (SEL), Paolo Pesacane (SEL), Rocco Picciano (SEL), Giannino Romaniello (SEL), Valeria Scavo (SEL), Emilia Simonetti (Basilicata 2.0).

Ha sottoscritto 5 proposte della Carta anche il candidato Consigliere Angelo Galgano (PD-coalizione la Basilicata Presente), nonostante la procedura di partecipazione da parte dei candidati alla carica di Consigliere Regionale fosse subordinata alla partecipazione del candidato Presidente della propria lista/coalizione.

I seguenti candidati hanno manifestato adesione pubblica alla Carta, ma non l’hanno sottoscritta mancando quella del candidato Presidente della loro coalizione/lista: Benedetto Tartamo (Matera si Muove), Giuseppe Del Giudice (Laboratorio Basilicata), Giovanni Barbuzzi (UDC), Lucia Pangaro (UDC), Franco Gentilesca (PD).

Si ringrazia il Notaio Francesco Zotta per la gentile disponibilità all’iniziativa.

Gli organizzatori della Carta di Potenza per la Basilicata

Prof.ssa Albina Colella (Università della Basilicata)

Nicola Falvella (Cittadino della Val d’Agri)


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